
ANNA MARIA SCARNATO
Il Presidente del Consiglio Conte al Foglio dichiara che la destinazione delle risorse del Recovery Plan, indicate adesso e suddivise in cinque grandi linee, avverrà coinvolgendo anche l’opposizione quando, tra poco, troveranno posto nei progetti di spesa afferenti ai settori che più hanno bisogno di rilancio. Sottolinea che per la ricostruzione del Paese è necessario mettere in campo tutte le energie e le potenzialità per tradurle in opportunità di crescita dell’Italia. Ciò che si rileva fondamentale dalle parole di Conte è la consapevolezza di un necessario dialogo tra maggioranza e opposizione in un momento di crisi che abbisogna di discussione su proposte e strategie da adottare, di accelerare e favorire la ripresa dello Stato sulla base di una priorità riconosciuta al bene della nostra Italia. Come dar torto nel riconoscere la collaborazione necessaria e doverosa tra maggioranza e opposizione, fermo restando ruolo e compiti, e la possibilità che possa portare frutti positivi in ogni campo produttivo e sociale della penisola! E’ in questa forma di dialogo che risiede la Democrazia, è nel momento in cui richiede una pluralità di visioni, di confronto di idee anche con contrarie argomentazioni.L’opposizione è anch’essa espressione di sovranità popolare, importante quanto la maggioranza sia nell’esercizio di condivisione che nei momenti di negazione attraverso i quali si dispiegano strumenti democratici fondamentali. Il dialogo è indispensabile, è risorsa, è contributo doveroso anche in tempi così detti ordinari. Se l’opposizione ad un governo intende l’importanza istituzionale della sua funzione deve accettare il confronto e sentirsi essa stessa parte viva, forza propulsiva che riesce a dare dignità politica alla maggioranza che sta governando. E’ così che il titolo di legittimità al governo viene proprio dal superare i contrasti dell’opposizione come avviene del volo aereo che per reggersi ha bisogno della resistenza dell’aria (Calamandrei).
Anche nelle Regioni, nei Comuni si avrebbe bisogno di maggiore disponibilità della maggioranza all’apertura di collaborazione fattiva all’opposizione per scegliere e costruire qualcosa insieme per il territorio. Prendersi delle responsabilità in solitudine è frutto stesso di una visione di governo come esercizio di potere e non come conduzione democratica e reappresentativa di un ente; è chiudere le porte di un palazzo in faccia all’altro, che , anche quando avanza critiche cosotruttive o proposte, viene ritenuto un nemico, un antagonista, come se si fosse ancora in campagna elettorale. In ogni caso, l’opposizione deve, per disponibilità della maggioranza ed anche senza, svolgere il suo ruolo di controllo e stimolo nel modo giusto e senza strumentalizzazioni. E’ vero che spesso ci si trova in presenza di amministrazioni che, trincerate da strutture “lente” e definite insufficienti , ciechi della presenza di valide risorse di supporto che sono presenti ma ignorate,(appositamente?) si caratterizzano da chiusure che non onorano la trasparenza di atti a cui si ode, ormai poco, far riferimento nei comizi elettorali e durante l’esercizio amministrativo effettivo. Non si risponde alle interpellanze o richieste di accesso agli atti avanzate, magari da pochi ma volenterosi, ligi e coerenti al ruolo rivestito, consiglieri delle minoranze. Cercando con ciò di “far evaporare” l’impegno profuso e l’interesse alla conoscenza legittima. E quando si ottempera a quanto richiesto lo si fa allo scadere del mese indicato dal regolamento come termine estremo. Perché si osservano pochi a svolgere con diligenza il compito in un’opposizione? Oggigiorno non è raro assistere a defezioni inaspettate, ad assenze che fanno pensare, a silenzi che sanno di passate “comparanze” e che la parola pronunciata nell’assise istituzionale o su canali social creerebbe solo imbarazzo; ad inerzia subentrata dopo una sconfitta e fatta abito a vendetta verso un popolo che non l’ha scelto in maggioranza. Non è questo tipo di opposizione che onora il ruolo che le è riconosciuto dalla Costituzione. Diviene quella forza senza contenuto, invece, che può permettere con l’indifferenza perpetrata ogni tipo di “avventure amministrative” in barba ad un controllo assente o mal esercitato; è quella che non informa la popolazione ignara dei provvedimenti che la riguardano e che spesso la maggioranza li legittima nel chiuso delle stanze; è quella che determina il successo della maggioranza poiché le consente di viaggiare su pianure senza ostacoli dove si può concedere soste “ristoratrici” alle aree di servizio. Non c’è da provare vergogna ad essere opposizione. E’ vergognoso, in verità permettere che un governo deliberi in solitario. E’ qui che i dubbi si affollano in cerca di motivazioni. Velleità disattese, “comparanza” ritrovata o che, allora? Accettare di collaborare per il bene collettivo senza risentimenti deve essere volontà comune alle due parti contrapposte solo per numeri diversi ma che deve rappresentare e lavorare per l’unità di un popolo.