LE OLIMPIADI DEL CARRIERISMO

0

“O scioc o sconz”( O gioco io o non faccio giocare) : E’’un modo di dire usato spesso da un amico quando si vuol riferire a prese di posizione in cui l’uomo agisce per dispetto e, si aggiungerebbe, per “diletto”, se la frase la si vede oggi impiantata nello scenario politico così mutevole, sconcertante e insoddisfacente.

ANNA MARIA SCARNATO

E’ qui che si colloca la forte contestazione emotiva di Pittella, noto a tutti i Lucani, e non solo, come impegnato uomo politico del PD fino a pochi giorni fa. Proveniente dall’area socialista e suffragato notevolmente soprattutto dall’elettorato di questa parte quasi assente in Basilicata come rappresentanza di spicco eletta nelle cariche istituzionali con il proprio simbolo fiorito, Pittella, che fino ad ora se ne era stato buono e che, detto da chi presenziava alle riunioni di partito, stimolava quasi ad un gesto pietoso, quello che muove una mano per una carezza di conforto verso un persona umiliata, anche nell’angolo nascondeva però una certa rabbia in attesa di scatenarsi. Infatti lo stesso, adesso che i processi l’hanno assolto, ha ripreso giustamente respiro e non ha accettato che i vertici del partito preferissero il candidato La Regina alle prossime elezioni, escludendolo dalla competizione. Ritenendo forse di subire ancora ingiustizie, sceglie di abbandonare il partito e, sbattendo la porta in faccia all’ideologia politica del PD in cui si era rivisto, ad un partito importante che, secondo la lettura di molti, l’ha sostenuto nelle difficoltà attraversate credendo sempre in lui che e perchè, a sua volta, costituiva una risorsa elettorale di non poco conto, confluisce nel centro di Calenda-Renzi. “O scioc o sconz”, ripresa dai contesti di gioco di “strada tra ragazzini che mettono in atto la “baby politica” di esclusione-reazione spesso scomposta, forse appare scontata se si guarda la natura dell’uomo abituato al potere a cui non sa rinunciare, dell’uomo che, spesso, rifiuta di guardare oltre, di porgere l’altra guancia, di collaborare ancora per il bene comune nel perseguimento degli stessi obiettivi. Collaborare per un risultato difficile da ottenere per il centrosinistra, e che, per molti osservatori, è veramente un’impresa da conquistare, quando le forze di centro destra che, pur dissentendo su molti punti programmatici, ambiguamente si presentano uniti dopo le “mazzate” che si danno durante le àgapi berlusconiane nella residenza abituale o romana, significa saper accettare una deliberazione che può anche essere vissuta come frustante ma che diviene grande e ammirevole esempio per la comunità se l’uomo, nonostante tutto, è capace ancora di esprimere i valori dell’unità e del sacrificio e trattenere l’impetuosità che, se da una parte sfoga gli istinti emozionali, comunque mette in atto un agito comportamentale sovente solo corporativistico e non conciliatorio. E l’uomo politico corretto e fedele dovrebbe accettare di essere messo da parte, calmare l’ambizione non ancora colma ma sempre alla ricerca di provare la propriia grandezza a dispetto di tutto e tutti. Ma se ci si ispira al gioco dei ragazzini, “o scioc o sconz”, sarà visibile solo il risentimento per l’amor proprio offeso poiché non c’è un corrispettivo materiale, un premio in denari che vien meno da un’esclusione. In politica questo detto comunica, di contro, che prestigio dell’immagine e l’interesse vanno a braccetto, che nel gioco non si accettano le alternanze ritenute intrusioni e ostacolo al raggiungimento della propria e irrinunciabile realizzazione. E ci si riversa su altre tematiche per agitare le acque ulteriormente confondendo le idee. E si dà fiato alla questione delle donne Pd offese dalla collocazione di servizio nelle liste presentate da Letta. Senza entrare nelle motivazioni che hanno determinato le scelte effettuate per le candidature parlamentari sulle quali tanto si vuole parlare e spesso strumentalizzando questioni di genere, si potrebbe anche concludere con una riflessione basata sul riscontro probato che viene fuori dalle situazioni di questi giorni convulsi. Da quanto emerge ed è riportato da interviste fatte ad una dirigente che avrebbe voluto una candidatura al parlamento per i meriti acquisiti la competizione tende ad incattivire per gelosia e smania di carrierismo la protagonista verso le sue colleghe di partito con le quali si è rapportata negli organismi politici del PD prima ma ora divenute birilli da abbattere poiché nominate dal capo politico per la candidatura per cui smaniava. E così anche il cosiddetto gentil sesso registra attacchi dalle persone della stessa appartenenza di genere, segnando punti a favore di chi considera la discriminazione femminile opera non di un maschilismo preconcetto quanto della stessa identità di appartenenza. Donna contro donna. Ma anche per l’uomo il suo nemico è spesso un altro uomo dichiaratosi amico fino a quando la barca va con lui in poppa e il vento favorevole. Quando poi il barcaiolo suona il campanello per rinnovare gli imbarcati, è già lì un altro pronto a prenderlo a bordo “pesandolo” per quanto gli potrà fruttare nel giro in barca. E non si meraviglierà di trovare gli stessi compagni della passata compagine, “compagni di un viaggio” di militanza politica nel partito di abbandono, quel partito che si definisce la casa di tutti e che li ha messi in condizione di crearsi un potere politico che ora gli usano contro. Questo vale per ogni partito e per ogni coalizione ma che si è manifestata prima all’opinione pubblica per puro tempismo di Letta nella comunicazione dei candidati rispetto agli altri partiti che ancora sono alle prese con il gioco della battaglia navale, l’affondamento di personaggi noti e il rimpiazzo scelto.

Se non si può cambiare la brama dell’uomo, pur libero di rivendicarla come libero è ognuno di contestarla, è ora di regolamentare questi viaggi “di pellegrinaggio”, il transito di imbarcazioni di fortuna che sono lì ad attendere le disavventure e gli errori di rotta delle altre, in un mare libero e affrancato con barcaioli baby attori che “giocano” a fare politica scommettento su teste scontente e pronte a seguire l’onda favorevole che spinge. Attenzione alle onde anomale.

Condividi

Sull' Autore

Lascia un Commento