Della serie mai giudicare dall’apparenza!. La comunità regionale aveva salutato l’arrivo di un generale della finanza come l’inizio di un processo di rafforzamento della legalità in una regione nella quale il potere si era allargato fino all’abuso, e invece , a quasi un anno dalla fine di questa legislatura, si deve constatare come l’ascensore della correttezza sia sceso precipitosamente verso i piani più bassi , direttamente nei sottoscala della protervia e della inosservanza di leggi e regolamenti. L’ultimo abuso riguarda il tentativo di assunzione di tre dirigenti per trasferimento dal servizio sanitario regionale, una procedura che contrastava vistosamente con le leggi e con i contratti di settore, ma che non ha turbato i sonni del direttore generale della sanità , autore di questa sciagurata iniziativa, almeno fino a quando i sindacati e la stampa non hanno fatto muro contro questa ennesima tentata illegittimità, determinando qualche turbamento nella giunta regionale, responsabile comunque della delibera incriminata. Un passo indietro? Si ,ma per prendere i controversi corridoi di nuove alchimie burocratiche che anche queste non riusciranno a sfuggire a possibili contestazioni della Corte dei Conti. L’astuzia usata dal dr.Bortolan , un altro di quelli che dovevano venire a salvare la sanità lucana e che la stanno affossando, è adesso quella di vestire questo trasferimento dei dirigenti con un accordo formale con le ASL interessate, sotto forma di progetti ai quali , sempre quei tre non altri, possono essere assegnati alla Regione. Atteso che, stando ai si dice, dei tre una è ginecologa, sarebbe interessante capire a quale progetto debba essere assegnata. Ma non è questo il punto . Il fatto è che la Corte dei Conti si è già espressa con evidente chiarezza su questi incarichi esterni che non rispettano la legge. Lo ha fatto per tre direttori generali, presi direttamente senza alcun interpello degli interni, nè senza alcuna comparazione con le figure esistenti nell’organico dirigenziale. Ora , questa furbizia di avviare un protocollo d’intesa con le aziende sanitarie , potrebbe toccare direttamente la responsabilità contabile degli amministratori delle aziende sanitarie, che si privano di personale per non meglio precisati progetti , i quali peraltro non incidono solo e direttamente sull’asl di competenza. La Direr, il sindacato dei dirigenti, in un comunicato ha scoperto il vaso di Pandora, elencando tante di quelle irregolarità nella gestione di questo personale esterno da dare lavoro ai magistrati per molti anni: a cominciare dalle autorità di gestione e dai dirigenti che hanno superato di due ,tre volte i limiti temporali per le assunzioni esterne ( massimo tre anni) e che agiscono adesso in una condizione di illegalità, ai dirigenti generali costretti a dirigere anche gli uffici sguarniti (controllore e controllato), ai danni che questo modo di coprire gli uffici sta comportando per il mancato avvio dei concorsi e la lesione dei diritti del personale interno circa la possibilità di accedere alla dirigenza dalla quota riservata agli interni. E chiaro che se i posti vengono coperti illegittimamente da personale non assunto per concorso, si limita il diritto di quelli che ambiscono a partecipare alle prove concorsuali. La spregiudicatezza di questi comportamenti non fa i conti con l’esperienza che qui si è fatta sulla responsabilità per danni erariali. Passano gli anni, cambiano i politici ma la giustizia contabile è una tartaruga che non rispetta i tempi delle legislature e quando meno te l’aspetti arriva ad aprirti un fascicolo . Rocco Rosa
LE FURBIZIE DEL DR. BORTOLAN
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