SE “L’ITALIA E’ UN PAESE FOTTUTO”

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per il tramite di Domenico Friolo,

Spett/ “PassaggioaSud talenti lucani”

“I giovani di oggi soprattutto quelli del sud italia si sentono rubato il futuro da quei 4 vecchi che stanno sulle loro poltrone.. è davvero incredibile vedere come hanno danneggiato il paese piu’ bello del mondo, per CLIMA,ARTE,MARE,MONTI,FIUMI.. eccetera. Prima eravamo i migliori in tutto esportavamo cibi culture e tanto altro ancora dall’europa alle americhe latine. Ora siamo i burattini del mondo. Ai suoi tempi (Lei lo sa meglio di me) l’ Italia era il paese della brava gente ora siamo visti in Europa e nel Mondo come dei ladri,puttanieri, eccetera. I giovani come me almeno il 60-70 % non sa quale sarà il suo futuro, ed è davvero incredibile come uno dei paesi più fiorenti della storia abbia scaturito un declino economico ma soprattutto tra la gente. Tra gli italiani vince l’odio, l’educazione non esiste io ho 23 anni e i miei genitori e nonni mi hanno insegnato l’educazione quando saluto nei negozi o nelle strade la gente non risponde. Io penso di non far piu’ parte di questo paese. Vado a fare colloqui di lavoro e sono solo prese in giro. (Quei pochi colloqui che si fanno perchè parliamoci chiaro sono veramente pochi). Sono stufo. Mio padre a 23 anni aveva un figlio un lavoro e visto il mondo. Erano altri tempi si.. ma con il passar del tempo non si dovrebbe migliorare?? L’italia è un paese completamente fottuto. PEr non parlare dei clandestini dove le TV ce li hanno messi contro.. perchè le mafie ovviamente ci mangiano sui clandestini, piu’ ne arrivano e loro piu’ si arricchiscono. Alla fine saranno piu’ loro che noi italiani, e li saremmo costretti ad andarcene perchè ufficialmente non è più la nostra patria. Avrei tanto e tanto altro da dire, ma ovviamente queste sono parole da prendere sul serio ma se in Italia parlo di queste cose ad un ragazzo o adulto mi prendono per pazzo, e mi chiedono ma non hai visto l’isola dei famosi o il Grande fratello??? il pazzo sarei ioo?? Fanculo la società. Scusi lo sfogo. Grazie.”

Chi scrive  si chiama Cosimo Mele, ed è un ragazzo di Rotondella. Uno dei tanti che vivono senza la speranza di farcela e ogni giorno si alza con minore capacità di reagire. C’è un mondo che gli è ostile, o peggio un mondo a cui lui è indifferente.  Perchè conta poco in una regione che conta poco, è solo in una regione che è sola, e per alzarsi in piedi deve fare il miracolo di inventarsi qualcosa, in una economia che è marginale e residuale. Fosse nato altrove, sulle Alpi o al Nord in genere, potrebbe bussare a qualche porta di una economia privata, prendere al volo un possibilità anche minima, inserirsi nel ciclo produttivo, magari stentare a vivere con quei mille euro al mese e andare avanti , farsi una famiglia. Qui gli è impossibile perché tutto dipende dal pubblico e il pubblico non è in grado, per tutti gli sforzi che faccia di avviare un ciclo economico di sviluppo. Primo perché non ci sono più politiche straordinarie: il Sud è abbandonato, nonostante ci sia una macchina di disinformazione che dica il contrario, gli investimenti non sono tali da poter cambiare lo stato delle cose e soprattutto le Regioni, è questa una amara verità, hanno contribuito ad indebolire la capacità contrattuale del popolo del Sud, dividendosi, disarticolandosi, chiudendosi in casa. E questo mentre da Torino si lancia l’appello per una industria 4.0 che non sia solo piemontese ma di tutta la pianura padana. Al Nord parlano un’altra lingua, si capiscono: noi stiamo ereditando il peggio della mentalità contadina: l’orto è mio e me lo curo io, oppure il porco è mio e l’ammazzo come mi  pare.La secessione c’è già: l’hanno fatta talmente in silenzio che nessuno se n’è accorto. Non critico e non giudico nessuno. So soltanto che i partiti non bastano più, anzi sono scatole vuote: Ci vogliono gli uomini con la U maiuscola, persone che si giocano non la poltrona ma un posto nella storia di questa regione, un nome da citare sui libri. Ce ne sono di de Gasperi in giro, di Nitti, di Fortunato, di Marotta, di Morlino? No. Non perché manchino , ma perché l’algoritmo di una politica fatta qui come altrove, di selezione  sui criteri della fiducia, dell’ubbidienza, della contiguità, dell’interesse di parte non consentono  di farli emergere. Ho ricevuto l’altro giorno un post da un ragazzo lucano che è un esperto di “derivati”, nel senso che ne ha studiato a fondo i meccanismi, le storture , le implicazione e le possibilità di uscirne. Ma lavora altrove ed è contento di non essere più in questa regione. Ecco, se la finissimo con queste lotte politiche, con queste divisioni e ricomposizioni, con questo spettacolo che nessuno guarda più e dessimo segnali robusti di serietà, di unità, di condivisione delle idee, di verifica dei comportamenti di ciascuno, di scelte meritocratiche, forse avremmo pensato a quel ragazzo di Rotondella.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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