MARSICO-VILLA D’AGRI: MUSICA, FOLK E LUCANITA’.

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Conversazione su Gino Volpe con Pasquale Casaletto.

di Antonio Lotierzo

Gino Volpe, cantautore, nato a Marsico Nuovo  il 22 marzo 1943, è morto a Villa d’Agri il 20 marzo 2020, per crisi cardiaca, nel tempo “sospeso” del Coronavirus. Da questi dati, che il lettore può reperire su Wikipedia, è partita una conversazione con Pasquale Casaletto, marsicense geologo, docente e animatore culturale, anche di gruppi folcloristici, che si è svolta per e-mail e che viene di seguito trascritta.

Lotierzo: Volendo ricordare una figura sociale che si inserisce nella cultura popolare, cercherò di tracciarne il profilo, scandendolo per decadi e per tre forme di attività, che, come  maschere, Gino Volpe ha, di volta in volta, cambiato e assunte, rivelando una capacità metamorfica rispetto ai tempi storici della sua vita . Cresciuto a Marsico, figlio di un cantoniere, assegnatario di Ina-casa in Marsico, viale Margherita, Volpe studiò musica sia nel Conservatorio di San Pietro a Majella in Napoli e sia poi a Bari al Piccinni. In coincidenza con la scuola media unica, nel 1973, diventa docente in Val d’Agri. La sua figura musicale va collocata in una linea che parte dal maestro Fittipaldi (poi a Scafati) o Vaccaro (Paterno) o Alfonso La Torraca e prosegue fino a Mariele Ventre (il cui successo si deve alla pervasività massmediologica dell’Antoniano ed al protagonismo assistenziale dei gruppi cattolici) e giunge fino a Graziano Accinni o a Pietro Basentini, che uniscono ricerca musicale e approfondimento folclorico (come O. Profazio). La vita è fatta di occasioni e per Volpe la decisiva fu l’inserimento nel gruppo del Cantagiro 1966,  nel Girone B, con la canzone “Un bacio ancora… arrivederci”, scritta con Giovanni Langone. Mesi dopo, con il fisarmonicista Nino Pepe, e chitarrista Giuseppe Savino, incise con la VIS RADIO di Napoli (corso UmbertoI,132) come ‘vocalist’ delle canzoni (“Capricciosa /Mariarosa” e “Un bacio ancora…arrivederci/ In questo momento”. La sua produzione intercettò il mercato del ‘boom economico’, della ripresa vitale e del mutamento di costume dell’Italia rurale, le cui richieste musicali vennero soddisfatte da un’imprenditoria (Vis Radio, Rca) capace di allearsi con i settori produttivi del turismo e del commercio, oltre che con la stampa, diffondendo canzoni per un pubblico vasto e interclassista. Mi sai aggiungere qualcosa?

