MARIO POLESE E L’AMBIGUITA’ DI ITALIA VIVA

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Il tentativo di scardinare il bipolarismo che di fatto si è andato instaurando in questo ultimo decennio  a  livello nazionale e regionale ha alimentato molte speranze ma non ha sortito alcun effetto. Si pensava che con l’accoppiata Calenda- Renzi potesse nascere una terza forza ma non ha fatto in tempo a farsi conoscere che è stata ammazzata sul nascere dal killeraggio del Fanfanicchio fiorentino. Il quale oggi continua a parlare di terza forza da portare in Europa , ma non trova un tassì sul quale farsi portare e insegue le auto di servizio di Mediaset e di Forza Italia per arrivare  a Strasburgo. Non ha tempo di fare una cosa che già pensa a sfasciarla ed è comprensibile l’atteggiamento di chi, a destra o a sinistra, avendolo pesato per quello che è, lo considera personaggio da evitare.  Più credibilità ha in Basilicata il suo uomo di riferimento, quel Mario Polese che da quando ha lasciato la segreteria regionale del Pd si è messo a lavorare per incunearsi tra i due poli e far crescere una alternativa. Una botta al cerchio, un’altra alla botte, un po’ critica Bardi ,un po’ l’aiuta , vuoi o non vuoi , continua ad allargarsi al punto da poter vantare un ottimistico 10 per cento su scala regionale. Può essere vero, almeno fino a quando questo percorso non trova il bivio delle elezioni che lo obbligano a scegliere se stare con la destra o con la sinistra, essendo praticamene inesistente la possibilità di andare da soli per portare un consigliere a dare testimonianza di una propria autonomia. Il che sarebbe un grande investimento per il futuro , ma che non entra certamente nei piani di vuole incassare subito la cedola della propria forza politica  . E a quel bivio, che arriverà tra un paio di mesi, c’è da scommettere che all’interno di questo schieramento usciranno le contraddizioni di provenienze diverse e di posizioni diverse,  tra chi  vorrà aggregarsi al centrosinistra ( Braia sarebbe uno di questi, ma anche alcuni Sindaci di peso) e chi invece ha chiuso col Pd e soprattutto con i cinquestelle ( Verde è popolare, Udc, Popolari uniti , ma anche alcuni consiglieri come la Sileo,).  La scommessa di Polese è di convogliare le forze in una lista di affiancamento al Presidente designato  , per testimoniare un minimo di autonomia dai due poli e ,contemporaneamente puntare  a fare esaltare il valore aggiunto della sua forza. Non c’è da scandalizzarsi   se oggi stanno in piedi le due possibilità: da un lato Bardi che offre garanzia di un presidente che non si è sottomesso ai partiti del suo governo, dall’altro il civico Chiorazzo che vanta dalla sua concrete e solide amicizia in Italia Viva , a partire dal suo territorio di provenienza. In questo bivio è difficile che Polese riuscirà a dare la rotta all’intera aggregazione centrista, ma certamente individuerà il percorso a lui più congeniale. Per intanto comunque questo tentativo di raggruppare forze eterogenee è una carta che  spende e che rende nelle relazioni   politiche, Bravo è bravo. Ma è renziano nel DNA, e questo ( per me) non è un merito. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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