Passiamo sopra alla cattiva abitudine di questo Governo regionale di mettere l’etichetta su tutte le cose che avvengono e per lequali lo stesso Governo non c’entra una mazza, come si dice. Succede con alcuni assessori , succede anche con il Presidente il cui ufficio stampa è bravo a pescare le cose che camminano da sole e a far capire senza dirlo che dietro c’è il miracolo della buona governance regionale. Un atteggiamento che è segno di insicureszza ed inadeguatezza, proprio di chi non ha di mglio da comunicare e prende quello che passa il convento. Fatto è che il rapporto tra Potenza e Matera sta trovando un nuovo punto di crisi che va analizzato nel profondo e che non può essere banalizzato con la promessa di nuovi interventi finanziari per la città dei sassi in occasione della venuta del Papa a Settembre. Il vero nodo lo ha sviscerato con la solita pacatezza l’ex Sindaco di matera, Raffaello de Ruggieri, una persona con una lucidità di analisi che il tempo non ha per niente scalfito .Il macigno che non viene visto- spiega De Ruggieri-è la continua costante sottovaluitazione di Matera nel suo ruolo di città guida della cultura e del turismo. Al di là delle parole con cui ogni giorno da parte del Governo regionale si magnifica questo ruolo , i fatti dicono il contrario e parlano di un continuo costante svuotamento di uffici, enti agenzie ed Istituzioni che pure dovrebbero sostenere giorno dopo giorno questa funzione specifica del secondo capoluogo della Basilicata. Gli uffici regionali risultano depotenziati, funzioni importanti sono state ritrasferite a Potenza, gli enti che pure hanno come sede principale Matera, nei fatti sono una appendice di Potenza ( vedi Alsia, Apt) dove più consistente è il numero di personale . Per non parlare dei presidii culturali, dalla Fondazione Matera 2019 alla Film Commision, all’ufficio cultura che viaggiano sottotono, trascurati negli interventi di rilancio e di sostegno. Qui il dualismo Potenza-Matera non c’entra. E’ condizionante invece l’accentramento di potere sulla città capoluogo di Regione che deriva proprio da questo indebolimento dei presidii , nati per dare funzioni proprie alla città dei Sassi al tempo in cui forte era la volontà popolare di trasferire il Consiglio regionale a Matera. Questa consapevolezza di una strategia , non so quanto voluta, o quanto dipendente da una debolezza amministrativa , di depotenziare nei fatti Il ruolo decisionale del secondo capoluogo di provincia , se ci pensiamo, è stata alla base dell’alzata di scudi da parte del Consorzio industriale di matera e dei politici di quasi tutti gli schieramenti, contro la volontà di Cupparo di unificare I due consorzi , anche dando la sede dell’ente unico a Matera. Della serie,sappiamo come comincia ma sappiamo pure come può finire. E dunque questo nodo posto in rilievo dal’ex primo cittadino di Matera non solo è un problema grande ma rischia di essere la miccia accesa di una nuova stagione politica all’insegna del campanilismo, con esiti sul piano elettorale imprevedibili e tali da sovvertire i piani strategici che le coalizioni stanno preparando per I prossimi appuntamenti. Cattiva comunicazione e mancanza di attenzione hanno dato la stura ad una insofferenza che cova da tempo in tutti gli ambienti materani e che da oggi diventa esplicita e dagli efeftti imprevedibili. Rocco Rosa
L’INSOFFERENZA MATERANA SI FA ESPLICITA E PREOCCUPANTE
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