LA VACCINAZIONE CONTRO IL PAPILLOMA VIRUS SEGNA IL PASSO. GRAVE SOTTOVALUTAZIONE DEI PERICOLI

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ESPEDITO MOLITERNI

L’infezione da HPV (Human Papilloma Virus) è l’infezione sessualmente trasmessa più diffusa al mondo, nota come la causa primaria del tumore della cervice uterina. Non si tratta, però, di un’infezione esclusivamente femminile. Colpisce, infatti, anche un uomo su tre, mettendolo a rischio di sviluppare patologie e contribuire alla diffusione dell’infezione.

Tra le patologie HPV-correlate ci sono anche il tumore dell’ano, dell’orofaringe, del pene e della vulva. Per prevenire questa infezione e le sue conseguenze abbiamo a disposizione uno strumento potente: la vaccinazione anti-HPV.

 E’ sicura, efficace e, con il raggiungimento del target di copertura del 95% stabilito nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2023-2025, potremmo evitare più di 300mila diagnosi di lesioni cervicali precancerose e 20mila casi di tumori alla cervice uterina.

Il vaccino contro l’HPV è offerto gratuitamente, per le ragazze e per i ragazzi, a partire dagli 11 anni di età. La vaccinazione è più efficace se eseguita prima dell’inizio della vita sessuale; quindi vaccinarsi appena possibile è la scelta giusta; rappresenta uno “scudo” per difendersi dalle patologie correlate al papillomavirus e, quindi, utile per prendere il controllo della propria salute, salvaguardare il proprio benessere e proteggersi per il futuro.

La Regione Basilicata è da sempre impegnata nell’offerta attiva di questo vaccino e occorre ricordare che nel lontano 2007 è stata la prima ed unica Regione in Italia a vaccinare contemporaneamente quattro classi di età ( donne di 12, 15, 18, 24 anni); a questo proposito si vuole ricordare che la nostra Regione dovette subire diverse critiche da parte di autorevoli specialisti nazionali, tutte poi rientrate per il notevole successo di questa strategia vaccinale sia in termini di efficacia che di copertura.

Ma ad oggi purtroppo si sta osservando una progressiva riduzione delle coperture vaccinali sia per le ragazze che per i ragazzi; infatti, per le nate nel 2010 la copertura è del 44%, mentre per i nati nel 2010 è del 35%, percentuali molto lontane dal target del 95% stabilito dal Ministero della Salute per rendere questa vaccinazioni veramente efficace.

 Le cause?

Indubbiamente vi è una generale disaffezione nei confronti delle vaccinazioni, sia perché si crede falsamente che, in questa società del benessere, siamo immuni dalle malattie infettive e nello stesso tempo si ha la convinzione che non siano così importanti. Ma sappiamo che non è così: basta pensare che si registrano casi di decesso per morbillo e malattie invalidanti permanenti secondarie ad infezioni come parotite, pertosse, meningiti, ecc.. Se poi, come è ampiamente dimostrato, infezioni anche banali da papilloma virus possono determinare neoplasie a carico delle vie genitali, il quadro è piuttosto chiaro.

Ma si stanno manifestando anche problemi relativi alla progressiva riduzione dei presidi territoriali deputati alla vaccinazione, come i Dipartimenti di Prevenzione, per non  parlare della carenza di medici di medicina generale e di pediatri in molti comuni lucani.

Ma come favorire l’aumento delle coperture vaccinali?

E’ nell’assistenza sanitaria territoriale che si devono cercare e trovare le giuste e più appropriate risposte: è nel Distretto Socio Sanitario e nelle Case di Comunità che occorre attuare le Reti Vaccinali Locali.

Pianificazione delle modalità di offerta delle vaccinazioni in base alla popolazione target ( per gli adolescenti è fondamentale aprire i servizi vaccinali di pomeriggio), promozione della cultura vaccinale, protocolli e accordi di collaborazione tra il Dipartimento di Prevenzione ( con compiti di coordinamento), il Distretto, la Case di Comunità, i Medici di Medicina Generale, gli Specialisti ambulatoriali, i Pediatri di Libera Scelta sono alcune delle azioni che devono essere implementate per garantire  un facile accesso alle vaccinazioni.

Ma per ottenere tali risultati, occorre intervenire potenziando le reti territoriali di assistenza, attraverso investimenti nelle risorse umane, nelle infrastrutture e nelle tecnologie digitali.

Ma  tocca anche a noi, come cittadini e genitori, favorire l’adesione alle vaccinazioni aderendo ad un nuovo approccio culturale alla pratica vaccinale che costituisce una delle misure preventive più efficaci,  con un valore non solo sanitario, ma socio economico assai rilevante, richiamandoci a scelte consapevoli e corrette nel nostro stesso interesse.

Non c’ è da perdere altro tempo.

 

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Sull' Autore

Espedito Moliterni. Lauraeto in Medicina, specialista in Igiene e Medicina Preventiva, attualmente in pensione, ha ricoperto la carica di Direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASM di Matera

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