LUCIO TUFANO, IL RACCONTO POETICO DI UNA CITTA’

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Le sue discendenze napoletane mi fanno sospettare di un legame, nel DNA ,con la grande arte partenopea che si esprime in San Gregorio Armeno, nella realizzazioni di personaggi del Presepe, curati con amore e rigore nei particolari fino a farli diventare vivi. E ogni libro che Lucio Tufano porta in stampa mi sembra un quadro nuovo che si aggiunge all’antico Presepe di Potenza, nuovi mestieri, nuovi personaggi, nuovi racconti  che vanno ad aggiungersi all’antico e suggestivo mosaico di una città che è rimasta bella purtroppo solo nei ricordi. I suoi personaggi Lucio Tufano li impasta nella creta del vissuto o del tramandato, fatta di giorni e giorni nell’archivio di Stato o nella Biblioteca nazionale a spulciare gli echi di un tempo passato, ad annotare vicende e curiosità, a mettere  insieme spezzoni di vita quotidiana di una città tranquilla ma viva, ordinata , dignitosa e laboriosa. E la città di Tufano, quella che nell’immaginario è rimasta la Potenza del Novecento , era tutta in quel perimetro che da Portasalza andava fino a rione Addone, con le propaggini di piazza crispi,  la chiesa di San Rocco , il seminario e il campo sportivo. Un presepe, appunto. suggestivo ma vivo, vibrante, con i ragazzini che giocavano con palle di stracci nei vicoli di santa lucia, con le case palazziate dei signori adorne di fiori, con il mercato dei poveri, la piazzetta del pesce, le Poste, il cinema Fiamma, l’albergo Moderno . Una striscia di due chilometri di strada a ridosso della quale si assiepavano case e sottani , le prime appannaggio dei benestanti, i secondi rifugio e culla di  nidiate di bambini. E quel presepe, con Tufano, ha preso vita, ora con il racconto del teatro, delle sue magiche serate riservate alla borghesia, ora con la piazza prestata a location di grandi avvenimenti storici, ora con il palazzo del Governo assurto a sede del potere burocratico, ora con i quadretti di vita quotidiana, il forno, la neve, il fumo delle cantine,il profumo delle “sarache” cotte sulla brace, le grida del pescivendolo, i venditori di frutta. Personaggi presi dalla cronaca, veri, reali,  ma impastati di poesia, curati al calore di ricordi vividi, immessi  nell’atmosfera di una comunità che li vedeva come punti di riferimento del quotidiano, posati in una città che era giovane, bella e amata da tutti. E quest’anno, per questa sua opera costante e continua di narrazione suggestiva e puntuale di una città, Lucio Tufano ha portato alla luce i personaggi del commercio, da quelli che arrivavano dalla Puglia con i calzini  ,le spille e i gomitoli di lana sparsi in un ombrello rovesciato, a quelli che si cimentavano con le prime automobili, fino alle grandi famiglie di commercianti che hanno reso brillante di vita e di luci via Pretoria. Ed è così che lungo questa arteria centrale si registra la trasformazione di una città da contadina a impiegatizia con nuovi esigenze e nuovi consumi, con i caffè che sostituiscono le cantine, i negozi di abbigliamento che soppiantano le mercerie, le pasticcerie prese d’assalto alla domenica, la stirpe dei trivignesi che inonda i mercati del primo sabato del mese o la fiera dei “zanchi”. Ma proprio questo nuovo quadro che Lucio Tufano aggiunge al presepe di quest’anno è quello che oggi più si distacca dal passato, ha perso colore, è in bianco e nero , strapazzato e messo nella polvere da una classe dirigente che ha inteso  impastare di cemento  il futuro della città,  disarticolando un assetto urbano, squilibrandolo con aggregazioni  volutamente staccate dal centro storico, distruggendo testimonianze e costringendo i potentini a cambiare abitudini e a  staccarsi dal cordone ombelicale di Via Pretoria. E, parlando del passaggio dalla civiltà contadina a quella urbana,Tufano allarga il racconto del commercio al contributo di altri territori, a cominciare da Matera con il suo grano, il suo pane, i suoi mulini per passare al Vulture con il suo vino e ai paesi interni per la frutta, le carni, i salumi. Non è la storia del commercio. Giustamente l’autore lo titola “il racconto del Commercio”, perché di questo si tratta: di narrare con amore e passione la vita di una città che era giovane e piena di vita, di origini contadine ma di un portamento austero, che era partita dal baratto fra prodotti rurali e servizi degli artigiani e che via via si è organizzata in una comunità al servizio della regione non solo per i centri decisionali, le banche, gli uffici e, appunto il  commercio  in una via piena di charme , salotto e vanto  della città . Ancora una volta, Lucio Tufano sorprende per la sua capacità di mettere insieme storia e poesia in una produzione letteraria che è ormai punto di riferimento per tutti quelli che coltivano l’amore per questa città. O meglio, non sorprende . E’ semplicemente un grande narratore con la sua incredile capacità di dare vita nuova alla memoria, di ricostruire gli ambienti e l’atmosfera, come solo Cesare Pavese, o George Simenon o ,nel cinema, Federico Fellini sapevano fare. Rocco Rosa

In libreria: lucio tufano, il racconto del commercio, Calice editori, ottobre 2021   €14,00

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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