Credo che l’Ordine dei giornalisti non possa venire meno al dovere di valutare dal punto di vista deontologico il sondaggio portato avanti da un giornale locale sugli uomini più rappresentativi dell’anno, o meglio, che sarebbero rappresentativi per quelli che comprano il giornale, il che già riduce di moltissimo la scelta del candidato ideale. Sono le classiche invenzioni di chi cerca di promuovere la vendita con gli stessi mezzi di quarant’anni fa, quando si sceglievano le commesse dei negozi di Potenza. Quello che sconcerta non è l’iniziativa in sé, ma l’arbitraria presentazione del personaggio votato, con giudizi che sono di parte, o di fazione o rispondenti a simpatie o antipatie personali.
Ecco cosa scrivono di Gianni Perrino, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle.: “Perrino chi? Questa la risposta di molti elettori (sic) che non conoscono nemmeno il suo nome. Si è fatto notare per il vuoto pneumatico politico e null’altro. Crea imbarazzo ascoltarlo in aula con la sua evidente inflessione dialettale e le oggettive difficoltà oratorie, soprattutto quando non legge. Al giornalista che lo chiama per una dichiarazione risponde “ chi le ha dato il mio numero? Come le viene di chiamarmi?. Non occorrono commenti.” No, occorrono invece perché Gianni Perrino ha sbagliato in pieno . Avrebbe dovuto rispondergli : “ chi le ha dato l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti? Come le viene di chiamarsi giornalista, lei che è disinformato e classista e che crea imbarazzo quando scrive sproloqui diffamatori attribuendoli falsamente ai suoi inesistenti lettori? Ecco credo che ci sia materiale per l’Ordine. Sempre che sia sveglio. Rocco Rosa
L’ORDINE DEI GIORNALISTI SI SCUSI CON GIANNI PERRINO
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