
ROCCO ROSA
Un esempio vale più di mille parole e questo esempio mi piace sottoporlo all’attenzione della Giunta regionale. Dopo venti anni esatti, la Corte dei Conti di Basilicata , valutando alcuni capitoli di spesa legate alla comunicazione, ha scoperto che la istituzione degli uffici stampa ledeva la competenza statale. Una legge del 2001, passata al vaglio del Governo senza osservazioni,è stata rimessa in discussione con un ricorso alla Corte Costituzionale, la quale , non entro nel merito, ha riconosciuto l’invasione di campo. Ora nel campo dell’organizzazione degli uffici, l’Esecutivo Bardi, ha messo letteralmente sotto i piedi la legge Bassanini che prevedeva la netta divisione tra politica ed amministrazione. Ha ricondotto sotto la sua diretta titolarità alcuni uffici che ,per la loro funzione, esaltavano l’autonomia della burocrazia, come l’Avvocatura dello Stato, l’Ufficio legislativo, la stazione unica appaltante. Non solo ma ha portato il comitato dei dirigenti generali sotto il coordinamento del Capo di Gabinetto che per funzioni è quanto di più vicino al Presidente. Io mi voglio augurare che chi ha vergato questo nuovo regolamento dell’amministrazione regionale ci abbia visto bene e non abbia rilevato incongruenze o lesioni di competenze. Ma, proprio quell’esempio di cui sopra, lascia ampi margini di dubbio sul fatto che,m seppure non osservata dagli organi competenti, questo accentramento di poteri non posso essere un domani dichiarato illegittimo, con le conseguenze che si possono facilmente immaginare sugli atti. Certa magistratura ha questo di speciale: accumula , accumula e poi, presenta il conto. Detto questo, se è vero che sulla carta, il Presidente ritiene di aver disegnato un organigramma in linea con la sua vocazione decisionale, il problema irrisolto è che l’esercito è fortemente sguarnito soprattutto nei livelli di comando. Nel giro di cinque anni la dirigenza regionale, forte di una novantina di persone si è ridotto della metà . Non solo ma ( altro rischio incombente) molti di questi provenienti dall’esterno si sono visti prorogare sine die il loro man dato, nonostante la legge nazionale sancisca la non replicabilità dell’incarico . Si potrebbe capire che un comandante, di fronte a queste falle, possa decidere di non fermare la nave e di arrivare in porto, ma qui siamo ancora all’andata e prima di affrontare i marosi diventa urgente farsi arrivare rinforzi per riparare lo scafo. Dei concorsi per la dirigenza, non si vede l’ombra e ci sono Dipartimenti che ormai sono ai piedi di Cristo, a cominciare dal Dipartimento della sanità ridotto da 9 a tre soli dirigenti. Non solo ma quei pochi dirigenti sono aiutati da un esercito di precari, ai quali, per la verità, solo adesso, dopo quindici anni, si cerca di dare una risposta. Il Sindacato regionale dei dirigenti, che finalmente ha rinnovato i suoi vertici , ha protestato con il presidente Bardi per questa sottovalutazione dei tanti problemi, ma senza ottenere alcun risultato tangibile. la prassi è ormai consolidata: questo è quello che ho deciso, ve lo comunico per cortesia istituzionale. Niente contrattazione , neanche per le materie previste dal contratto . Così è , se vi pare. Certo, Bardi non è Fontana che si riempie di ridicolo chiedendo ai PM se può fare degli acquisti, Bardi è una persona esperta e tosta. Ma quando si interpreta la legge in maniera un po’ creativa, come sembrano aver fatto i suoi esperti, c’è da aspettarsi che al calare del sole, ci sia qualcuno che scopre che magari quella cosa, tanto tempo fa, in verità non la si poteva fare.