LA SINISTRA E’ VIVA E PARLA FRANCESE

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MICHELE PETRUZZO

Domenica scorsa si è tenuto il primo turno delle elezioni presidenziali in Francia. Il più votato è risultato Emmanuel Macron. Il suo 28,4% ha avuto la meglio sulla sfidante Marine Le Pen, ferma al 23,4%. Il presidente uscente ha ottenuto il 4% in più rispetto alle elezioni del 2017. Tuttavia per il verdetto finale occorre attendere ancora. Il discorso è rimandato, infatti, al secondo turno, previsto per il 24 aprile.

Balza sicuramente agli occhi il risultato ottenuto dal candidato della sinistra radicale, Jean-Luc Mélenchon, che con il suo 22% si è classificato terzo. Una percentuale non scontata e non irrilevante, che fa riflettere, anche e soprattutto in Italia, dove la sinistra radicale è ben lontana da numeri simili. Non a caso l’ex sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha espresso la sua soddisfazione su Facebook, definendo quella di Mèlenchon “una proposta di sinistra radicale per un altro mondo possibile”. Anche Nicola Fratoianni, Segretario di Sinistra Italiana, ha detto la sua: «Il risultato di Jean-Luc Mèlenchon è importante. Segnala una volta di più la presenza di uno spazio politico ed elettorale per una sinistra capace di mettere al centro la lotta alle disuguaglianze, al disagio sociale, alla povertà e ai cambiamenti climatici.». Dunque il risultato ottenuto dalla sinistra francese ha aperto il dibattito nella sinistra italiana. In realtà una riflessione seria sul perché la sinistra radicale in Italia non riesca ad andare oltre le solite percentuali da prefissi telefonici occorrerebbe farla; o meglio, doveva essere avviata già molto tempo fa .

Nel frattempo il segretario della Lega, Matteo Salvini si schiera con Le Pen, mentre Enrico Letta, segretario del PD, con Macron.

Andando oltre i commenti e le reazioni dei vari leader politici italiani e restando sulla Francia, occorre segnalare un altro dato degno di nota, ossia quello dell’astensionismo, pari al 26,2%, che accresce ulteriormente le attese e la curiosità sull’esito del ballottaggio.

Quello che accadrà il 24 aprile non è dato sapere, ma di sicuro si tratterà di un momento importante non soltanto per la Francia, ma per l’intera Europa, soprattutto in una fase storica così delicata e complicata quale quella attuale.

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Sull' Autore

Nato a Potenza in una calda notte di agosto del 1994. Storico, appassionato di politica e tifoso della Roma. Ho studiato a Bologna, dove ho conseguito la laurea magistrale in Scienze storiche con una tesi in “Storia delle donne e dell'identità di genere”. Ho frequentato la Scuola di giornalismo della Fondazione Lelio Basso e ho collaborato con “Il Manifesto”. Adoro la letteratura e il mare.

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