L’ALTO BRADANO E PALAZZO SAN GERVASIO. TRA PINACOTECA, CASTELLO E ARCHEOLOGIA. INTERVISTA CON MARIO SALUZZI

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Leonardo Pisani

Leonardo Pisani

Il dottor Mario Saluzzi è conservatore ,da oltre dieci anni, della pinacoteca Camillo d’Errico. Laureato in economia, con specialistica in economia e sviluppo socio economico,  master in gestione dei beni culturali, e in urban rigeneration, Saluzzi è stato  nominato a 42 anni Cavaliere della Repubblica per meriti culturali.,  E’ un grande appassionato di arte e cultura, ha portato la pinacoteca Camillo d’Errico in tutto il mondo, con l’organizzazione di tantissime mostre, convegni  , seminari e scambi culturali, anche tra Malta-Valletta 2018 e Matera capitale europea della cultura 2019. Di Pinacoteca e valorizzazione del territorio discutiamo in questa intervista.

Dottor Saluzzi, partiamo da un avvenimento importante L’Ente Morale Pinacoteca e Biblioteca “d’Errico” di Palazzo San Gervasio ha celebrato il 13 febbraio  nel  palazzo d’Errico il suo fondatore, Camillo d’Errico.  Spieghiamo ai nostri lettori, soprattutto non lucani, cosa sia la Pinacoteca e la Biblioteca

Camillo d’Errico nato il 13 febbraio 1821, Sindaco per quasi 40 anni di Palazzo San Gervasio, alla sua morte ha voluto donare tutto il suo patrimonio artistico e bibliografico e i due suoi palazzi ottocenteschi, ad un ente morale che in perpetuo portasse il suo messaggio, con il C.d.A. della pinacoteca e l’amministrazione comunale di Palazzo S.G. abbiamo voluto dare il massimo risalto alla figura di questo mecenate, con una serie di attività come: la richiesta al ministero dello sviluppo economico di un francobollo che lo ricordasse, l’intitolazione di una piazza nel nostro comune, e una serie di mostre e pubblicazioni che sono in itinere.

 Il Covid, diciamo non vi ha fermato del tutto: la Pinacoteca ha utilizzato come il digitale per mostrare l’antica stregoneria…

La mostra Stregonerie e Vari Capricci, da Salvator Rosa a Giacomo del Po, curata da Nadia Bastogi e Mauro Vincenzo Fontana, nasce da una partnership tra l’ente morale Camillo d’Errico e la fondazione Giuseppe e Margaret De Vito di Vaglia in provincia di Firenze, due fondazioni che hanno la stessa mission, e che insieme hanno voluto mettere in correlazione le due collezioni di arte napoletana, oltre alla fondazione De Vito e il museo nazionale di Matera guidato da Anna Maria Mauro. La mostra resterà anche oltre la scadenza naturale del 27 maggio 2021, proprio per dare possibilità ai tanti appassionati di visitarla.

La Pinacoteca da alcuni anni  svolge sia un’azione di riscoperta, sia  una valorizzazione della struttura castellare, fornendo gli strumenti scientifici ed editoriali per lo studio della Domus federiciana  e le indagini storico-archivistiche, relative ai personaggi che vi hanno dimorato o che vi sono nati, come, secondo una teoria, re Manfredi

Con gli studi che stiamo approfondendo, sia con la stampa del volume: San Gervasio. Palazzo dei Re di Nicola Montesano, sia con approfondimenti con altri esperti, la Domus Federiciana ci sta riservando tantissime rivelazioni storiche importanti per la vita stessa di Manfredi Re di Sicilia. Oggi il castello è ancora in fase di restauro e nella visita che qualche mese fa il Governatore Bardi fece alla nostra pinacoteca sollecitammo il completamento di questo importante incubatore culturale, poiché lo stesso fu acquistato dalla Regione Basilicata che ne è la proprietaria.

Necropoli romana

Non solo il castello svevo ma anche la valorizzazione del paesaggio, con notevoli scoperte archeologiche scaturite dall’impegno della Pinacoteca e Biblioteca “Camillo d’Errico” di Palazzo San Gervasio, in sinergia con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata

Nel mese di settembre dello scorso anno a seguito del ritrovamento di 26 siti archeologici venuti alla luce durante la costruzione dello schema idrico Bradano- Basento, abbiamo sottoscritto una convenzione con la soprintendenza ABAP di Basilicata diretta dall’arch. Francesco Canestrini con la direzione scientifica del funzionario SABAP Sabrina Mutinio, la convenzione prevede la valorizzazione di questi importanti siti venuti alla luce, con una pubblicazione scientifica, un docu-film e una mostra archeologica già in allestimento in alcune sale della pinacoteca. Questa scoperta riscrive parzialmente 2000 anni di storia locale, infatti per noi è una memoria ritrovata, perché sotto la domus federiciana in località fontana Rotta nei pressi della stazione ferroviaria, e sul tracciato della Regina Viarum sono state ritrovate e indagate 36 tombe Romane in un’area di 150 metri quadri, la presenza di resti di una villa imperiale, e tratti importanti di opere idriche e acquedotti.

 Ultima domanda,  ci può essere una ricaduta anche turistica? Se sì, un turismo di nicchia o un turismo in sinergia con altri settori e con altri territori?

Il 2021 pandemia a parte, doveva essere l’anno che il ministero della Cultura aveva promosso per i Cammini turistici, noi crediamo molto in questo turismo di nicchia, che sta portando economia in tanti territori delle aree interne, tra l’altro da Venosa a Palazzo San Gervasio, abbiamo oltre al passaggio dell’antica via Appia, anche in via di realizzazione la pista ciclabile  più lunga d’Europa, detta via dell’acqua, che seguirà il tracciato delle condotte e dei ponti canali dell’acquedotto pugliese, partendo da Capo Sele in Campania, attraverserà il Vulture in Basilicata e giungerà in Puglia ad Otranto sull’Adriatico, tutti questi progetti uniti alla valorizzazione della tratta ferroviaria per fini turistici Rocchetta-Gioia del Colle, secondo me darà un impulso significativo  alle economie locali oggi in grande affanno.

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