
PIETRO SIMONETTI
di Pietro Simonetti
C’era una volta la “la giornata mondiale del lucani nel mondo “fissata” anche per legge per il 22 maggio di ogni anno e l’uso della Bandiera della Basilicata. La norma fu approvata dal Consiglio Regionale alla fine degli anni novanta assieme alla istituzione della Bandiera. La data scelta fu riferita al giorno della approvazione dello statuto della Regione. Consiglio Regionale, la Giunta Di Nardo, all’unanimità indicava la strada di una rinnovata valorizzazione delle comunità lucane nel mondo, allora circa 1,2 milioni oggi 800.000 e la istituzione del vessillo per rafforzare l’identità. Delae celebrazione dell’22 maggio sono rimaste le iniziative degli anni scorsi seguite dal vistoso declino in particolare della presidenza Cicala segnata dalla riduzione delle associazioni passate da 170 a 125 e dallo stravolgimento del premio “lucani eccellenti” ridotto dallo spessore internazionale a quello locale.
Anche l’uso della Bandiera, nei casi previsti dalla legge, ha subito una forte riduzione sia negli edifici pubblici che in occasione delle consultazioni elettorali. Segni evidenti di una involuzione negativa nei confronti delle politiche verso i migranti particolarmente acuta negli ultimi anni: infatti ad oggi la Giunta Regionale non ha provveduto a deliberare definitivamente il Piano annuale 2024 per i lucani nel mondo e nel contempo, nonostante le risorse finanziare disponibili del PON Legalità e della UE pari a circa 15 milioni, non ha ancora realizzato i nuovi centri di accoglienza dei lavoratori stagionali migranti di Gaudiano, Boreano ed il completamento del Centro di Scanzano. Segni precisi di ostilità pregiudiziale verso emigrati e immigrati. Anche in Governo nazionale, dopo il fallimento degli investimenti a pioggia per il “turismo delle radici” procede in riforme sbagliate per il riconoscimento della cittadinanza dei discendenti dopo i gravi scandali del “mercato dei passaporti”. In Basilicata gli immigrati sono presi di mira con la completa disapplicazione da anni della legge 13 del 2016 dedicata alla accoglienza, inclusione e lotta al caporalato in una regione dove ogni hanno lavorano un’Agricoltura, edilizia e servizi 50.000 migranti, quasi il 10%della popolazione.
Anche oggi si avranno i messaggi, i saluti di rito ma non impegni per le soluzioni di problemi importanti. Uscire dalla retorica il rituale rimane necessario e urgente pena l’ulteriore declino demografico, sociale ed economico come ha dimostra oggi a Roma l’Istat nella presentazione del rapporto annuale 2025.