Casaletto: Il M° Gino Volpe, originario di Marsico Nuovo, è nato nel 1943 ed è vissuto, dal 1979, a Villa d’Agri di Marsicovetere con la propria famiglia. Ha compiuto brillantemente gli studi musicali presso i rinomati Conservatori “San Pietro a Majella” di Napoli e “Niccolò Piccinni” di Bari.È stato compositore, direttore d’orchestra, direttore di coro polifonico, pianista, cantautore, conoscitore di canti popolari e folklorici e studioso di tradizioni popolari, oltre che docente. Organizzatore di grandi eventi musicali; è stato l’ideatore ed il patron della manifestazione nazionale “DISCO D’ORO” – Festival Nazionale della Musica e dello Spettacolo, del Varietà e della Moda”, una delle kermesse artistico-musicale più importanti del Mezzogiorno d’Italia. Inizia la propria attività artistica durante gli anni Sessanta; arriva, a soli diciassette anni, presso la Casa discografica “Vis Radio” accompagnato dal quartetto composto dal fisarmonicista Nino Pepe, dal chitarrista Giuseppe Savino, dal batterista Livio Razza e dall’organettista Saverio Cirigliano.    Ha inciso per varie case discografiche: RCA Italiana – Roma, VIS Radio – Napoli, Fonit Cetra – Torino, Voce del Padrone EMI – Milano, Phonotype Record – Napoli, King Universal – Napoli, Presence Record – Napoli, Diskos – Belgrado. Nel 1966 ha preso parte al Cantagiro, una delle più rinomate manifestazioni canore dell’epoca, con la canzone “Un bacio ancora…Arrivederci”. Nel 1975 il Maestro Volpe ha presentato il disco di brani folklorici lucani dal titolo “DUO GINO VOLPE – Gino Volpe e Pasquale Casaletto”, durante la trasmissione televisiva “L’Altro Suono” condotta su Rai 2 da Anna Melato e Antonio De Robertis. Per diverse settimane il brano “Lu Pastorë”di Pasquale Casaletto, con musica e arrangiamento del Maestro,  fu promosso come “disco ruspante”,  che aprì e chiudeva la trasmissione. Il “DUO GINO VOLPE” si rese protagonista su Rai Basilicata di diverse trasmissioni radiofoniche e televisive, curate e condotte da Nanni Tamma e Mario Trufelli, grazie a brani folclorici lucani incisi su un long playing nel 1974 a Napoli presso la Casa discografica Presence Recorde e distribuito dalla RCA. Dall’autunno del 1976 e per tutto il 1977, Gino Volpe e Pasquale Casaletto sono gli ideatori di una trasmissione radiofonica condotta dagli stessi su Radio Val d’Agri, una delle prime radio libere della Basilicata e d’Italia. Un programma musicale con risposte alle telefonate degli ascoltatori che chiedono la messa in onda di brani di loro gradimento, con imitazioni di voci di personaggi del mondo della politica e dello spettacolo e di altri personaggi con voci particolari, all’istante inventati; una trasmissione che andò in onda per pomeriggi della settimana e tutte le domeniche mattina, conseguendo un grande successo grazie anche alle gag mutuate dalla trasmissione Alto Gradimento” di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni. Sempre nel 1977, il “DUO GINO VOLPE” viene scritturato per la realizzazione di una trasmissione telefonica con l’emittente libera Canale 21 di Napoli durante la quale si cantano le canzoni folcloriche lucane e si balla la tarantella, la polka, il valzer e la mazurka. Nello stesso anno, in primavera, il Maestro registra con la Presence Record di Napoli altri due LP. Il primo, intitolato: “Il Liscio del Mio Paese”, è realizzato con il gruppo “Gli Oscar Blu” di Spinoso (Pz) e con il clarinettista Maestro Emanuele Aguglia; il secondo, dal titolo “Basilicata Folk”, vede ancora la partecipazione de “Gli Oscar Blu”e del loro leader, Michele Ianneo, all’organetto e alla batteria; Pasquale Casaletto è al controcanto. Nel 1978 il Maestro viene scritturato dalla Casa discografica Presence Aiglon per la creazione di nuovi testi con i rispettivi arrangiamenti orchestrali per sé e per altri interpreti. Nel 2003 il mio Gruppo Folk lucano “U Iascungièddë “di Marsico N.(Pz) incide un CD, dal titolo “Revival”, con la Casa discografica Phonotipe Record di Napoli; il CD raccoglie le più belle canzoni del Maestro, impegnato nella direzione artistica; gli arrangiamenti sono curati dal Maestro Francesco De Luca; suonano e cantano gli stessi ragazzi del gruppo.

Lotierzo: Sposatosi nel 1970 con Sissi Innella, dal 1979 (evitando la crisi edilizia di Marsico centro) se ne va a vivere a Villa d’Agri e qui realizza una metamorfosi. In primo luogo   non scrive più in lingua e si dedica tutto al folk, per cui inizia a riprendere  e diffondere una serie di motivi popolareggianti. Fomenta la “Stralucanità”: in ogni disco è sempre presente l’aggettivo ‘lucano’ o l’espressione ‘Lucania bella’ e simili, che lo radicano sul territorio. Non essendo un recupero filologico (come realizzarono ‘I Tarantolati’di Tricarico, il suo diventa il secondamento di un gusto, sentimentalistico e d’una dialettalità chiusa. Il suo pubblico immediato è la sua valle e dintorni. La sua è una cultura ruralistica, endogena, vitalistica, gioiosa e coinvolgente, ma anche narcotica, cioè tendente a non aprirsi alle novità italiane e straniere. E’ una coltivazione di orticello.  Si definisce, in modo accattivante, un ‘artista di strada’ (ma non lo era, in quanto maestro), piuttosto meglio ‘ un artista alla mano’, questo sì. A questa fase, credo che tu abbia partecipato, per cui cosa ci puoi ricordare?

