La scuola di domani

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PATRIZIA BARRESE

A pochi giorni dalle elezioni politiche, fra sondaggi, coalizioni e campagne elettorali, la strategia vincente di ogni singolo partito è proporre programmi avvincenti per ottimizzare le intenzioni di voto in attesa di essere designati a governare o condannati alla sconfitta. Ciascuna fazione espone scenari del futuro fondati su un substrato di valori e interessi cui garantire la serenità dell’elettorato. Dare solide risposte alle preoccupazioni degli italiani ad oggi basate su questioni prioritarie di politica estera “energetica”.

Tra i grandi temi da risolvere, candidati alla risoluzione “miracolosa”, ambiente e lavoro, immigrazione e sanità. Il tema “scuola” s’insinua quale oggetto di studio e di opinioni contrastanti. A generare turbamento le nuove modifiche ai cicli scolastici e la probabile reintroduzione del voto nella scuola primaria.

Tuttavia, rimanendo in tema di valutazione, “appena sufficiente” risulta l’interesse al benessere fisico, psicologico e sociale dell’intera comunità educante mentre risulta “insufficiente” l’agire sulle esigenze stipendiali dei docenti, incrementando il portafoglio di un lavoro oneroso e scarsamente retribuito ben lontano dagli standard europei. Le risorse per la scuola risultano inadeguate, ma si richiede ai docenti innovazione e aggiornamento costante che induca alla motivazione degli alunni, professionalità, competenza e collaborazione non solo con i colleghi, ma anche con le risorse extrascolastiche territoriali. Dunque insegnare diviene il prodotto di un faticoso cammino che richiede di essere multitasking della didattica e delle strategie relazionali per rispondere ai bisogni degli alunni.

Uno stress che de-stabilizza la funzione docente, scaturito inoltre dall’idea di scuola come agenzia interinale perché quotidianamente si attinge a fraseologie adottate dai conoscitori del lessico educativo-didattico: percorso abilitante, concorso nazionale, periodo di prova…un percorso a ostacoli sempre più richiedente finalizzato al solo ottenimento di un’occupazione a tempo indeterminato come già sosteneva Carlo Levi :” L’Italia è il paese dei diplomi, delle lauree, della cultura ridotta soltanto al procacciamento e alla spasmodica difesa dell’impiego”.

Spesso il valore di quanti contribuiscono a rendere la scuola una comunità educante è tralasciato e si crede di porre soltanto sulle spalle della scuola e degli insegnanti la totale responsabilità dell’educazione dei ragazzi, è quanto affermato dall’intervento del Presidente Sergio Mattarella all’inaugurazione ufficiale dell’anno scolastico in corso. Già nel lontano 2009, in occasione della visita del Presidente Giorgio Napolitano in Basilicata, il tema sulla “Cultura e turismo in Basilicata”, è stato affrontato con autorevolezza, evidenziando che la scuola necessita di investimenti e di sostegno da parte di tutti i soggetti istituzionali che hanno responsabilità diretta per la sua crescita.

Ad anno scolastico cominciato, le problematiche della scuola persistono, si interviene poco sul considerare la continuità educativa dei ragazzi, pensare ad una razionalizzazione delle classi a superamento del sovraffollamento, oltre a garantire la presenza e l’esigenza ingente di docenti di sostegno. Accantonata la fase DAD è da ascrivere unicamente alla professionalità dei docenti il fatto che, nonostante i due anni di pandemia, i risultati non abbiano segnato globalmente un calo generale degli apprendimenti.

La scuola si cambia con i giusti investimenti e risorse adeguate, se si considera la continua richiesta di aggiornamento dell’offerta formativa. Auspichiamo che il prossimo schema governativo interverrà   concretamente sulle finanze dell’istruzione e sul futuro di bambini e ragazzi che saranno i protagonisti del mondo che li vedrà adulti domani.

 

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Sull' Autore

Insegnante lucana con la passione per la scrittura. Amo la mia terra sebbene per lavoro io risieda a Milano. Scrivere e condividere la passione per la scrittura e poter divulgare anche da lontano per rendere "maggiormente visibile" il nostro paese è uno dei miei desideri. Il mio paese natio è Rionero in Vulture.

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