Le diseguaglianze reddituali in Basilicata a seguito della crisi: un confronto europeo

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RICCARDO ACHILLI

 

Quanto è povera la Basilicata, o quanto si è impoverita negli anni della lunga crisi? Una domanda simile può trovare una risposta soltanto in termini comparativi, dove la comparazione è nel tempo e nello spazio. Interessante, a tal fine, è superare il solito confronto fra regioni italiane e dare uno sguardo al posizionamento della Basilicata fra le regioni europee.

Premesso che la povertà è un fenomeno multidimensionale, che non ha una chiave interpretativa soltanto economica, perché implica condizioni di capacità sociale e relazionale, di accesso a capacitazioni istruttive, formative e socio-assistenziali, condizioni psicologiche personali, ecc., se si vuole analizzare il fenomeno in termini economici, è necessario individuare sia il posizionamento rispetto alla media delle condizioni economiche e reddituali, sia la dispersione attorno a tale media, ovvero l’incidenza della popolazione che si allontana dalla media perché in condizioni di maggiore povertà. Per analizzare come la Basilicata si colloca rispetto alla media delle condizioni economiche dei cittadini europei, occorre quindi valutare contemporaneamente il livello del reddito medio e l’incidenza della popolazione che, per povertà, si allontana da quel reddito.

Vengono in soccorso, a tal fine, i dati della banca-dati Regio di Eurostat, che forniscono statistiche omogenee e comparabile per le regioni Nuts 2 dell’Unione Europea. In particolare, per analizzare sia il posizionamento rispetto alla media che la dispersione attorno a tale media, sono stati utilizzati, rispettivamente, la remunerazione media annua dei lavoratori dipendenti e la percentuale di popolazione a rischio di povertà (ovvero la quota di popolazione con un reddito inferiore al 60% del reddito mediano). Le 115 regioni europee aventi dati valorizzati per entrambi questi indicatori sia per il 2008, anno di inizio della crisi economica, che per il 2016-2017, ultimo periodo con anni disponibili, sono state quindi posizionate in un grafico che, sull’asse delle ascisse, riporta il reddito medio annuo dei dipendenti e alle ordinate la percentuale di popolazione a rischio di povertà.

La fotografia delle regioni europee che ne emerge, per il 2008 e per il 2016-2017, è riportata nei due seguenti grafic ( DI SCARSA LEGGIBILITà NDR)i, dove la posizione della Basilicata è in colore rosso, e le due rette che si incrociano perpendicolarmente costituiscono le medie europee, rispettivamente, del reddito annuo dei dipendenti (retta verticale) e della percentuale di popolazione a rischio di povertà (retta orizzontale):

Anno 2008                                                                                                                     Anno 2016-2017

 

Ciò che emerge con chiarezza è che la Basilicata, in circa 10 anni, non ha cambiato affatto il suo posizionamento generale, che rimane collocato nel quadrante più alto ed a sinistra del grafico, il quadrante più critico, quello in cui sono ubicate le regioni europee in cui il reddito medio annuo dei dipendenti è inferiore alla media europea, mentre la percentuale di popolazione a rischio di povertà è invece più alta. Tale quadrante, tra 2008 e 2017, si è arricchito di nuove regioni, come effetto della crisi: nel 2008 includeva 26 regioni, nel 2017 ne comprende 29.

Raramente, alcune regioni hanno anche migliorato il loro posizionamento: è il caso, ad esempio, della regione magiara di Kozep, che, anche grazie alle politiche economiche e sociali eccellenti del governo di Orban, fra 2008 e 2017 passa dal quadrante in basso a sinistra, ovvero una situazione di povertà meno diffusa della media, ma di reddito medio inferiore al dato europeo, al quadrante in basso a destra, dove anche il reddito medio passa ad essere migliore di quello europeo.

La Basilicata, invece, rimane praticamente fissa nell’esatta posizione ricoperta nel 2008: niente cambia a livello relativo, ma, ovviamente, poiché le medie europee relative al reddito dei dipendenti ed alla percentuale di popolazione a rischio di povertà peggiorano, in assoluto tale immobilismo significa che la situazione sociale e distributiva della regione declina verso una situazione meno favorevole rispetto a quella pre-crisi.

Oggi, in termini di reddito medio e di diffusione della povertà la Basilicata si trova a condividere un cluster di regioni particolarmente critiche: regioni spagnole come la Castiglia-La Mancha, Murcia, l‘Extremadura e le città di Ceuta e Melilla, la Muntenia meridionale in Romania e la regione di Nord Ovest di tale Paese, regioni greche come Kentriki, regioni bulgare, piccoli Stati ancora oggi socialmente affetti dagli effetti sociali della fuoriuscita dal socialismo e dall’adozione di un modello turbocapitalista senza meccanismi redistributivi come l’Estonia e la Lituania.

Si tratta di una condizione da “ultima della classe”, che è appena mascherata dai meccanismi di solidarietà familiare e di paese ereditati dalla tradizione contadina della regione, ma che ovviamente la spinge ai margini dell’Europa e della civiltà, che esprime un giudizio severo sull’efficacia delle politiche sociali fin qui condotte (ad iniziare dalle diverse versioni del Copes succedutesi negli anni) e che dovrebbe essere il primo pensiero di chi, oggi, è chiamato a governare la Regione.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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