L’ANALFABETISMO STORICO . E QUELLO DI OGGI

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ANTONIO MOLFESE

 

Nonostante la povertà delle genti, la malaria e le numerose malattie che le affliggevano, anche l’analfabetismo contribuì a rendere difficile lo sviluppo delle popolazioni specie quelle del sud italia.

L’analfabetismo ,  inteso come incapacità di leggere e scrivere, molto diffuso, è stato  combattuto con ogni mezzo fino dall’unità d’italia;  ai primi del 1900 e con il fascimo  con le scuole rurali si cercò di portare”sapere”anche nelle campagne.Nel dopoguerra e negli anni 50/60 anche la radio e la televisione fornirono un grande contributo.

Nel 1860 vi erano in media 78% di analfabeti che nel 1950 scesero a12,9% e a 2,9% nel 1990.Il fenomeno era differente  nella nostra penisola e la percentuale era maggiore nell’italia meridionale e man mano che si risaliva la penisola esso diminuiva.

Leggi severe furono emanate per eliminare questa piaga ; furono istituite  “scuole reggimentali” per i maschi durante la leva militare, scuole serali accessibili a tutti i cittadini,e scuole rurali;anche la radio  e la  televisione, con la trasmissione “non è mai troppo tardi”, dettero un valido contributo.

Il ministero della pubblica istruzione fece in modo che la scuola raggiungesse i giovani anche nelle campagne con la istituzione delle scuole rurali, per cui gli insegnanti furono dislocati anche sul territorio con multiclasse;ciò dette buoni risultati.La regione più analfabeta era  la Basilicata(2005) con il 13,87%,poi veniva la Calabria 13,2,il Molise12,2,la Sicilia 11,3,la Puglia10,8,l’ Abruzzo 9,8,la Campania 9,3,la Sardegna 9,1 l?Umbria 8,4(2005).

L’analfabetismo vero è quasi scomparso tra la gente, ma attualmente si assiste ad un fenomeno per cui si parla spesso di analfabetismo funzionale, sempre più presente fra i giovani, che indica la incapacità di usare in modo efficace le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni di vita quotidiana In pratica vi è incapacità di comprendere, valutare ed usare le informazioni scritte incontrabili nell’andamento della vita quotidiana nella attuale società , anche in persone che hanno conseguito un diploma.

Si evidenzia in una certa percentuale di persone incapacità di comprendere articoli di giornale,bollette,orari di mezzi pubblici, cartine stradali, foglietti illustrativi di farmaci,istruzione di apparecchiature.Le ricadute a livello socio-ecomomico sono rappresentate  dal fatto che gli individui interessati sono più facilmente soggetti ad intidimidazione sociale, a rischi per la salute, a varie forme di stress ed a bassi guadagni.

Per l’alfabetizzazione civica di una società è necessario che le scuole,specie quelle tecniche dove il fenomeno è più frequente, sappiano portare anche gli studenti meno brillanti a raggiungere l’alfabetismo funzionale richiesto per comprendere  testi, documenti di base associati ad una cittadinanza competente.

In Italia i dati OCSE-PIAAC del 2016 riportati dal Corriere della Sera mostrano come l’anafalbetismo funzionale riguardi il 27,9% degli italiani tra i 16 ed i 65 anni.

E’ necessario combattere il fenomeno con tutti i mezzi, dal momento che i giovani di oggi saranno i dirigenti della nostra vita di domani.Se son rose fioriranno

Antonio Molfese   torremolfese.altervista.org

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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