L’ESAME DI COSCIENZA

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Sull’autonomia differenziata che le Regioni del Nord chiedono dobbiamo comportarci come fanno, meritoriamente, alcune famiglie delle nostre contrade che le cose se le cantano in casa e verso l’esterno hanno un atteggiamento unito e condiviso. Dobbiamo tutti, che si sia leghisti o comunisti o penta stellati , rivendicare il diritto a partire sulla stessa linea e non cento metri indietro, come pretendono di collocarci, e poi prepararci sodo per una gara che rischia di o consegnarci ad una Italia unita oppure di collocarci nel girone b della competizione economica. Le cose che dobbiamo dirci in casa sono gravi e serie, come lucani e come meridionali.

Per prima cosa ci manca una cultura del lavoro o ,più precisamente una cultura dei doveri sul lavoro. Le nostre Amministrazioni non sono educate a servire i cittadini, ma a tenerli a bada, con le norme o con i comportamenti. Chi sta dietro i vetri o dietro lo sportello è in posizione pregiudiziale di ostilità nei confronti di chi vi approccia per chiedere, segnalare o rivendicare qualcosa. Negli uffici si trasferisce il vecchio gioco di chi comanda e di chi sta sotto: ogni pelo nell’uovo è buono per dire di ripassare, rifare, ricominciare, ritornare. Negli ospedali del Nord alle sette di mattina la sala operatoria il primo paziente è già sotto i ferri: da noi ,alle otto e trenta il caffè, mezz’ora di discussione al bar e se Dio vuole alle 9, 30 ,le dieci si lavora coi ferri.  La stessa cosa nei tribunali del Nord i cui tempi di risposta nel penale e nel civile sono nettamente al di sotto dei tempi del Sud e non producono distorsioni come quelli di una causa di lavoro che dura sedici anni, come da noi.  Negli uffici pubblici, qui, i dirigenti fanno valere il privilegio di essere casta e prima delle dieci è molto difficile approcciarli. Ovviamente parlo in generale e le eccezioni ci sono . Collegato a questa concezione di potere della burocrazia, c’è la non volontà a semplificare la vita ai cittadini. Non è cattiva volontà, è che semplicemente non ci pensano. Non c’è un dottore che ti faccia aspettare meno di due ore per visitarti o per segnarti le medicine, nè c’è un dirigente che si sia mai posto il tema di come dimezzare i tempi, di come semplificare una procedura, di come automatizzare  un percorso, di come eliminare passaggi di carte.  Eppure basterebbe ad esempio che per gli ammalati cronici il ricettario sia semestrale, per cambiare la vita di tanti anziani. Le sole cose che si sono viste sono alcune leggi per la semplificazione in edilizia, e queste leggi sono arrivate perchè i costruttori hanno fatto lobbing presso il parlamento per uscire dal ginepraio di norme caso per caso, di mille regolamenti edilizi diversi, di  procedure talmente farraginose da sconsigliare l’investimento. Ogni legislatura regionale si pone come programma la semplificazione legislativa. La Regione fa cinquant’anni, ma questo appuntamento lo ha sempre mancato.

Eppure tutti sanno che lo sviluppo di un territorio è legato per buona parte all’efficienza della macchina amministrativa, nei permessi, nelle autorizzazioni, nelle procedure di esecuzione , nei pagamenti delle opere e dei servizi nella informatizzazione delle pratiche. 

C’è una pigrizia mentale che non ci consente di competere con le Regioni del Nord e che non ci induce neanche a porci il problema del costo che i disservizi procurano all’economia di un territorio. Il concetto di riorganizzazione delle procedure, di revisione dei passaggi, di abbattimento dei tempi, di servizio alla utenza , non ci sfiorano nemmeno. E mentre tutti invocano una uguale partenza per le Regioni, noi non ci poniamo neanche il problema se siamo in grado di correre e di che livello può essere la nostra prestazione. Siamo ancora immersi nella cultura della politica che fa da intermediaria per risolvere i problemi e trasformare quello che è un diritto in un favore alla persona. E , fateci caso,  da noi gli uffici che più hanno lavorato sui tempi e sulla semplificazione sono gli uffici statali, dall’agenzia dell’entrata ,all’inps, alla motorizzazione, al catasto, dove evidentemente il problema dell’intermediazione non esiste. Se lo Stato diventa efficiente , finiremo col chiedere di tornare ai Ministeri. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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