Apertura in stile anglosassone per Liberi e Uguali di Basilicata. Nessuna polemica, nessuna rivendicazione, niente accuse e niente autoesaltazione. Un racconto privo di retroscena, perfettamente digeribile dalla base del movimento: si sono accorti che il treno di renzi portava ad Arcore e sono scesi perché a certe commistioni loro non ci stanno.
Avranno pure sbagliato a far passare certe cose perchè il divorzio non lo volevano proprio, ma poi bisognava pure aprire gli occhi. Ecco il racconto è come lo scroscio di una doccia che pulisce ed emenda e riconsegna l’originale che si era sporco di polvere: la sinistra è qui, come quella di una volta, con le stesse idee, gli stessi programmi che vogliono aiutare gli ultimi, riconquistare i diritti persi e lottare per un mondo più eguale. Ed è stata, quella al Seminario di via Marconi, una serata tutta incentrata sulle cose da fare e sui problemi prioritari: la questione dei giovani, la disoccupazione, le condizioni dei commercianti, del ceto medio ma anche dei professionisti: avvocati, ingegneri, architetti, categorie che prima della crisi appartenevano a classi agiate ma che adesso sono sprofondate anch’esse in una condizione economica precaria. Un altro argomento da portare avanti sono i problemi ambientali e di messa in sicurezza nelle zone estrattive del petrolio visto i danni finora provocati dalle perdite dei serbatoi alle sostanze nocive immesse nei pozzi di reiniezione. Ritornare a fare una politica di sinistra è un argomento prioritario perché gli ultimi non rimangano sempre più indietro, lotta per la libertà, per l’inclusione e contro le disuguaglianze, rafforzamento dei servizi pubblici, la Sanità in testa, per ritornare a investire di più per aumentare gli organici al fine di dare sempre un servizio più tempestivo e di qualità. Cristiana Coviello, la vera novità di questa campagna elettorale , ha messo a disposizione la sua esperienza nel sociale e la sua professionalità anche per dare alla Basilicata una rappresentanza di genere finora molto arretrata, per un miglioramento della condizione femminile ancora discriminata nel mondo del lavoro sotto il profilo economico. Citando Banca d’Italia , ha deto che una perequazione degli stipendi delle donne a quelli degli uomini significherebbe avere un aumento del pil di sette punti. E poi combattere per dei diritti esigibili: famiglia, cultura delle differenze, inclusione dei disabili, servizi agli anziani attenzione per i casi di demenza e costruzione di asili nido. Insomma un partito che con coerenza e lealtà vuole tornare a fare politica tra la gente per raccoglierne le istanze. Loro ci credono, anche se sanno che da ora inizia una lunga camminata nel deserto per una formazione che torna alla passione giovanile: l’opposizione. GIOVANNI BENEDETTO
LIBERI E UGUALI, UNA DOCCIA E VIA
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