LA “SEMIPREZIOSA” BASILICATA

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 Margherita Marzario

Incastonata fra tre regioni, come una pietra semipreziosa si trova la Basilicata.

Semipreziosa sia perché depositaria di risorse che forse non ha saputo ben sfruttare, tra cui l’acqua (oro blu) e il petrolio (oro nero), sia perché sino a qualche tempo fa era ritenuta un’isola felice, ma poi anch’essa ha conosciuto i malesseri del benessere.

La Basilicata nasce sulla regione storica della Lucania tanto che ancor oggi i suoi abitanti conservano la denominazione di Lucani, per questo è l’unica regione italiana in cui il nome degli abitanti non è immediata derivazione del nome della regione d’appartenenza.

Lucani di Basilicata: una doppia natura, che già emergeva dalle antiche seppure limitate fonti latine e che si conserva nel presente in molti aspetti.

Infatti, il lucano verace è riservato ma ospitale, scontroso ma tenace, povero ma laborioso.

Due i mari che bagnano la regione, due i capoluoghi, due i principali fiumi inizianti con la lettera B, Basento e Bradano, due le principali località marine inizianti con la lettera M, Maratea e Metaponto, due i monti più famosi, il Pollino e il Vulture.

Semplici ma buoni i prodotti di questa terra: il pane di Matera, il pecorino di Filiano, i peperoni di Senise. Queste tre P, ingredienti della povera tavola casereccia di una volta, sono le tre punte della produzione agroalimentare lucana che sembrano unire in un triangolo virtuale tre posti lontani e diversi e che ci fanno evocare il contenuto della bisaccia del contadino e del tascapane del pastore.

Oltre a questi prodotti che possono vantare una fama transregionale, ogni paese lucano offre prodotti similari; infatti, olio, pecorino e salsiccia sono i prodotti che accomunano molti paesi lucani, quali Salandra, Ferrandina, Stigliano, Tricarico, Forenza, Moliterno ecc.. Da non dimenticare i fagioli di Sarconi e gli agrumi e le fragole del Metapontino.

La Basilicata non è solo un godimento per il buongustaio ma anche per il turista e per l’ambientalista. Per il turista si presenta un ampio scenario: Matera con i Sassi e le sue numerose chiese, Metaponto con i resti della Magna Grecia, Maratea con il Cristo imberbe che sembra aspettarti con le sue braccia aperte e Melfi con i segni della presenza federiciana. All’ambientalista si apre un ventaglio di paesaggi che ricordano la lontana California: le montagne potentine, la Murgia materana, i laghi d’origini vulcaniche di Monticchio, la pianura metapontina, le grotte di Maratea, i calanchi dell’alta collina materana (che richiamano alla mente la brulla Cappadocia in Turchia) ecc.. Una gamma di colori, dal verde delle campagne d’Irlanda al giallo del deserto del Sahara. Insomma quella che è stata definita una vera scuola di geologia didattica. Per non parlare della varietà dei dialetti che racchiudono tutte le caratteristiche delle lingue romanze.

Basilicata: una piccola regione che per la sua centralità nel Sud, per le sue acque e per i boschi si avvicina all’Umbria, che offre piaceri non solo per gli occhi ma anche per il palato, in cui si passa dai Sassi di Matera, patrimonio dell’umanità, a una buona fetta di pane e companatico a volontà, vero patrimonio di bontà.

Provare per credere.

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Insegnante, giurista, con la passione della lettura, della scrittura, della fotografia e di ogni altra forma di arte e cultura. Autrice di tre libri per Aracne Editrice (Roma) – fra cui “La bellezza della parola, la ricchezza del diritto” (2014) menzionato nel sito dell’Accademia della Crusca –, di oltre 150 pubblicazioni giuridiche citate in più sedi (testi giuridici, convegni, università, siti specializzati, tesi di laurea) e di altri scritti, già operatrice socioculturale nel volontariato (da quello associativo a quello penitenziario). Nata a Salandra (MT), vive a Matera.

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