L’ETA’ DEL BRONZO NELLA BASILICATA INTERNA

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Quadro Territoriale

ANGELA MARIA GUMA

La Basilicata presenta su una superficie ristretta una varietà di aspetti e paesaggi. Si passa dalla pianura costiera ionica sabbiosa ai terrazzi paracostieri e alle colline argillose – i cosiddetti calanchi – dell’area fra Agri e Bradano.

Nel materano nord-orientale si trova invece il paesaggio delle Murge caratterizzato dall’affioramento di stratificazioni calcaree profondamente incise dai corsi d’acqua. Nella zona sud-orientale della regione si protende la pianura metapontina originata dall’accumulo del materiale eroso e trasportato fino a valle dai principali corsi d’acqua lucani sfocianti tutti nello Ionio.

Dall’osservazione della carta altimetrica si evince che i principali gruppi montuosi sono ubicati nella parte occidentale e si presentano così frammentati che non è possibile riconoscere una dorsale unica e continua, come invece avviene in molte regioni dell’Appennino.

Pur essendo una delle regioni più montuose d’Italia la Basilicata presenta un isolamento solo apparente. L’area settentrionale che si affaccia sulla Valle dell’Ofanto vive e si sviluppa soprattutto in funzione della sua vicinanza all’Adriatico. L’area orientale attraversata dal Basento e dal Bradano è quella più strettamente legata alla Puglia e alle correnti di traffico che provengono dall’Egeo. L’area solcata dalle Valli del Sinni e dell’Agri può essere considerata occidentale se si tiene presente che i confini naturali raggiungevano il Sele, includendo il Vallo di Diano e la pianura pestana. Il comprensorio interno, interessato dall’ultima sezione dell’Appennino meridionale, denominato Appennino lucano, risulta prevalentemente rilevato e per lo più privo di spazi pianeggianti. Tuttavia l’isolamento che sembrerebbe essere la sua caratteristica principale, è in realtà soltanto apparente: al suo interno si snoda lo spartiacque tra Tirreno meridionale, lo Ionio e l’Adriatico meridionale.   

In questo complesso quadro territoriale i bacini idrografici paralleli del Bradano, Basento, Cavone, Agri e Sinni costituiscono importanti vie di penetrazione verso l’interno. Il regime dei corsi d’acqua lucani è tipicamente torrentizio, tuttavia per alcuni di essi è accertata,  per l’epoca antica, la navigabilità dei più ampi tratti terminali.

Alla varietà degli aspetti naturali corrisponde la varietà degli ecosistemi, sintetizzabile fondamentalmente in due grandi scansioni ecologiche: la fascia costiera e para-costiera e l’interno montuoso.

Differenti le potenzialità di sfruttamento del territorio, la coltivazione estensiva (cerealicoltura) nelle aree pianeggianti e collinari e l’economia silvo-pastorale nelle zone di alta quota. Contatti fra i vari ambiti naturali sono stati assicurati da una fitta rete di tratturi collegati alla transumanza antica e moderna.

Le caratteristiche geomorfologiche del territorio hanno inevitabilmente condizionato l’insediamento umano che presenta una precoce occupazione delle Murge materane, della fascia para-costiera e  delle vallate fluviali riscontrabile anche nelle successive epoche storiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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