L’IMPEGNO EDUCATIVO DI UN GRANDE SANTO

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Gianfranco Blasi

 

“La Cattedra di San Gerardo”,

Il nuovo libro di Tonino Nella, edito da Villani, che legge in chiave pedagogica e sociale le gesta del vescovo e patrono di Potenza

 Sono passati solo tre anni dal 2019. Sembra una vita. La Pandemia da Covid 19 ha modificato le nostre percezioni in un prima e dopo, che ha finito per scavare un abisso emozionale. Ora ci si è messa anche una ansiogena, drammatica, sanguinaria guerra in Europa a moltiplicare preoccupazioni e tensioni. Eppure, solo tre anni fa eravamo intenti, noi potentini, a celebrare i Novecento anni dalla morte del nostro vescovo, patrono e santo, Gerardo de La Porta.

Lo abbiamo fatto con la intensità, la capacità riflessiva, i convegni, i libri, le documentazioni e i gemellaggi territoriali che l’evento meritava. Tre anni fa. Sembra una vita fa. Ci sono passati addosso degli uragani e tutto quello che oggi si sedimenta ci appare diverso, dal sapore un po’ più amaro, meno prezioso.

Naturalmente, non può e deve essere così. Soprattutto nella elaborazione del pensiero che riguarda la nostra storia, le radici, la fede popolare e i personaggi che l’hanno alimentata.

Bene ha fatto Tonino Nella, regista e attore teatrale di primissimo livello, allievo prediletto di Luigi Tramater, spesso in scena con la sua inseparabile moglie, compagna di scena e di vita, Maria Bombino, potentino di cultura salesiana, animatore catechistico e culturale, a riproporre la figura di san Gerardo vescovo attraverso una nuova pubblicazione: “La cattedra di san Gerardo”, stampata da Villani, un editore molto impegnato sui temi dell’identità e della riproposizione storica della nostra culturale locale.

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Il racconto si ispira alla vita di Gerardo, nato dalla illustre famiglia piacentina de La Porta. Lasciati gli studi letterari, Gerardo percorse gran parte dell’Italia fermandosi, definitivamente, a Potenza. Qui, ardente di carità, aprì una scuola a indirizzo letterario per istruire, gratuitamente, i giovani. Venuto a mancare il vescovo del tempo, e ritenuto degno di sostituirlo, Gerardo fu designato vescovo di Potenza per acclamazione nel 1111.

Tonino Nella scrive, dunque, un terzo volume dedicato a San Gerardo. Dopo don Dino Lasalvia, con il suo “Di Potenza Generale, biografia semplice di San Gerardo La Porta”, pubblicato da Edizioni Sant’Antonio, e La croce diversa, romanzo storico di Gianfranco Blasi, edito da Universo Sud, che racconta le gesta di un Gerardo anche cavaliere e crociato in Terra Santa.

Ci piace cogliere una diversità pedagogica nel libro di Tonino Nella, che per certi versi si potrebbe immaginare più vicino a quello di Lasalvia. In realtà l’autore, in questo caso, fa un’operazione di modernizzazione della figura del santo che  appare davvero degna di nota. L’idea per esempio, della “Sala della Scrittura”, la scuola come luogo di emancipazione attraverso la conoscenza, si combina con un altro elemento simbolo di riscatto. L’accoglienza delle ragazze perse nei luoghi di piacere maschile. Una dimensione educativa e sociale, quella introdotta da quest’ultimo lavoro editoriale, rivolta a giovani e donne. La città di Potenza che esce dall’oscurantismo attraverso la fede di un uomo giusto e leale e si apre a diventare una capitale di territorio ricca di chiese e di luoghi dove la comunità si incontra, discute, cresce, allarga i propri orizzonti.  Dove le corporazioni, come quella dei tavernieri, trovano nuove dimensioni.

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La salesianità di Tonino Nella è per certi versi commovente per quanto è capace di avvicinare la figura di Gerardo de La Porta a quella di Don Bosco, due santi lontani nel tempo, vicini per carisma e profilo di umanità e spiritualità. Un vero e proprio portento di analogie, ricostruzioni storiche ed esemplari ambientazioni.

Naturalmente c’è anche il teatro nel libro di Nella. Non poteva che essere così. C’è nei dialoghi secchi, nelle atmosfere delle cantine, delle stanze  e nelle vie di vita quotidiana, in quelle degli artigiani e nelle sacrestie. Tutti luoghi da atto unico. Una vera e propria scenografia a più copioni, con un filo conduttore nella scrittura. L’autore tratta con delicatezza e senza avventurarsi in ricostruzioni troppo creative anche il tema della nascita di una tradizione tanto cara a noi potentini. La Sfilata o Parata dei Turchi.

Gerardo morì il 30 ottobre 1119 tra il pianto di tutti. Solo qualche mese dopo, il Pontefice Callisto II lo proclamò Santo. Come detto il libro si sofferma, principalmente, sull’impegno educativo di Gerardo e sulla crescita spirituale della  città. Completa il volume la traduzione, dal latino, de La vita di S. Gerardo scritta dal suo successore, il vescovo Manfredi, a noi giunta perché riportata da don Giuseppe Rendina, nella sua Istoria di Potenza.

tonino nella con la moglie,maria bombino, e l’attore Gigi Pirozzi

Tornando al rapporto fra le diverse produzioni editoriali sul personaggio. C’è un filo conduttore che le tiene tutte e tre unite e che potrebbe essere motivo d’indagine critica e letteraria, ma anche di ricerca storica. Al centro dell’impegno pastorale e teologico del vescovo Gerardo si sviluppa coerente un’idea di scuola, una scolastica ripiegata su una evangelizzazione che chiama i cristiani e celebra la conversione persino degli eretici catari. Emerge l’impegno educativo, la dedizione a far conoscere, la trasmissione dei valori fondamentali della vita e della fede, il senso della giustizia e l’amorevolezza di un grande santo.

Tonino Nella, con questo suo bel libro, ha fatto un dono sia ai potentini che al suo mondo salesiano, in un connubio profondo fra la città di Potenza e i figli di San Giovanni Bosco.

Tonino Nella a teatro

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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