Il 74% degli italiani è convinto che un nuovo modello di economia che investa nelle nuove tecnologie per le energie rinnovabili, rappresenti una reale opportunità per la ripresa e la crescita economica. E’ quanto emerge dall’indagine” Waste Watcher”, condotta da SGW.
Il 60% degli scarti alimentari prodotti in casa
I dati dell’indagine dimostrano che gli italiani sembrano disposti a farsi carico personalmente della svolta ‘verde’: 4 su 5, l’81% degli intervistati, afferma che “la modifica dei comportamenti di ogni cittadino avrebbe effetti rilevanti nel ridurre l’inquinamento e nella salvaguardia dell’ambiente”.
A cominciare dal cibo: l’alimentazione, nei suoi passaggi di produzione, trasformazione, distribuzione e consumo, è strettamente correlata ai processi produttivi sostenibili secondo il 66% degli italiani, mentre lo spreco alimentare è questione grave o gravissima secondo il 91% degli intervistati.
Sempre 4 italiani su 5 si dichiarano preoccupati per la questione dello spreco alimentare – che vale quasi 16 miliardi annui, ovvero l’1% del Pil. (fonte: Osservatorio Waste Watcher Lmm/Swg)
Ma dove si spreca? Il 76% degli italiani incolpa innanzitutto la filiera produzione-distribuzione e i servizi di ristorazione. Invece sarebbe più utile guardarsi intorno in cucina, fare un check alla dispensa prima di uscire per la spesa, dotarsi di una piccola lista di acquisti e, una volta rincasati, prendersi cura della conservazione ottimale del cibo. Perché è lo spreco alimentare domestico a fare la parte del leone: incide tra il 60 e il 70% dello sperpero annuo di cibo nel nostro Paese. Una percentuale pressoché identica alla media del Vecchio Continente.