LA SANITA’ LUCANA TRA SCELTE SBAGLIATE E DISORGANIZZAZIONE

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 “Io so”, diceva Pier Paolo Pasolini in un celebre articolo pubblicato sul Corriere della sera il 14 novembre 1974. “Io so i nomi dei responsabili delle stragi, del tentato golpe, di coloro che dietro le quinte…”. In relazione a quanto è avvenuto ed avviene nella nostra Regione sulle conseguenze della gestione dell’emergenza coronavirus, invece, noi tutti sappiamo!

Prima di analizzare i fatti, però, bisogna, fare una breve premessa, necessaria per inquadrare cause e responsabilità. Nel corso di circa due decenni, la sanità delle Regioni, è cambiata radicalmente. Essenzialmente e concretamente dagli anni ‘90, e, principalmente in seguito alla riforma del Titolo V, (approvato nel 2001), che ha attribuito quasi ogni delega alle stesse. In questi giorni, si parla tanto di ciò che accade in Basilicata sulla questione coronavirus, accusando politica e amministrazione odierne di mancata organizzazione dell’emergenza. Sollecitando, altresì, la sostituzione di funzionari, di commissariamenti di reparti presso l’ospedale di Potenza, ecc. E’ pur vero che i vertici degli Enti, e non solo, risultano essere nominati/indicati dalla politica, più per senso di appartenenza ai potenti di turno, che per effettivo merito; e i fatti di cronaca giudiziaria lucana degli ultimi anni comprova questa sacrosanta verità. Oggi é cambiato il governo regionale, ma non sembrano cambiati radicalmente tanti costumi e usanze. Assistiamo imperterriti e avviliti di fronte alla morte di tanti lucani non anziani, alle problematiche sanitarie lucane annunciate e denunciate negli anni. In considerazione dei numeri esigui di contagio, viste le conseguenze (decessi) è necessario indagare su scelte sbagliate, e disorganizzazione su più livelli. Fino a qualche decennio fa, appunto, con tante normali problematiche, gli ospedali funzionavano, ed anche in maniera professionale. A un certo punto, però, si è accentrata l’attenzione sulla razionalizzazione sanitaria (questioni di budget, si diceva) e si è deciso di semidistruggere buona parte degli ospedali, vedi Pescopagano o Venosa, di tentare di demolire l’Irccs Crob (unica eccellenza regionale, e non solo) e di ridimensionare tutti gli altri, accorpando tutto a Potenza. Per quale motivo? Non certamente per il risparmio, tant’è che probabilmente i costi sono aumentati, creando, nel contempo, un organismo ingestibile, cioè il San Carlo, che, ricordiamolo, era un eccellente ospedale tempo fa (si ricordi la cardiologia). Sappiamo tutti che dietro l’accorpamento in tale struttura, vi sono i corposi interessi delle lobby politico-sanitarie che gravitano intorno al “capoluogo”: piu’ sanitarie che politiche: la politica è solo di supporto. Una struttura sanitaria di secondo livello, quale è il San Carlo, che tende ad inglobare cose altrui, e che non riesce a gestire le proprie, evidenzia il fatto che tali lobby, mancano di visione strategica, poiché sorrette da  scarsa cultura, nient’altro. Il tutto a danno dei cittadini in termini di maggior spesa pubblica e minor efficienza sanitaria. Il numero alto dei decessi Covid-19, in relazione ai contagi, è un fatto di una gravità assoluta. Se da noi ci fosse stato un contagio considerevole, sarebbe stata una strage. Ancora oggi non è dato sapere con quali criteri si decidono le tempistiche dei tamponi, e come mai ci si muove così in ritardo in alcuni casi. Ma ancora: Anziché pensare di costruire ospedali Covid (si realizzeranno solo grazie al dono del Quatar) o meglio di utilizzare ospedali quasi vuoti (Pescopagano su tutti,  vittima di un grave scippo di beni e strumentazioni, avvenuto tra l’altro quasi in diretta tv)  si è addirittura pensato di utilizzare reparti in strutture non adeguate, vedi Melfi e Venosa. Risulta necessario, quindi, prendere coscienza dei veri artefici di tale disorganizzazione, determinata da gruppi di poteri oscuri (che in realtà oscuri non sono) che hanno determinato negli anni, con la loro influenza nell’ambito sanitario e politico, scelte politico-sanitarie regionali del tutto errate, generando enormi sprechi di risorse (vedi radioterapia a Potenza, inutile e contraria ai dati sul numero di unità per abitante), disfunzioni, e malumori nelle periferie regionali. E, allargando lo sguardo, visto il disastro in Lombardia, è necessario dire con forza, che la sanità sia pubblica, e, che, le funzioni fondamentali siano gestite a livello nazionale, non dalle Regioni, cioè da tanti piccoli staterelli feudali, e dalla loro irresponsabile distruzione di risorse.

Sappiamo tutti, quindi, in conclusione, che i problemi sono determinati dalle lobby di cui si è parlato, ed abbiamo tutti le prove di dette azioni contro i cittadini: la disorganizzazione sanitaria! evidenziata in relazione all’epidemia, con conseguenze contenute per il solo fatto che, i contagi, sono, tutto sommato di poco conto. Restano, però, le responsabilità di quanto è avvenuto ed avviene (NON DEI SANITARI, TUTTI BRAVI, VERSO CUI SI NUTRE IL MASSIMO RISPETTO: RISCHIANO LA VITA, SIA CHIARO) ma di quei poteri oscuri di cui si è parlato: la parola alla società civile, se ne esiste una!

giuseppe mollica, giornalista

 

 

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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