LA SANITA’ AI PIEDI DI CRISTO

0

La fronda interna alla maggioranza della scorsa legislatura, in primis Lacorazza e Santarsero, ha impedito di portare a termine il piano sanitario nella sua proposta organizzativa , con l’assegnazione di un ruolo ai vari presidii e la disciplina delle forme di coordinamento. Sono passati sei mesi e la pratica non accenna a riaprirsi o per chiuderla definitivamente o per approvarla. Intanto sono maturate esigenze nuove che all’atto della redazione della proposta di piano, non erano così bene evidenziate: la creazione della facoltà di medicina ,la necessità politica e sociale di riprestare attenzione alle periferie con presidii che siano in armonia con le necessità della popolazione. L’idea di convogliare tutta l’utenza sanitaria in due grandi piattaforme ospedaliere non è riuscita ad affermarsi, perchè il tutto non si è giocato sull’innovazione  di  un Dipartimento che si estendesse nei due sensi  tra centro alla Periferia, ma sulla vecchia logica del grande che mangia il piccolo  e del piccolo che per sentirsi grande si piazza nella  sede centrale. Questo per dire che se è bello pensare in grande bisogna poi saper fare i conti con le gambe sulle quali queste idee camminano e, francamente , la distanza tra servizi periferici e servizi centrali è diventata notevole, pari solo alla incomunicabilità  che circonda gli operatori variamente collocati. Oggi si appalesa l’esigenza, se non di rivedere la legge .2, di riordinare il modello organizzativo in funzione di alcune esigenze insopprimibili: il potenziamento degli ospedali periferici di Lagonegro e di Policoro e di Melfi, i primi due perchè hanno di fatto una utenza sovraregionale non insignificante, il terzo perchè così com’è non è nè carne né pesce e un ruolo specialistico bisognerà darglielo. l’altro grande tema è trovare 300 posti letto per il Policlinico universitario   che non può essere spezzettato per le varie realtà territoriale ma deve collocarsi in un posto che giustifichi la presa in carico dell’IRRCS, e cioè nell’asse Potenza-Rionero che offre sia i posti letto, sia le strutture di ultima generazione.  Di queste cose a livello tecnico nel Dipartimento si parla, soprattutto ora che, per la verità è arrivato a dirigere il Dipartimento uno che la programmazione sanitaria la mastica veramente , forse la vera carta dal mazzo che è riusacitaa vincente per Bardi. Il problema è che la politica da questo orecchio non sente, impegnata com’è ad operazioni di apparenza politica e non di sostanza programmatica. Se anche oggi è necessario tornare a rinfocolare i campanili, è giusto che almeno lo si faccia su una proposta tecnica: dobbiamo tornare alle ASL territoriali, mettendo insieme ospedali e servizi, oppure dobbiamo fare un ente ospedaliero unico regionale, una sola ASL  e un Policlinico con la Ricerca. Di questo non si parla, perchè al di là di alcune persone che nel territorio ci hanno lavorato, tutto il resto è arrivato con poca voglia di stancarsi e con molta voglia di godersi il potere. E se poi aggiungiamo che sta passando un autobus importantissimo per la Basilicata, qual è la presenza di un Ministro Lucano che è ovviamente interessato al territorio, allora c’è da farsi cadere le braccia sull’inerzia che nel settore sanitario si registra. Rocco Rosa

Condividi

Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Lascia un Commento