L’ennesima occasione persa dalla politica italiana

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MICHELE PETRUZZO

Il giorno del voto è sempre più vicino e la campagna elettorale sta per terminare. Di sicuro non è stata una delle più brillanti ed entusiasmanti. Spesso, infatti, la sfida elettorale si è ridotta allo scontro social tra una compagine e l’altra, piuttosto che stare sulla presentazione di concreti contenuti politici. Esattamente quello che andava rigorosamente evitato, dopo più di due anni di pandemia. Il Paese, infatti, necessita di risposte reali, non di formule magiche o di slogan lanciati e urlati nei salotti televisivi. E questo era chiaro fin dall’inizio, ma molti esponenti politici hanno fatto finta di nulla, continuando a percorrere strade già note e incappando in errori già commessi in passato, che avevano contribuito ad allontanare le persone dalla politica. Questa tornata elettorale poteva rappresentare l’occasione giusta per provare a ricucire un rapporto sempre più logoro, quello tra la politica e i cittadini, tra elettori e potenziali eletti; ma la politica italiana, ancora una volta, è risultata assente all’appuntamento. L’ennesima occasione sprecata. Sorge spontaneo un dubbio: la politica italiana riuscirà mai ad uscire dalle solite logiche, dai soliti meccanismi e dai soliti limiti che allontanano le persone dalle partecipazione e dalle urne?
Non è un caso, infatti, che negli ultimi anni il fenomeno dell’astensione abbia spesso raggiunto numeri rilevanti, finendo per giocare un ruolo determinante nell’esito del voto. E allora piuttosto che meravigliarsi dell’alto tasso di astenuti, del cosiddetto “non voto”, come spesso accade nelle analisi del giorno dopo, occorrerebbe provare a comprenderne le ragioni, anche e soprattutto facendo autocritica; occorrerebbe imparare dai propri errori per non commetterli in futuro e per accorciare la notevole distanza creatasi tra la base e i vertici dei partiti. Trattasi di un discorso abbastanza trasversale, che riguarda le diverse compagini del panorama politico italiano. Riflettere su questo e adoperarsi in tal senso sarebbe già un buon punto di partenza.

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Sull' Autore

Nato a Potenza in una calda notte di agosto del 1994. Storico, appassionato di politica e tifoso della Roma. Ho studiato a Bologna, dove ho conseguito la laurea magistrale in Scienze storiche con una tesi in “Storia delle donne e dell'identità di genere”. Ho frequentato la Scuola di giornalismo della Fondazione Lelio Basso e ho collaborato con “Il Manifesto”. Adoro la letteratura e il mare.

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