LACORAZZA C’E’, ASPETTANDO IL CONDOTTIERO

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Senza ombra di dubbio, per me Pietro Lacorazza è il più “ politico” dei consiglieri regionali, nel senso che non si spaventa della solitudine, fa le sue battaglie alla luce del sole e con correttezza, accetta il suo ruolo di opposizione interna di un partito pur cercando ogni giorno di evidenziare le differenze che lo separano da un modo di governare che lui non approva. E’ netto il suo profilo di chi è diventato incudine , per una serie di vicende che lo hanno portato in netta contrapposizione con la guida del partito, dalle sue battaglie per le trivellazioni in mare ( spacciate così nella vulgata propagandistica ma che erano solo la non rimozione degli impianti obsoleti) a quella più importante del referendum costituzionale. Cioè è uno che ha fatto prevalere le proprie idee anche quando collidevano con quelle degli altri. Va perciò rispettato come persona e come politico, perché non cerca accordi sottobanco e si porta con dignità il suo fardello di successi e di insuccessi. Ma semplificare il giudizio di oggi sul modo di intendere il partito come espressione di chi comanda e non luogo di mediazione tra tutti, non mi sembra una considerazione da condividere perché non è da oggi che la politica si è avvinta intorno alle leve del potere e si comporta alzando e abbassando il  ponte levatoio a seconda delle persone che si avvicinano al castello. E non è con Pittella che si è inaugurata la tappa ultima della deriva democratica secondo cui chi vince piglia tutto e chi perde riparte da zero. Basterebbe ricordare la Giunta che fece De Filippo nel 2010 al rinnovo elettorale per capire che si era compiuto uno sfregio alla democrazia del voto, lasciando a piedi forze che lo avevano portato al successo e iniziando la stagione di un monarca senza corona, con tanto di corte, abbondanza di pifferi e stuoli di damigelle in panni assessorili. Salvo poi, alla puzza d’incendio fare i bagagli di notte e lasciare che gli altri arrostissero nei problemi giudiziari. Questo per dire che se si vuole discutere del ruolo di un partito, o meglio del ruolo della politica che un partito deve fare, non si  può partire dalla scelta non divisiva di un segretario, ma di un congresso in cui si discuta di che cosa deve essere un partito e di come può tornare indietro dalla palude gestionale in cui si è cacciato ,prima di affogare con tutti gli iscritti e simpatizzanti. Un congresso dal quale può emergere il rapporto della Regione con la democrazia elettorale, recuperando qui , su base territoriale, il terreno che si sta perdendo a Roma con una legge balorda, avventurosa e che rischia di alimentare il peggio dell’egoismo nordista, quello di una destra che gratta la pancia a chi sta bene. Chi scrive ha dalla sua decine e decine di articoli nei quali professa il valore dell’unità, dell’accordo della mediazione. Ha lamentato le partenze, ha lamentato le divisioni, ha evocato delle regole per tenere insieme maggioranza ed opposizione, che poi sono regole semplici, di rispetto delle persone e di quelle che esse portano in termini di consensi. Non è che chi vince ha vinto col 100 per cento, e non è giusto che faccia come il leone che , per un motivo o per l’altro, si prende tutto. C’è una involuzione nei rapporti all’interno di un partito, ma neanche si può chiedere a chi oggi ha il coltello dalla parte del manico di infilzarsi da solo in nome di una auspicata unità. Una rifondazione dell’entità partito ci vuole, e uno che incominciasse a fare questa battaglia, anche da solo, anche scalzo, anche parlando al vento, avrebbe la stoffa di un condottiero. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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