LA SANITA’ LUCANA NON SI E’ RIPRESA DAL COVID

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La sollecitazione dei sindacati a mettere fine alla cosidetta intramoenia allargata, quella che consente ai medici di effettuare prestazioni anche fuori dei confini delle strutture pubbliche va presa solo come un giusto e opportuno invito ad affrontare la questione delle liste di attesa con serietà , con efficacia e con tempestività, ma non è essa stessa la risoluzione giacchè applicando questo divieto la situazione anziché migliorare si complicherebbe. Il primo problema è quello che non si deve fare di tutt’erba un fascio, posto che ci sono medici che hanno sposato la vita ospedaliera e stanno tutta la giornata dentro la struttura e medici che, fatte le loro ore lavorative, preferiscono fare ambulatorio nelle strutture private, soprattutto con riferimento alle relazioni che essi hanno con i territori di provenienza. C’è anche del positivo in questo perchè, come si sa,  diventa pressocchè normale che  un paziente che va per una visita poi possa approdare all’ospedale dove quel medico lavora , ed è un modo per portare pazienti anche delle regioni limitrofe, come accade per oculistica, tanto per fare degli esempi . Il punto da dove partire è che la pandemia  ha creato paure ed anche alibi impropri per abbassare di molto il ritmo di lavoro interno e le stesse prestazioni ambulatoriali, così che oggi, tornare ai livelli di prestazioni prepandemici significa caricarsi della vecchia domanda inevasa più quella corrente. E dunque il primo passo è rimisurare subito le prestazioni e pretendere che esse non solo si portino a livello 2019  ma che si carichino anche del 10 per cento in più per smaltire l’arretrato. SI fa questo lavoro negli ospedali? Sembra di no, a giudicare dal rinvio alle calende greche di prestazioni che sono importanti. Ed è su questo  che i vertici dei due principali ospedali lucani debbono concentrarsi per dimostrare che la loro venuta non fa rimpiangere il passato. Il secondo, e più importante, riguarda il Dipartimento e la capacità di dare indirizzi per l’appropriatezza prescrittiva che ancora è inadeguata e approssimativa. Qui ci sarebbe bisogno di mettere insieme i direttori sanitari, i capi dei dipartimenti e i medici di famiglia per indirizzare meglio il lavoro di questi ultimi. Perchè se non c’è un corretto approccio prescrittivo, le liste di attesa anziché ridursi si allungano per l’ovvia considerazione che la risposta produce nuova domanda e, continuando di questo passo, le strutture pubbliche non possono andare sempre appresso alla domanda che si allarga e si espande. Il terzo punto di grande importanza è la diagnostica da mettere in relazione con i territori, per evitare che gl ospedali, con le loro attrezzature, siano più utilizzati per l’esterno che per l’interno. E cade a fagiolo il tema della sanità territoriale che dovrebbe poter intercettare tutta la domanda di diagnostica preliminare e funzionale al raggiungimento di una diagnosi corretta. Quindi, atteso che non è con quelle azioni propagandistiche, velleitarie ed inutili  messe in atto dall’ex DG Barresi e considerato che è fallito il modello di chi voleva che ci fosse una scelta netta tra medicina pubblica e medicina privata, bisogna trovare il modo per muovere questa situazione in direzione di un vantaggio pubblico, aumentando la resa, concertando gli incentivi, migliorando l’organizzazione interna, e sopratutto incentivando le professionalità migliori, capaci di tradurre la visita ambulatoriale in un DRG che non vada a incrementare gli ospedali del Nord. Ma dov’è la squadra che può portare avanti questa strategia? Dove sono i nuovi Marra, Bochicchio, Quinto, Cannizzaro.  Quei manager che oggi valgono sono rari come i Pini Loricati. E pure quelli, non i Pini, stanno sulle scatole di chi ai cervelli lucani preferisce quelli di fuori regione. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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