Casaletto: La musica popolare di Volpe, grazie al suo legame con la lucanità, riesce a raggiungere una discreta parte dei territori meridionali. Me ne sono reso conto di persona atteso che, per qualche decennio, abbiamo tenuto spettacoli – in tutta la Grande Lucania (attuale Basilicata più la parte meridionale della Campania), nel Sannio, nell’Irpinia, nella Ciociaria, nel Molise, in parte della Calabria e della Puglia – durante i quali la gente di quei territori dimostrava di conoscere ed apprezzava i suoi brani; ciò grazie alla grande forza divulgativa di Vis Radio, a cui il cantautore lucano era legato. Posso, inoltre, testimoniare che, in occasione di viaggi all’estero, sia europei che sudamericani, ho fatto sorprendenti incontri con la sua musica. Infatti, durante gli incontri con le Associazioni dei nostri emigranti si cantava e si ballava con le musiche del Maestro. Altre testimonianze riguardanti la sua popolarità mi sono giunte attraverso i dati, diffusi da canali ufficiali, circa il numero alquanto significativo delle vendite dei suoi dischi, nonostante l’amico Gino lamentasse spesso gli indennizzi molto esigui percepiti.

Lotierzo: Devo affrontare il secondo luogo: la terza mutazione. Nella prima si mostra come cantautore italiano; poi scava nella musica tradizionale e si fa folclorista; infine, nel terzo passaggio, assume i panni, ben riusciti, di Direttore Artistico del Festival “Disco d’Oro” di Basilicata, una competizione in cui si va alla ricerca di talenti, di ‘esordienti ma non dilettanti’, da segnalare a passare alle agenzie nazionali (Gino si  è spento lo stesso giorno in cui è apparso il bando per il 2020).  E’ un’opera meritòria di promozione e che rivela questa sua forte socialità, unita al desiderio di stare in mezzo agli altri e di organizzare eventi musicali. L’ultima sua valorizzazione è quella di Vitina Coviello, eccellente organettista. Tu hai presenziato anche in questa fase, che illuminava alcune serate della sonnolenta comunità valligiana.

Casaletto: Gino Volpe ha tenuto gli ultimi due spettacoli della sua vita a maggio e luglio del 2016. Il ventuno maggio, a Marsico Nuovo, come ospite dell’ UNITRE- UNIVERSITA’ DELLE TRE ETA’, presso l’Auditorium e l’otto luglio presso l’Agriturismo “Villa Carmela” di Grumento Nova. In queste due serate, per la realizzazione dello spettacolo, il cantautore lucano ha voluto accanto a sé la presenza di molti dei collaboratori della sua esperienza artistica. Ha voluto me, coadiutore discografico e conduttore di sempre dei suoi spettacoli nonché voce storica nel controcanto dei suoi brani, Tonino Decimo, in arte Totò Reny, backing vocalist e chitarrista, Vitina Coviello e Antonella Lucia, rispettivamente all’organetto e alla tastiera, Antonello Pasquariello, coordinatore e responsabile audio, i fratelli Antonio e Salvatore Votta, fonici rinomati, il percussionista Gianluca Votta e tutti gli altri componenti del gruppo “U IASCUNGIEDD(e)”.

