LA TRANSIZIONE SECONDO ENI: POMPARE IN BASILICATA E INVESTIRE NEL MONDO

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Per quelle strane alchimie  che solo la politica riesce a produrre, mentre si sta staccando un assegno di 3 miliardi all’Eni per la transizione energetica ( almeno stando a quanto alcuni giornali anticipano) , le compagnie petrolifere si precipitano a dare la botta finale alla Basilicata, attraverso nuove trivellazioni e nuove aperture di impianti estrattivi. Cioè da una parte la compagnia di banmdiera (nera) prende i soldi per portare avanti il processo di decarbonizzazione e dall’altra succhia i pozzi rimasti per evitare che tutto quell’oro rimanga sepolto come il tesoro dei pirati. Siccome  la gran parte della produzione di petrolio italiano viene dalla Basilicata, un Governo serio  dovrebbe fissare le condizioni per questo percorso di uscita, e dovrebbe farlo a partire dalla regione che più sta pagando le conseguenze di questo sfruttamento selvaggio e violento delle sue risorse minerarie e dell’inquinamento delle sue acque e dei suoi territori. Ma siccome siamo piccoli e neri, come il famoso ed antico pulcino di dash, nessuno si preoccupa di tutelare gli interessi di questa regione, per cui  da un  lato si magnifica il “green deal” europeo, dall’altro c’è il rischio che l’economia pulita vada preparata altrove e quella sporca continui dalle nostre parti. Chi parla di queste cose a Roma ? Nessuno, nemmeno quelli che dovendo tutelare la salute  e avendo a portata di mano l’incidenza dei tumori nella regione dovrebbe alzare un dito per chiedere spiegazioni. Né quelli che, puntando tutto sulla tipicità dei prodotti e sulla salvaguardia dell’agricoltura nel Meridione, dovrebbero dimostrare un po’ di coerenza tra quello che dicono e quello che fanno. Sta di fatto che tutto questo sta passando sotto silenzio, non fosse per qualche parlamentare dei cinque stelle, ne conto solo uno, che non si è scordato delle battaglie ambientaliste che il Movimento faceva in basilicata e che continua a bussare al portone di un Governo in attesa di un’apertura che non c’è. Per cui  è da dire che siamo messi male, con un Governo che rinomina lo stesso amministratore delegato della compagnia milanese, il Governo regionale che ormai prende atto che ci hanno ridotto talmente alle pezze che non possiamo pensare di fare a meno dei soldi del petrolio , e i parlamentari di tutti i colori ( eccezion fatta per il citato Lomuti) che si girano dall’altra parte quando si parla di petrolio, anche perchè da Roma non ne sentono la puzza.  E allora diciamolo con chiarezza: non portare parte consistente degli investimenti dell’Eni per la transizione in Basilicata facendo convivere il vecchio col  nuovo, si chiama tradimento . Così come ipotizzare  lo scambio tra rinnovo della convenzione per la val d’agri e finanziamento all’Eni è una presa in giro, trattandosi di un atto dovuto e che solo un Governo miope e connivente può consentire. Non ci danno quello che ci devono e per darcelo hanno bisogno che il Governi apra il portafoglio. Quindi da oggi Minisitri lucani, parlamentari lucani , consiglieri regionali che si cimentano a distribuire meglio i pochi soldi che ci danno, sappiano che il gioco è sfacciatamente scoperto  e che anche alle elementari lo capirebbero. Mettetelo in testa: transizione energetica dell’Eni deve significare “Progetto Basilicata   ” in primis. Che non sono le quattro cose promesse, ma un piano di investimenti capace di dare un futuro alla comunità regionale.  Poi viene il resto. Rocco Rosa  

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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