LOCALISMO.L’EREDITA’ DEL FUTURO

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Mimmo Toscano

MIMMO TOSCANO

Negli ultimi anni, una delle esigue conseguenze a carattere fruttuoso delle politiche neoliberiste che hanno interessato anche la nostra recondita terra si traduce in un forte e sentito localismo, assecondato anche da una pandemia che non sembra lasciarci tregua. Un fenomeno che ha una duplice veste: da un lato si ritrova l’etica, dall’altro quella economia di “base” che si era persa nell’ultimo trentennio. Per farsene una prima idea, basterebbe prestare anche una trascurabile attenzione negli esercizi commerciali che quotidianamente frequentiamo per trovare diversi alimenti del territorio come il pecorino di Moliterno, il caciocavallo podolico, i fagioli di Sarconi, i cruschi,salsicce, sopressate e biscotti prodotti e confezionati a pochi chilometri dai nostri borghi. Questo solo se citiamo l’alimentare. Se dovessimo ragionare anche sul turismo e sul settore secondario, suddetta considerazione andrebbe per le lunghe, quello che ci preme è, invece, questa “reazione” nella gestione delle eccellenze lucane rispetto ad un marketing di cassetta consolidato da tempo. Nel corso degli anni abbiamo perso decine, se non centinaia di occasioni ad opera di una politica regionale imbarazzante capace di alimentare mostruosi errori di valutazione che hanno fatto di questa terra la cenerentola dello stivale. Ma, a un certo punto di questa triste storia qualcuno, dal basso, ha preso coraggio decidendo di investire sui prodotti del territorio, qualcuno ha scommesso sul “Prodotto Basilicata”, combattendo una guerra fredda con la politica per estrometterla da taluni meccanismi. Riuscendoci perfettamente. Dando origine al “nostro” localismo. Che vuol dire obblighi verso le comunità indigene, acquisti etici, consumo consapevole. Proviamo ora ad immaginare di alzare l’asticella sulle persone. Di “riconnetterci” alle competenze e all’autorevolezza acquisite dai nostri giovani che hanno studiato e fatto esperienze lavorative fuori Regione pronti certo ad affrontare un localismo a carattere lavorativo che li vedrebbe protagonisti. E’ questo l’ultimo passo, quello più difficoltoso, perché non bastano le parole di Bardi quando  afferma che “ i giovani lucani devono fare esperienza ma poi tornare a lavorare nella loro terra”. Bisogna, quindi, lavorare sodo per proporre, nel medio e lungo periodo, un progetto lavorativo legato alle identità e ai bisogni del territorio. Farlo. Ora. Come eredità per il futuro.

 

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Sull' Autore

Mimmo Toscano è nato e vive a Grumento Nova, un piccolo e millenario borgo di Lucania, fatto di pietre e sogni. E’ scrittore, autore di testi teatrali e blogger. Ha scritto: Un gioco sporco, 2009 Il giorno dopo di te, 2011 Dieci rounds con Josè Cuervo, 2012 La chiamata degli eroi, 2013 La strada senza nome, 2018 Il sogno negato, 2019 Eclissi di luce, 2020 Storie da un angolo di mondo, 2021 I giorni delle mani aperte, 2022 Leggende Lucane in dialetto Lucano e Grumentino, 2023 Cinque persone, dramma teatrale, 2015 Storia di Rita, teatro di impegno, 2019 Zuppa di Plastica, monologo teatrale, 2022 Come Eravamo: Il declino dell’Italia, da quarta potenza ai giorni di oggi monologo teatrale, 2023

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