Lotierzo: Vorrei adesso passare a richiamare i testi, dando connotazione musicale. La musica folcloristica, di cui si serve, comprende: tarantelle; stornellate; polke; valzer; quadriglie. Musiche briose, tutte ben conosciute, adatte all’accompagnamento coinvolto del pubblico. Dall’”Album” del 1974, “Il Duo Gino Volpe” e poi davideo che si possono ascoltare, vedere ed interpretare su Youtube, ricavo questi titoli, che vengono a presentarci il suo canzoniere.  1. Tarantella lucana (Tu virecumm’abbàlla); 2.Cumpare Ciccillo ( con teatralizzazione paesana); 3. Polka lucana; 4. A uéi Carmé ; 5 . Quadriglia lucana; 6) Satrianisella mia; 7) Stornellate; 8. Lu pastore; 9) Un bacio ancora…arrivederci; 10. Trullallallera; 11) Giuvannë u latin lover; 12) La figlia rë lu massarë; 13) Quadriglia lucana comandata; 14) Campo di fiori (Ajeri andai a spasso); 15) Lucania matrimoniale; 16) E mangiatìllë…stu limone; 17) Lucanesina; 18) Ritornerà da te mamma; 19) La campagnola (interpretazione); 20)  U ciuccië cantatatorë; 21) I capelli di Angiolina;22) Il cacciatore nel bosco; 23) La vigna mia; 24)   Rusìna mia. Riesci a rivelarci come lavorava Volpe; come sceglieva musiche e testi? Qualche episodi di riscontro con il pubblico…

Casaletto: Tutti i brani folclorici e popolari incisi da Gino Volpe sono interessanti perché orecchiabili e armoniosi, spesso anche molto briosi e coinvolgenti. Le sue canzoni si riferiscono a situazioni della civiltà contadina, a fatti di vita vissuta nei territori lucani e, più in generale, in quelli del Meridione d’Italia. I temi trattati ripercorrono le non rosee condizioni economico-sociali delle comunità, soprattutto di quella rurale, sempre più emarginata. Il maestro raccoglieva molte testimonianze; più volte abbiamo fatto visita a persone anziane, le quali raccontavano vicende del passato; si pensi ai soprusi ed ai maltrattamenti subiti dai contadini; si pensi alle violenze di genere, soprattutto subite da giovani donne, di umili origini, che lavoravano presso facoltosi, i cosiddetti signorotti del paese. Si pensi, inoltre, a quelle storie di figli naturali avuti illegittimamente da donne costrette, di stagioni invernali troppo rigide, di carestie, di malattie non curabili o malcurate, di emigrazioni in Paesi anche molto lontani dovute alla grande miseria che imperversava nelle nostre realtà, di grazie ricevute dalla Madonna o da Santi cui erano devoti. Per ogni storia raccontata c’era sempre una strofa canticchiata, derivante soprattutto da componimenti di cantori di musica profana. Il Maestro raccoglieva questi frammenti e successivamente procedeva all’assemblaggio, completando i vari brani anche grazie alla propria fantasia. Una volta gli raccontai di aver osservato un asino maschio mentre ragliava e di essermi accorto che, durante il raglio, si verificavano sei mosse del corpo dell’animale. Mi ricordo che Gino scoppiò in una fragorosa risata e, incuriosito, mi chiese subito quali fossero quei movimenti; io stesso, ridendo di gusto, glieli recitai: “sei mossë facë u ciuccë quannë raglia: “appìzza ‘i  urécchië – scyèsca e raglia – ndòrsa la panza – ndòsta la mazza – àuza a cora – e caca píretë pu mazzë’. Il giorno successivo mi telefonò e mi comunicò di aver composto la canzone “U CIUCC(i) CANTATOR(E)”, divenuta  uno dei suoi brani di maggiore successo. Gino, quando organizzava uno spettacolo, era solito inserire nel programma i brani di maggiore successo, escludendo  le nenie. Negli ultimi spettacoli, di cui esistono le videoregistrazioni, si nota il continuo coinvolgimento del pubblico, grazie anche alla sua esuberante vitalità ed al suo versatile estro.  Il cantautore dal 1960 al 1967, prima fase del suo lavoro, ha registrato ben tre volumi di canzoni popolari e folcloriche, contenenti ognuno dodici brani. Riprende il lavoro discografico con altri tre volumi dal 1974 al 1977 ( Il Duo Gino Volpe, il Liscio del mio paese e Basilicata Folk) con ventiquattro brani complessivi.  Le ultime fatiche discografiche risalgono all’anno 2003 con le registrazioni delle sue più belle canzoni (REVIVAL) da parte del Gruppo Folk “U jascungièddë” di Marsico e il CD  che raccoglie quindici brani registrati presso la Phonotype Record di Napoli, intitolato “E mangiatill…stu limone”. Risulta sicuramente uno tra i cantanti folk più prolifici della Basilicata e forse anche del meridione d’Italia.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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