Il centrodestra lucano, già fragile e contraddittorio, si sta sgretolando sotto il peso delle sue stesse incoerenze. L’ultima crisi aperta da Fratelli d’Italia è solo la conferma di quanto questa coalizione sia stata costruita su equilibri precari, più basati su convenienze elettorali che su una reale visione politica per la Basilicata. A dar fuoco alle polveri è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia Michele Napoli, che ha annunciato nell’ultimo Consiglio regionale che il suo partito non parteciperà più ai lavori dell’Assemblea e delle Commissioni fino a quando non sarà fatta chiarezza politica all’interno della maggioranza guidata da Forza Italia e dal presidente Bardi. Una mossa che mette nero su bianco non solo la crisi politica ma anche l’instabilità della tenuta amministrativa , lasciando i lucani ostaggio di una classe politica che con un semplice starnuto, non riesce nemmeno a garantire il numero legale per governare. Se perfino Napoli, noto per il suo equilibrio e la sua moderazione, arriva a prendere una decisione così drastica, significa che la situazione è molto più grave di quanto si voglia far credere. I lucani non possono certo accontentarsi della successiva, laconica dichiarazione dello stesso Napoli: “La crisi è rientrata”. Dunque, cosa è realmente successo? Quali cambiamenti si sono decisi nella sanità, nelle politiche industriali e in tutti i problemi elencati da Napoli per tenere alto il dibattito politico nascondendo le vere motivazioni che puntano a nuovi spazi di potere. Un temporale estivo o una crisi risolta a suon di nuove spartizioni e promesse di incarichi? Perché mentre si gioca a “chi prende cosa”, la Basilicata continua ad affondare tra problemi irrisolti e incapacità amministrativa. Il primo a prendere le distanze è stato l’esponente di spicco di BCC , che non ha perso occasione per affondare il coltello: “Il centrodestra lucano si sgretola, conseguenza di una coalizione di sola convenienza elettorale.” Peccato che, mentre si ergeva a paladino della coerenza, sui giornali locali emergesse un altro scenario: a Matera, Basilicata Casa Comune è schierata con un probabile candidato sindaco nel centrosinistra con un ex di Fratelli d’Italia e della Lega, mentre a Senise stringe un patto con Forza Italia. Un comportamento da “civici a doppio forno”, pronti a cuocere l’arrosto su entrambi i lati, pur di ottenere spazi politici. La politica lucana si conferma un labirinto di contraddizioni, dove le dichiarazioni di facciata servono solo a nascondere gli accordi sottobanco. La stessa Forza Italia, che ufficialmente subisce la ribellione di Fratelli d’Italia, in realtà continua a muovere le pedine nel solito gioco di potere. I cittadini meritano risposte reali, non teatrini in cui una crisi si apre e si chiude con un semplice comunicato stampa. Qual è la verità? Cosa è stato promesso per rientrare nei ranghi? E soprattutto, quale sarà il prezzo che i lucani dovranno pagare per questo ennesimo gioco di palazzo? Bardi e la sua maggioranza atipica continuano a dimostrarsi incapaci di governare, troppo impegnati a trattare tra loro per occuparsi dei problemi reali della Basilicata. Ma i lucani non possono più essere spettatori passivi di questo circo politico: meritano risposte e, soprattutto, un governo che funzioni davvero.
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