LA STORIACCIA DEL CIMITERO DI POTENZA

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Non voglio legare le due cose come causa ed effetto perché sarebbe una sciocchezza e una giustificazione inammissibile per chi delinque, ma certe cose al cimitero di Potenza debbono essere inquadrate in una cornice di mala amministrazione  che ha consentito di fare della gestione del cimitero monumentale  una sorta di affari per pochi, nei quali le pecore nere poi si trovano a muoversi di notte con molta agibilità. Tutto parte da una improvvida operazione di project financing che ha consentito ad una impresa di realizzare un nuovo Cimitero alle condizioni le più favorevoli possibili alla ditta e le più onerose possibili  per la Municipalità e per i cittadini. Si è cominciato col mettere una asticella minima di mortalità che non  risponde ad una oggettività statistica, in quanto per avere quattrocento morti all’anno, come livello di ristoro minimo ai costi di realizzazione, significa che un centinaio di morti bisognerebbe recuperarli con… qualche mezzo straordinario. Essendoci un cimitero precedente, con una capienza ancora presente, si è preteso la fissazione di criteri restrittivi per la utilizzazione dei loculi ancora vacanti e poi, giorno dopo giorno, norme e regolamenti sempre più restrittivi per i cittadini che avevano intenzione di tumulare il propri cari nel vecchio cimitero. Anche lì dove c’erano dei diritti quesiti, come l’acquisto di un loculo “eterno”, si è arrivati a disciplinare la tumulazione con paletti che non solo vengono a posteriori rispetto ad un contratto fatto, ma che ne ledono fortemente il diritto di uso del bene acquistato, stabilendo che hanno diritto ad averlo solo in determinate  circostanze. Poi, il contratto fatto all’impresa è diventato piano piano la strada per fare entrare la stessa nel cimitero monumentale, attraverso l’interpretazione larga delle norme che prevedevano anche la gestione delle tumulazioni o stumulazioni in entrambi i cimiteri.  Insomma c’è una aggressione ai diritti dei cittadini e una protezione eccessiva di diritti privati. Però nessuno dice chi ha sbagliato e perché, e nessuno corregge certe decisioni che hanno contributo a determinare una situazione di sostanziale illegalità vestita da formale legalità. Una amministrazione  che si rispetti si fa costruire una cosa pubblica con i soldi privati e ristora il privato con il diritto a vendere i loculi a prezzo concordato.  Qui invece si è detto: prenditi l’intero servizio e fa tu. Possiamo immaginare che succederebbe, per esempio, all’ospedale di Lagonegro se dicessimo : tieni il terreno, fatti l’ospedale e gestiscilo come vuoi. Una follia!!! Della serie , quando  si tutela l’interesse pubblico, non ci sono occhi che bastano. L’amministrazione De Luca aveva all’inizio posto il problema dei diritti. Poi si è persa per strada e non sappiamo perchè. Nel biasimare , deplorare e  condannare chi si macchia di ruberie e di truffa, non si può però lasciare che questo quadro sconfortante rimanga come sfondo di riferimento No, bisogna tornare indietro. Lo vogliono i cittadini !!!

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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