Si apre una campagna elettorale dall’esito assolutamente imprevedibile perché le carte mischiate all’ultimo momento stanno facendo uscire personaggi che potrebbero fare la differenza sull’esito finale vanificando ogni tentativo, peraltro velleitario, di tenere sotto controllo la situazione. Uno di questi è Nicola Benedetto, che non ha mai fatto mistero di voler approdare in Parlamento e non ha mai smesso di corteggiare formazioni minori, in grado di assicurargli la candidatura. Prima che si formasse la federazione “Insieme”, si stava muovendo dalle parti del consigliere Pace per trovare una sponsorizzazione, poi è arrivata la Lorenzin che ha deciso per Viceconte, facendo cadere il castello dei sogni che l’imprenditore si era fatto. Da qui gli ultimi tentativi di rispolverare le sue antiche frequentazioni “verdi”, ma anche questo tentativo è stato stoppato, i maligni dicono dal PD. Benedetto alla fine è entrato a far parte della quarta gamba del centrodestra, ma è stato collocato in un collegio ostico, quello di Potenza-Lauria, dove, per fare una bella figura, deve sudare le proverbiali sette camicie . La carta nella manica del consigliere regionale è però sempre il suo territorio di appartenenza , dove lui è in grado di fare la differenza fra l’uno o l’altro dei candidati al Senato ed è probabile che si orienterà verso chi è più in grado di dargli una mano nel collegio “potentino”. L’esperienza dice che, quando deve puntare a qualcosa, non ci sono remore di qualsiasi tipo e le alleanze strumentali prevalgono sovente su quelle politiche. Chi rimane orfano di quest’appoggio è anche il capolista del Pd alla Camera, De Filippo, la cui amicizia con Benedetto è nota da tempo al punto che quest’ultimo era considerato il terzo consigliere regionale della cordata del Sottosegretario alla P.I. Perché il PD non abbia voluto portare a bordo questa persona, se è di questo che si tratta, resta un’incognita: la frettolosità dei ragionamenti finali, la mancanza di lucidità oppure una impostazione che ne prevedeva l’esclusione e ne calcolava anche il costo. E’ certo che Benedetto al posto di Viceconte, sarebbe stata un’altra storia. Soprattutto per De Filippo. rocco rosa
L’INCOGNITA BENEDETTO
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