 rocco sabatella
Sfuma all’ultimo minuto del lungo recupero concesso dall’arbitro Monaldi di Macerata la possibilità di tornare da Catanzaro con un risultato positivo. Ma al Potenza non si può rimproverare granchè nella sua prestazione che è stata fortemente penalizzata dall’espulsione, dopo tre minuti della ripresa, di Salvemini per doppia ammonizione. Una partita che nel primo tempo era filata liscia sul piano dell’equilibrio fra calabresi e lucani con identiche possibilità per le due avversarie di passare in vantaggio, è ovviamente cambiata a favore del Catanzaro deciso a sfruttare la superiorità numerica. La squadra di Calabro si è insediata stabilmente nella metà campo rossoblù alla ricerca del gol. Il Potenza si è difeso con molto ordine e ardore e non è sembrato andare in grande affanno nonostante l’uomo in meno. Almeno fino a quando il Catanzaro non ha messo in campo il suo uomo migliore Carlini e ha cominciato ad accelerare i tempi. Ma anche grazie ad alcune parate decisive di Marcone il Potenza ha resistito e ha dato l’impressione di poter uscire dal Ceravolo con il pareggio. Ma da un’altra iniziativa di Carlini è arrivata la zampata vincente di Curiale nell’ultimo assalto della gara che ha mandato nello sconforto il Potenza. Che se avesse pareggiato non avrebbe fatto gridare allo scandalo, come bisogna riconoscere che il successo dei calabresi sia legittimo per la grande voglia e tenacia con cui l’ha cercato fino all’ultimo respiro. Complessivamente la prestazione dei rossoblù è stata ampiamente positiva nel primo tempo sia in fase difensiva che nella ricerca delle opportunità per passare in vantaggio. Senza voler sminuire il fatto di aver giocato per tutta la ripresa in 10 uomini, la pecca dei rossoblù è stata quella di rintanarsi troppo e tutti nella propria area lasciando eccessivo campo libero ai calabresi e rinunciando di fatto a ripartire. Certo poteva andare anche bene per aver resistito tenacemente fino al gol di Curiale, ma l’atteggiamento passivo alla fine si dimostra, il più delle volte, controproducente. Era già successo nella gara con la Paganese nel corso della ripresa e in altre occasioni. Su questo deve lavorare Capuano per mettere la squadra nelle condizioni di chiudere le partite quando si è in vantaggio minimo e di abbandonare l’atteggiamento eccessivamente passivo finalizzato solo a non perdere. Come non ci ha convinto il tecnico di Pescopagano nel non aver pensato di poter effettuare qualche sostituzione in più rispetto all’unica effettuata di Juliano per Sandri. Un giocatore come Compagnon con la sua velocità e tecnica avrebbe potuto sfruttare gli ampi spazi lasciati dal Catanzaro tutto proteso in avanti. Poi ha perfettamente ragione la società che, per bocca di Capuano e del direttore generale Scalese, si lamenta dell’arbitraggio del signor Monaldi di Macerata. Eccessivo il secondo giallo a Salvemini ma anche il giocatore ha la sua colpa grave quando nel primo tempo si è beccato il primo cartellino per aver, scioccamente, allontanato il pallone sotto gli occhi dell’arbitro. Eccessivi e ingiustificabili i 6 minuti di recupero concessi vista l’unica sostituzione effettuata da Capuano. Il direttore di gara è apparso troppo magnanimo verso Curiale il cui intervento su Cianci, dopo 30 secondi dall’inizio della gara, meritava più il rosso che il giallo. Ad ogni buon conto capiamo la grande amarezza per il punto sfuggito dopo aver lottato con i denti e con le unghie, ma diciamo subito che questa è la strada giusta per togliersi dai pasticci. Una mano la dovrà dare all’allenatore anche la società in questa ultima settimana di mercato. Soprattutto cercando di non lascarsi sfuggire due giocatori che tutti danno ormai per partenti. Ossia Cianci, capocannoniere del girone e inseguito dal Bari e il giovane Compagnon che, senza timore di essere smentiti, è il miglior giovane arrivato al Potenza in questa stagione. E sul quale Capuano deve fare molto affidamento e non relegandolo in panchina. E’ scontato che il presidente Caiata non li vuole perdere e farà di tutto per tenerli fino alla fine della stagione. Ma alla fine conteranno solo le volontà dei due giocatori e per Compagnon anche la volontà dell’Udinese che è proprietaria del cartellino del giocatore. La società della famiglia Pozzo non vede di buon occhio il fatto che Compagnon sia in panchina e giochi poco. Per cui ha tante richieste per il giovane attaccante. Dovrà essere bravo Capuano a fargli capire con le parole e con i fatti che è molto importante per la squadra e che su di lui si punta molto. Ma, se per cause non derivanti dalla volontà della società rossoblù, sia Cianci che Compagnon dovessero lasciare il Potenza, allora dovrà essere bravo Caiata a trarre vantaggio economico dalle partenze dei due giocatori e a investire il ricavato per ingaggiare un altro attaccante del valore di Cianci e a rinforzare altri reparti della squadra. Operazioni da fare tutte entro venerdi prossimo in modo che per la partita con il Palermo Capuano possa mettere in campo la formazione più competitiva possibile. Perché adesso non ci si può permettere altri passi falsi visto che l’esigenza primaria è di uscire dalle ultime 5 posizioni della classifica. E la sconfitta della Viterbese, che precede i rossoblù di due punti e che mercoledi prossimo sarà a Catanzaro per giocare il prosieguo della partita con i calabresi, a suo tempo sospesa per maltempo, deve essere sfruttata al massimo. E’ fuor di dubbio che dovrà essere il Potenza, con le proprie forze, a tirarsi fuori dagli impicci, ma se arrivano aiuti dai risultati negativi delle concorrenti, saranno ben accetti
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