L’INQUINAMENTO A LA MARTELLA E’ PIU’ GRAVE DEL PREVISTO

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E’ più serio del previsto l’inquinamento da percolato prodotto dalla discarica La Martella. L’aver messo la testa sotto la sabbia, per tanti anni, ha impedito che si arrivasse per tempo ad una bonifica, e quello ,all’inizio, era un territorio circoscritto si è allargato di centinaia di metri intorno alla discarica. E’ così seria la questione che l’Arpab ha deciso di rompere gli indugi e di ufficializzare i dati del monitoraggio. Procedura inconsueta e anomala, finanche non rispondente alla legge istitutiva che voleva l’Arpab come agenzia la cui committenza è esclusivamente pubblica ed al pubblico deve riferirne i risultati.  Il significato di questa mossa è semplice: o vi muovete voi, oppure lo faccio io.  In realtà, sin dal settembre del 2011 Arpab ebbe a dichiarare che la discarica della Martella non era in ordine e che si sarebbe dovuta costruire una rete piezometrica per capire la qualità delle acque sotterranee . Sul finire degli anni 2000 vi era stato un sovrabbanco di 53 mila tonn. abusivo e , come si sa, prima la discarica, poi solo il sovrabbanco finirono sotto sequestro. Il percolato non è stato canalizzato opportunamente ed ora si parla di circa 100 mila mc da emungere cosa che rende la situazione preoccupante e pericolosa. A seguito della segnalazione dell’ Arpab, poi ripresa dalla provincia di Matera in occasione dei sopralluoghi annuali, il Comune costruì una rete piezometrica valutata non sufficiente nella primavera del 2013. Insomma un intervento “minimalista” che fece insorgere sia l’Associazione per la legalità, guidata da Pio Abiusi, sia la  Arpab, al punto che la stessa Amministrazione comunale materana si decise a convocare la conferenza di servizio a settembre del 2014 , nella quale venne decisa  la costruzione della nuova rete composta da 13 piezometri e 2 di bianco. La nuova rete fu pronta in primavera del 2015 ed Arpab fece i prelievi, trovando però i piezometri scarichi  e rimandando il monitoraggio a dicembre 2015. Da lì in poi, i lettori la storia la conoscono, essendoci anche noi interesssati più volte. Da quel monitoraggio venne fuori l’ira di Dio , al punto che l’ASM fu costretta a svegliarsi e a chiedere finalmente che si emettesse il divieto di emungimento. Tanto per cambiare, il Comune di Matera fece passare altri 6 mesi e si mosse solo dopo che la Regione, vistasi assalire da più parti,  impose ufficialmente il provvedimento . Ad Aprile del 2016 si decise di fare un monitoraggio trimestrale per un anno e poi di indire nuova conferenza dei servizi. Siamo adesso all’ultimo prelievo e poi bisognerà fare l’analisi di rischio e definire il punto di conformità per le acque sotterranee,che dovrà essere approvato prima di procedere alla  bonifica. E’ una storiaccia con un  significato chiaro: su queste cose la gente scherza, traccheggia, prende tempo, pur di non affrontare situazioni che potrebbero  provocare un danno d’immagine. Mettono la spazzatura sotto il tappeto, dimenticando che l’operazione alla fine finisce con l’espandere cattivi odori, fino ad allarmare i vicini. O meglio, quelli che sono vicini ai cittadini e che hanno dovuto fare un accesso agli atti per avere quei documenti che il Comune avrebbe dovuto, motu proprio e per tempo, diffondere alla città. Così è, se vi pare.

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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