LA RAI PIONIERA DI VIA DELLA PINETA

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giovanni benedetto

La sede RAI per la Basilicata non ha mai avuto un edificio progettato e costruito su misura per ospitare gli studi televisivi, radiofonici e la complessa impiantistica di bassa frequenza.
Dal 1959 al 2000 il personale amministrativo, giornalistico e tecnico era  sistemato alla meglio , occupando locali al piano terra, un intero primo piano e parte di un secondo, di un palazzo nato ad uso abitativo.
Quarant’anni di continui adeguamenti, modifiche ai tramezzi e opere  murarie per stringere o allargare, alla bisogna, sempre la stessa superficie.
Molti investimenti in parte vanificati da una struttura mai sufficiente per gli spazi e le lavorazioni di cui la RAI aveva bisogno quotidianamente.

I parcheggi esterni per i dipendenti o gli ospiti non esistevano, tutto era affidato al caso e alla fortuna.

Con l’avvento della terza rete regionale gli spazi anziché aumentare si ridussero sempre più per moltiplicare gli  ambienti.

Per ricavare uno studiolo del tgr, fu soppresso uno dei due studi radiofonici con relativa regia.
I progettisti e gli installatori fecero le acrobazie, per convertire un locale angusto a studio televisivo, dovendo rispettare determinate distanze e disporre una illuminazione sufficiente, senza ombre e per posizionare i fari e fornire i lumen sufficienti per le telecamere e gli inquadramenti.
Avere più di un ospite contemporaneamente in studio non era possibile,  bisognava mettersi in coda.
La sede era paragonabile ad un guardaroba pieno di vestiti che si svuota e si riempie ad ogni cambio di stagione e mai con gli stessi, ma sostituti con quelli alla moda del momento, sempre più succinti ed aderenti.
E così anche gli angusti spazi diventavano più spaziosi al cambio di tecnologia, quando le apparecchiature di ultima generazione sostituivano le vecchie sempre più ingombranti.

Infatti i primi videoregistratori da studio utilizzati nelle salette per il montaggio erano gli Ampex  VPR2: attrezzature di grosse dimensioni  1 x 80 x 1,50 mt e che pesavano tantissimo. Successivamente arrivarono nelle stessa salette di montaggio  i videoregistratori BVU  4800 che occupavano un terzo di spazio degli Ampex Vpr, e lavoravano e montavano le immagini girate in esterno e registrate su cassette.

Tratto di bosco per raggiungere Monte Pierfaone

Molte norme sulla sicurezza erano disattese, erano luoghi di lavoro che non si prestavano a vere bonifiche ed adeguamenti per rendere tutti i locali sicuri dal rischio incendio, elettrico o per le vie di fuga.
Si giocava sulle proroghe e si andava avanti a vista: di anno in anno.
La direzione generale di Roma provò ad accantonare una somma sufficiente per costruire in viale del Basento una nuovo edificio da affiancare a quello preesistente e sul terreno di proprietà.
Era tutto pronto, fu recintata anche l’area che delimitava il cantiere per non fare scadere i termini della licenza dell’inizio lavori.
Ai dipendenti, in anteprima, fu presentato un bellissimo plastico di nuova sede tutta rivestita di vetro, con accesso da viale del Basento, nei pressi dell’ attuale terminal dei bus extraurbani.

L’iniziativa fu accolta persino con tanto di brindisi augurale.
Addirittura fu acceso un simpatico dibattito interno se prevedere una torre alta, in cemento, con ascensore interno, per assicurare i collegamenti in ponte radio col centro madre di Monte Pierfaone, oppure preferire una molto più bassa per spezzare la tratta senza alzare la torre.
Nel 90, in occasione dei mondiali di calcio, il presidente Pedulla’ e il cda dell’azienda, decisero di disinvestire sulla sede di Potenza e destinare le risorse per costruire, una sede simile, a Cosenza, tutt’ora esistente e funzionante.

RIPETITORE MONTOCCHIO

Si andò avanti per altri dieci anni, fino alla scadenza di tutte le proroghe.
Per avere una sede costruita su progetto Rai, bisogna attendere l’anno 2000, quando l’azienda opziono’ 5000 mq di superficie di un palazzo, in via dell’edilizia, in costruzione e dove c’era solo la struttura in  cemento armato.
Si costruirono uno spazioso e arredato studio televisivo, uno più piccolo di emergenza e due studi radiofonici con le relative regie separate dal solito vetro.
Una regia televisiva, quattro salette di montaggio e un grande open space per ospitare le postazioni dei giornalisti.
Una porzione del piano terra fu dedicata agli impianti di alimentazione d’emergenza con gruppi statici, inverter e un gruppo elettrogeno di 150 kva per alimentare tutto lo stabile in caso di prolungata assenza della fornitura di energia elettrica dalla rete pubblica.
Col trasloco nella nuova sede ci fu un ennesimo rinnovamento totale di tutta l’impiantistica e arrivarono le apparecchiature di nuova generazione di bassa frequenza, audio e video.
Così pure per l’alta frequenza  si creo’ una nuova sala ponti con nuove apparecchiature che instradavano i  circuiti telefonici, circuiti dati, oltre ai segnali video e radio dalla sede verso la rete nazionale o da quest’ultima verso gli studi.
Sul tetto dell’edificio oltre le apparecchiature ausiliarie per i servizi comuni di tutto il fabbricato, fu montata un’importante infrastruttura di sostegno metallico per posizionare tutte le parabole dei ponti radio.
Per quest’ultimi collegamenti si apportò una variante progettuale rispetto a viale della pineta.
Il tetto del nuovo fabbricato non era in visibilità ottica col centro di Monte Pierfaone.
Bisognava decidere se creare un ponte radio intermedio a tempa rossa, un’altra località di alta frequenza aziendale, o optare per uno specchio passivo da installare sul terrazzo della sede Telecom di Potenza.
Si opto’ perla seconda soluzione, economicamente più vantaggiosa a parità di prestazioni tecniche.
Con la sede in via dell’ edilizia la RAI portò a termine dopo anni ed anni il suo impegno di dare al capoluogo lucano una sede moderna, confortevole, dignitosa e con sufficienti parcheggi esterni.

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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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