L’ACQUA DEL PERTUSILLO VA PAGATA…. ALLA ROMANA

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Il tintinnio di manette che si è sentito lo scorso anno in tema di petrolio ha avuto il suo effetto pedagogico ed oggi tutti ,dai Sindaci, agli amministratori, camminano spalle rasenti al muro per evitare di rimanere infilzati. I Sindaci fanno i Sindaci e riscoprono di essere la prima autorità sanitaria, l’Arpab si fa aiutare dall’Ispra per affrontare l’emergenza in attesa che il piano triennale di riorganizzazione, approvato definitivamente dal Consiglio, entri in fase operativa. Tra l’altro la legge il Testo Unico sul pubblico impiego la mette in condizione di fare i concorsi per professionalità alte, senza bisogno di ricorrere alle Agenzie interinali, soprattutto quando si tratta di persone con esperienza accademica o similare. Quindi gli strumenti ci sono e si tratta di adoperarli al meglio.  Mentre il Sindaco di Viggiano non si è guardato in giro per capire che cosa succedeva intorno al Cova, con la fuoriuscita di greggio che stranamente è passata inosservata, il suo collega di Marsiconuovo non ha esitato ad emanare un’ordinanza nella quale si fa divieto di utilizzare le risorse idriche della falde acquifere nei pressi del Pozzo pergola 1 che risultano , per ferro e manganese, al di là dei limiti di sicurezza stabiliti. Lo stesso ha fatto notificare all’Eni, che risulta affittuario del terreno, l’ordine di non emungimento delle acque e, con esso, l’avvertimento delle responsabilità che incombono  sull’azienda. A livello regionale, è pronta la diffida all’Eni per quello che è successo al Cova e per le inadempienze connesse alla mancata realizzazione finora delle camicie protettive dei serbatoi, una specie di doppio fondo per proteggere da eventuali perdite. Per quanto riguarda le acque della diga,  se è positivo il pronto intervento sull’esame della qualità idrica e sull’esclusione di cause inquinanti, è evidente però che è accresciuta la consapevolezza di un controllo quotidiano di quella parte del territorio, sia in termini di vigilanza su eventuali comportamenti inappropriati dell’uomo ( parliamo di sversamenti, di fogne, di condotte abusive, di discariche di materiale nei boschi, di controllo dei componenti chimici usati in agricoltura), sia in termini di monitoraggio permanente dei punti di  maggiore esposizione a rischi ambientali. C’è la paura che l’eccessiva vicinanza ai pozzi insieme alla disinvoltura con cui, a quello emerge, li si è realizzati dal punto di vista del rispetto ambientale, possano da un momento all’altro far suonare un allarme fondato. In questo senso è da rivedere, insieme alla Puglia tutto il protocollo di azioni per proteggere una risorsa idrica e per pagare questa protezione in relazione ai metri cubi di cui ogni regione fruisce. Non facciamo sempre i signori. Oggi da più parti è emersa l’esigenza di organizzare un vero e proprio piano di protezione delle risorse idriche e se organizzato bene, a cominciare dalla necessaria recinzione dei bacini a cominciare da lato in cui vi attraversa la strada questo piano ha un costo notevole, di cui ogni fruitore della risorsa si deve far carico.   E dividere queste spese ..allla romana, in relazione a quanto ognuno ha bevuto.. r.r.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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