Mangieri, chiama i partiti a giocare a carte scoperte

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Nel pomeriggio di oggi, proprio quando il gruppo di dirigenti locali del PD convocati a Roma dall’on Franceschini, è di ritorno, probabilmente con un nulla di fatto – almeno a giudicare dal silenzio dei media sulla questione centrosinistra unito e passo a lato di Marcello Pittella – sui cellulari dei referenti di alcune sigle e movimenti politici lucani del centrosinistra, compare un invito alla coesione e alla maturità.

Ad inviarlo è stato Domenico Mangieri, esponete della Sinistra storica Lucana e attivista di VOLA, Associazione Ambientalista, attiva su tutto il territorio regionale a difesa dell’ambiente e dei temi ecologisti.

Il messaggio contiene un invito alla riflessione, accompagnato dal monito accorato di non perseguire la strada dell’autolesionismo, dell’individualismo e dell’autoconservazione a tutti i costi. In Basilicata – continua il messaggio – il pericolo di un’avanzata del Movimento Cinque Stelle, ma ancor più quello delle destre, è sempre più forte e, in assenza di una proposta forte e coesa di un centrosinistra rinnovato, si fa sempre più concreto.

Il 4 marzo del 2018 avrebbe dovuto impedire che ulteriori divisioni potessero far replicare quel risultato catastrofico, ma tant’è.

Mangieri invita a non perdere più tempo con strategie divisive e autolesioniste ed a mettersi intorno a un tavolo, tutti insieme, per dare vita ad una coalizione democratica, ecologista e progressista.  L’inviato è stato indirizzato a tutti i referenti politici di tutte le sigle partitiche, ai movimenti politici e civici nati in questi mesi in occasione delle imminenti elezioni regionali e in generale a “tutte le sigle poitiche e i Movimenti ancora liberi da apparentamenti e accordi. L’invito non è stato recapitato al segretario del PD perché, a quanto pare, dopo interlocuzioni per vie brevi, quest’ultimo, avesse escluso la possibilità di ridiscutere al tavolo il nome del candidato unico del Partito Democratico, Marcello Pittella.  Esclusi dall’invito, centrodestra, Movimento Cinque Stelle, pd pittelliano che, appunto, avrebbe già deciso candidature, liste e capolista e ,ovviamente, Lega.

L’auspicio è quello di ritrovarsi insieme, intorno al tavolo, per dare vita ad un centrosinistra democratico, riformista e ambientalista che veda protagonisti tutte quelle anime politiche che sui temi dell’ambiente, del lavoro e dello sviluppo sostenibile hanno una visione comune.  Luci di Carmen La Sorella, Piero Lacorazza e RIsveglio Lucano, Articolo Uno -Leu di Speranza, Altra Basilicata,  Italia In Comune, Verdi e la neonata formazione Sinistra composta da Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana e Comunisti Italiani.Tutti invitati dal messaggino whatsapp. Il flag azzurro testimonia il fatto che tutti hanno ricevuto e letto e qualcuno, dice Domenico Mangieri, si è dichiarato più che disponibile a fare non solo un passo indietro ma anche due se fosse necessario a dare una nuova speranza alla Basilicata.

Insomma, si ipotizza un tavolo alternativo a quello del Partito Democratico e delle liste civiche animate dagli Amministratori locali, dai consiglieri e assessori uscenti, dal partito socialista e, naturalmente, dal Presidente Pittella.

L’intesa politica, però, non può prescindere dal PD che resta il partito più organizzato e territorialmente più radicato. Infatti, al messaggio di Mangieri, si aggiunge quello di alcuni esponenti invitati al tavolo. Esponenti che si auspicano un ripensamento da parte del Partito Democratico sulla candidatura di Marcello Pittella, cosa, quest’ultima, che aprirebbe ad ipotesi di candidature alternative da sceglier insieme, in grado di aggregare tutto il centrosinistra, considerato dallo stesso Mangieri e dai convocati al tavolo, unica aggregazione in grado di contrastare, se unita, l’avanzare delle destre e dei populisti.

L’intesa politica, secondo Mangieri, si può trovare sui temi mettendo in campo l’esperienza di ognuno e la Politica. Quella con la “p” maiuscola che sembra aver lasciato il posto ad una più miserevole resa dei conti tra gruppi di potere più o meno organizzati.

Agli esponenti dei partiti e dei Movimenti Politici si chiede di abbandonare, ognuno per quel che può, le proprie ambizioni personali lasciando il posto ad un ragionevole percorso di intesa sui temi che uniscono.

Temi di matrice rinnovatrice che riguardano il lavoro, la sburocratizzazione e il risparmio nella pubblica amministrazione, la riscoperta e la promozione delle identità Lucane e paesaggistica, l’artigianato, la produzione agro-alimentare di qualità, estromessa in questi anni da politiche attive di sviluppo locale allorquando si è preferito seguire le sirene della globalizzazione che hanno trattato la materia, esclusivamente come merce di scambio e non come fonte di reddito e di sviluppo. Tutela della Salute, salvaguardia dell’ambiente, tutela delle fonti naturali, bonifica dei siti inquinati e investimenti infrastrutturali e di consolidamento del territorio.

Poche cose su cui i cittadini saranno facilmente chiamati a giudicare qualora negli anni di governo della regione non si adempisse agli impegni presi.

Insomma, chi ha orecchi per intendere, intenda. Il centrosinistra unito può ancora vincere. Le condizioni perché questo miracolo possa ancora accadere, sono tutte incentrate nelle scelte che in queste ore i maggiorenti dei partiti faranno.

L’appello di Mangieri, dunque, è  di abbandonare definitivamente la strada autolesionista intrapresa che, se pur garantrà a pochi esponenti di altrettanti partiti, liste civiche e movimenti, 5 anni di consiliatura e visibilità, causerà un danno a tutti gli altri. Al resto dei cittadini Lucani. Giuseppe Digilio

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Giuseppe Digilio

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