Ci sono segnali che lasciano intendere che l’espandersi in maniera surrettizia della componente consiliare di Fratelli d’italia non sia stata gradita e che soprattutto non sia stato vista di buon occhio la mano che il Governatore Bardi avrebbe dato alla operazione Quarto- Meloni . E che non sia solo frutto di una illazione giornalistica , è stata presa sul serio sia dentro che fuori di Forza Italia la vulgata di una possibile scalata personale del Presidente della Basilicata ad un seggio senatoriale con il placet della Giorgia nazionale. E questa anticipazione di uno scenario ha messo in fibrillazione anche gli alleati politici, per i quali nulla è da dare per scontato sugli organigrammi futuri dentro e fuori la Regione. Come dire che, se di questo si tratta, sono accordi personalissimi e che non vincolano nessuno in Basilicata. Viene letta in questa chiave l’imprevisto ed inedito confronto tra il sottosegretario Moles e il commissario della Lega ,Marti , tutto incentrato sul rilancio della collaborazione tra i due partiti sia per le questioni regionali che per quelle nazionali. Non ci vuole la zingara per decifrare certi messaggi che rivendicano la necessità di un “fruttuoso e costruttivo dialogo tra i due partiti”, senza citare il terzo che, di questa maggioranza, è diventato, con manovre sotterranee, un partito di pari forza con gli altri . E che l’allarme sia scattato su questo personalissimo percorso del presidente Bardi, fatto di comando assoluto e di interlocuzioni che superano i livelli regionali, lo dimostra la reazione della Lega che è corsa a ricucire tutti gli strappi interni, alla vista di un pericolo incombente, che non solo rompe gli equilibri esistenti ma pone anche una opzione seria sul futuro degli equilibri regionali e parlamentari. Fa parte di questa strategia la ricomposizione ,apertis verbis, tra il senatore Pepe e il Presidente del Consiglio Cicala, con il primo che è corso a Viale Verrastro non solo per la foto di rito di un partito che avrebbe ritrovato compattezza ma anche per solidarizzare, sotto sotto, con la battaglia che il presidente Cicala sta facendo all’espansionismo del Generale, che con la scusa della graduazione della dirigenza, ha preteso di annullare di fatto la delibera di autonomia amministrativa e contabile del Consiglio regionale, pretendendo di estendere i criteri per tutti. Mentre Cicala si muove con passo felpato, il neo vicesegretario Zullino, è meno diplomatico e si fa intervistare sul tema dell’autonomia del Consiglio, naturalmente con lo scopo di porre un fermo alto là al presidente della Giunta. Tutto sommato , l’incidente di percorso poteva essere sanato in via breve, con una interlocuzione tra i due presidenti, ma l’averlo ufficializzato , e anche drammatizzato, è segno di una insofferenza che sta crescendo, forse al di là dello stesso perimetro consiliare. Ed è dello stesso tipo di contrasto interno la difesa del Direttore generale dell’ASM, Bochicchio, di fronte a presunte voci di una sua sostituzione. La paletta di stop questa volta è stata alzata da Vizziello che rispetto alle strategie generali del suo gruppo continua ad andarsene per fatti propri, a dimostrazione che questo edificio di centrodestra scricchiola in più punti , con esiti imprevedibili per tutti. Rocco Rosa
MAGGIORANZA IN ALLARME PER BARDI, GIOCATORE SOLITARIO
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