O si da la possibilità al Governatore uscente di indicare il nome del candidato alla successione ( magari anche una terna di nomi), oppure si va alle primarie in maniera aperta e senza veti preventivi. Altre soluzioni ,per chi è addentro alla situazione del centrosinistra , non se ne vedono . Anzi si vede esattamente la persistenza del gioco a stoppare gli altri, a chiudere varchi e a dire no prima ancora che uno finisca di parlare. Questa impotenza a tirare le fila probabilmente si materializzerà nuda e cruda già venerdì pomeriggio in quella che può essere considerata la” giornata della sveglia”, promossa dai reduci di guerra del glorioso Centrosinistra e che oggi, di fronte a questa deriva , hanno deciso di scendere in campo per chiedere ai partiti di governo regionale di uscire dalla rassegnazione e di darsi una mossa. Ogni giorno che passa, si bruciano nomi importanti e nel silenzio generale si riduce l’ambito dello schieramento ai soli addetti ai lavori, molti dei quali vivono di glorie passate e non hanno la lucidità di capire che i tempi sono cambiati. Appare chiaro che continuare in questa non scelta, mentre i cinquestelle sono già in campagna elettorale, produce sbandamento e ulteriore disaffezione rispetto ad una classe politica che sta dimostrando di non saper governare il cattivo tempo e di non aver forza di squadra,né spirito di corpo. Le primarie, che sembrano essere la disperata mossa del segretario del Pd Polese, di positivo hanno che ,allargando il fronte a tutti i cittadini simpatizzanti del centrosinistra, consentirebbero quella scossa di orgoglio capace di rimettere in moto la macchina del consenso, un po’ come è capitato con la manifestazione di Piazza del popolo. C’è ancora gente che ci crede e che vorrebbe una dirigenza all’altezza di questa emergenza che riguarda l’Italia, il mezzogiorno e la Basilicata. Chi si tira fuori, pensando che esse siano appannaggio del più forte, fa solo un gioco di protezione di se stesso, impedendo il solo test che consenta di capire chi ha la vera guida di questa parte di campo. Di contro c’è che il tempo per queste cose è ai limiti di scadenza e che non dovrebbe passare più di una settimana per decidere se intraprendere o no , questa strada. Quanto alla possibilità di trovare un accordo sui nomi, fermo restando che l’iniziativa parta dal presidente uscente, sembra logico che si debba ricorrere a figure in grado di allargare il fronte del centrosinistra a forze moderate o che comunque siano in grado di rappresentare settori importanti della società lucana. I nomi che sono stati fatti in questi giorni sono perfettamente in linea con questa visione, e il fatto che siano usciti come indiscrezioni dimostra solo che c’è qualcuno all’interno che ancora pensa di poter essere ripescato in extremis. Cambiare strada significa anche ragionare serenamente e senza secondi fini su quello che fa bene alla coalizione : nel caso specifico, un Sindaco del capoluogo che porta un bilancio rigoroso e un comportamento adamantino e un presidente della Coldiretti che, per la categoria imprenditoriale che rappresenta, potrebbe essere veramente un argine alla deriva di sfruttamento energetico della regione. Rocco Rosa
LA VECCHIA TATTICA DI FAR USCIRE I NOMI PER …BRUCIARLI
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