LA VERITA’ E’ CHE SUL GAS BARDI HA VINTO SU TUTTA LA LINEA. PER IL RESTO SIAMO AL FLOP

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Non si può negare che la convenzione strappata alle compagnie petrolifere sia stato un grande successo per il Governo Bardi , al punto che giustamente ne ha fatto una bandiera nel nome di una difesa dell’interesse pubblico. E si deve riconoscere che , rispetto alla impostazione iniziale, lo stesso Governo Bardi ha saputo cambiare rotta , non lavorando per dare il gas a tutti ma lavorando per dare il beneficio anche in chiave economica a chi non dispone di un punto di allaccio vicino. Era questo approccio iniziale il punto debole di tutta la manovra, al punto che noi per primi avevamo parlato di un ritorno al passato, cioè una sottomissione alla politica del fossile che veniva incentivata dal sussidio regionale. Invece c’è stato evidente un cambio di marcia e la guida regionale è riuscita ad ottenere che le famiglie non fornite da metano e che riscaldano le proprie case con metodologie diverse potessero non avere il gas ma un incentivo sostanziale che consentisse loro di cambiare la fonte di approvvigionamento energetico scegliendo tra quelle alternative e sostenibili. E i risultati si stanno vedendo , al punto che lo stesso Assessore Latronico si mostra impressionata dai dati che stanno uscendo. Ci sono tante richieste da  ipotizzare già una spesa di un milione ogni mese da parte della Regione. E che il ricorso alle fonti alternative sia ormai una scelta lo dimostra il fatto che anche molte di quelle famiglie che fruiscono del metano stanno pensando seriamente di scegliere in alternativa alla fornitura, un incentivo economico che, sommato a quello nazionale già in vigore possa consentire veramente di affrontare in chiave globale la transizione energetica. E’ d’obbligo , a questo punto, porsi qualche interrogativo sul fatto che questa maggioranza è riuscita lì dove i vecchi governi non avevano neanche tentato di arrivare, sicuramente troppo presi a far cassa per affrontare le varie emergenze dalla sanità ,all’Università, alla solidarietà sociale, ma ciononostante assolutamente lontani dal portare avanti una trattativa da pari a pari con le compagnie petrolifere, subendo molto spesso il maggiore peso decisionale di queste aziende che, soprattutto in Italia, sono un governo nel governo. Sicuramente l’esperienza negativa maturata nella precedente convenzione ha avuto il suo peso, ma non è chi non veda l’enorme sproporzione tra quello che si è realizzato oggi con quello  che si è avuto fino ad ieri. Prendere atto di questa verità sarebbe un modo coraggioso di guardare in faccia le cose per quello che sono: su questo punto il Governo Bardi ha aperto uno scenario importante, al punto da porsi legittimamente come autore di una strategia lucana per uscire dal fossile. Ed hanno torto sia quelli che minimizzano la portata di questo accadimento, sia quelli che cercano il pelo nell’uovo per dire, con molta difficoltà, che non sono tutte rose e fiori. Una minoranza che aspiri a rigovernare la Regione, ha l’obbligo di essere chiara su questo punto e dire che non è stata all’altezza della situazione e che con le compagnie petrolifere hanno approfittato dell’inesperienza nello specifico di politici che non hanno saputo attrezzarsi con esperti e consulenti di peso per poter guardare negli occhi l’interlocutore e il contraente. Detto questo, poi oggettivamente non si vede all’orizzonte qualcosa che possa somigliare ad un altro successo del Governo Bardi. Di strategie sbagliate ce ne sono a iosa, a cominciare dallo stravolgimento della macchina amministrativa che ha portato ad abbassare notevolmente il tasso di funzionalità degli uffici, all’ossessione contro  l’alta dirigenza lucana, vista tutta come pappa e ciccia con i vecchi governi, al caos della sanità che è tornata indietro di venti anni, vanificando tutto quello che si era realizzato fino al 2010 per raddrizzare questo settore. Basti dire che dai 30 milioni di spesa per emigrazione sanitaria di dodici anni fa si è passati a cento milioni di questi tempi, con la gente che scappa soprattutto da Matera , diventata il centro della crisi del settore. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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