Lucio Libonati ha dietro di sé una storia politica importante: è stato tra i fondatori della sinistra giovanile in Basilicata, collaboratore a livello nazionale di Pietro Folena e di Fausto Bertinotti, coordinatore nazionale dell’Associazione Uniti a Sinistra, il cosiddetto Correntone, nel quale militavano, tra gli altri, anche Cofferati e Bassolino. Si è sempre occupato di cultura e formazione dedicandosi all’insegnamento nella Università Link Campus e costituendo la Fondazione Marco Tullio Cicerone con sede in Ciociaria. Dal 2019 milita nei verdi in Basilicata, lui è di Viggianello, e si è prodigato per le battaglie ambientaliste che riguardano la Lucania in generale e la costa tirrenica in particolare con le lotte per l’area marina protetta di Maratea e contro la sciagurata riapertura dell’impianto di San Sago sul fiume Noce.
Professore, a che punto è la vicenda dell’area protetta?
Di Maratea e della necessità di proteggere un preciso tratto di mare si è iniziato a discutere nel 2016, quando il Consiglio comunale di Maratea ha votato all’unanimità il proprio consenso all’istituzione dell’Area Marina Protetta. In quello stesso anno la Regione Basilicata approvò una delibera propedeutica alle procedure ministeriali di istituzione dell’AMP. Dopo un lungo periodo di silenzio sull’Area Marina Protetta, a gennaio 2023 ISPRA ha consegnato il Report sugli studi scientifici condotti, che costituisce il documento fondamentale per procedere alla discussione sul territorio e alla zonizzazione delle aree da proteggere.. Inutile dire che in questa legislatura regionale il cantiere “Costa di Maratea” è stato praticamene ignorato dalle Istituzioni regionali . Ed è questo uno dei motivi per i quali ho deciso di scendere in campo in vista della nuova legislatura.
I problemi ambientali della Basilicata non sono né pochi né privi di importanza
Certamente, c’è una sottovalutazione dell’impatto dell’attività estrattiva nell’ecosistema regionale che mette i brividi. Temi come la salvaguardia dei fiumi e delle dighe sono praticamente ignorati con le gravi ripercussioni che stiamo constatando. L’attività estrattiva è praticamente incontrollata ed incontrollabile . Abbiamo bisogno di un ente regionale specificamente preposto al controllo dell’ambiente e dell’attività petrolifere. Fatto da tecnici,Geologi come esiste negli Stati Uniti, che ha lo scopo di controllare non solo la qualità,quantità distribuzione geologica del petrolio e del gas nel sottosuolo,ma anche soprattutto di verificare i problemi legati alle attività petrolifere e agli impatti ambientali conness.i L attenzione alla sostenibilità ambientale,vera sfida del presente,è oggi non solo un dovere ma la spia che indica chiaramente la qualità della vita del nostro Paese.
Mi sembra che la parte di programma proposta dai verdi sull’ambiente possa essere un punto di riferimento per la nuova legislatura
Si, investire di più sulle rinnovabile.Entro il 2025 con le royalt del petrolio,arriveranno in Basilicata un sacco di soldi.Bisogna utilizzare bene queste risorse,per l’innovazione delle imprese,promozione della cultura valorizzazione delle qualità delle produzione agricole. E poi abbiamo bisogno di rafforzare la rete di prevenzione oncologica, di monitoraggio dello stato di salute della popolazione più a rischio. Dove sono finiti i soldi per le indagini epidemiologiche, dove sono gli studi commissionati. Nulla è dato sapere
Il crollo della sanità in questi anni è evidente
Si, è sotto gli occhi di tutti come in dieci anni, due legislature la Basilicata sia precipitata in fondo alla classifica delle prestazioni. E’ un dramma per tutti ma soprattutto per le popolazioni che vivono in periferia. Abbiamo bisogno di rafforzare la sanità pubblica sui territori a cominciare dall’ospedale di Lagonegro che è un ospedale di frontiera e che anziché essere potenziato è stato indebolito con tanti medici che sono andati via perché non stabilizzati per tempo. Sono andati a lavorare nell’ospedale di Sapri, perché la regione Campania ha fatto un concorso appositamente per loro.
