LE SINISTRE SI FONDONO: RIUSCIRANNO A RESTARE UNITE?

0
Marco Di Geronimo

Marco Di Geronimo

MDP, SI e Possibile si fonderanno in un unico soggetto politico. Per la prima volta nella storia della sinistra da molto tempo nasce un nuovo partito per aggregazione e non per scissione. Sembra realizzarsi il sogno della casa comune che molti elettori rossi desiderano da tempo. Ma è davvero così?

Forse è troppo bello per essere vero. E in effetti il nuovo partito di sinistra non ha fatto che suscitare perplessità negli ultimi mesi. È finito in tragedia il lungo corteggiamento con Giuliano Pisapia, che col suo Campo progressista si candidava ad anello mancante della coalizione tra la gauche plurielle e il Partito democratico. Dopo di lui, si staglia la figura di Pietro Grasso, il Presidente del Senato dal curriculum impeccabile incoronato leader dopo la sua uscita dal PD.

L’eterna diatriba sul leader si somma adesso alla spartizione delle candidature. Non c’è nessuna idea ben precisa su come verranno composte le liste (anche se alcune voci di corridoio non propriamente affidabili sussurrano che il 50% dei candidati andrà a MDP, il 35% a SI e il 15% a Possibile). Questa partita risolverà il bilancino da cui emergeranno i veri rapporti di forza del partito e fornirà le prime indicazioni sulla stabilità del nuovo soggetto.

Il fatto che i temi più caldi siano entrambi questioni di nomi fa però riflettere. In giro si mormora che il nome della lista unica sarà Libertà e Uguaglianza: bandite le parole «sinistra» e (soprattutto) «socialismo», ma si torna a parlare di uguaglianza dopo tanti anni di oblio. S’intravede un piccolo spiraglio di rinascita culturale e filosofica della sinistra: proprio sulla capacità di mettere in piedi una visione del mondo, un orizzonte, un futuro per cui combattere, questa lista si giocherà le sue carte alle prossime elezioni.

Adesso però è tempo di scrivere davvero un programma e un manifesto comune. E non sarà semplice, vista la litigiosità delle correnti rosse. Nello stesso soggetto dovranno convivere Pippo Civati (europeista spinto) e Stefano Fassina (l’unico rosso a criticare apertamente l’euro), Pierluigi Bersani (timido sulla reintroduzione dell’articolo 18) e Nicola Fratoianni (che appoggiò la proposta CGIL di reintrodurlo rafforzato). Se annoveriamo anche i continui flirt con la minoranza PD e con i post-comunisti per allargare ancora il novero dei partecipanti, possiamo immaginare gli sviluppi.

In teoria mettere giù un programma non sarà un grosso problema: quasi tutti concordano su una lunga serie di fronti comuni. L’auspicio è che ciascuna corrente, che si è specializzata con proposte concrete e approfondite su determinati campi, riesca a far emergere il frutto del proprio passato lavoro parlamentare. Comunque vada, non dovrebbe essere difficile scrivere idee e proposte per l’avanzamento dei diritti sociali (riforma della legge Fornero e del Jobs Act), un nuovo pacchetto di leggi per promuovere la crescita (finanziamenti green, investimenti capillari in infrastrutture, edilizia scolastica e beni culturali, incentivi al turismo) e il potenziamento dei diritti civili (fine vita, adozioni gay e ius soli in primis).

Il vero problema sarà garantire la convivenza al lungo termine. Una soluzione sarebbe la conversione dei militanti a una nuova prospettiva politica di lungo periodo: ma chi la scrive? Il mondo degli intellettuali guarda con un certo scetticismo l’operazione di convergenza più tattica che filosofica tra le varie correnti della sinistra radicale. Se si trovasse la capacità di immaginare un nuovo tipo di socialismo, capace di rispondere alle esigenze del terzo millennio e abbastanza prolifico da rappresentare tutte le sensibilità dei progressisti più spinti, metà dell’opera sarebbe fatta. Ma siccome nessuno sta costruendo qualcosa del genere, sopravvivrà la nuova cosa rossa ai suoi stessi creatori, o verrà corrosa dai loro litigi politicistici?

Condividi

Sull' Autore

Marco Di Geronimo

Classe 1997, appassionato di motori fin da bambino. Ho frequentato le scuole a Potenza e adesso studio Giurisprudenza all'Università degli Studi di Pisa. Ho militato nella sinistra radicale, e sono tesserato all'Associazione "I Pettirossi". Mi occupo di politica (e saltuariamente di Formula 1) per Talenti Lucani. Scrivo anche per Fuori Traiettoria (www.fuoritraiettoria.com), sito web di cui curo le rubriche sulla IndyCar e sulla Formula E. In passato ho scritto anche per ItalianWheels, per Onda Lucana e per Leukòs.

Lascia un Commento