
Leonardo Pisani
Le sue prime notizie ce le dà lo storico Strabone, lì aveva la villa anche l’Imperatrice romana moglie di Commodo, la lucana Brutia Crispina. Si trova in alto, infatti i Normanni ci costruirono un castello, che guarda la valle dai suoi 1037 metri. Il Racioppi sosteneva che il nome derivava dal tardo latino Marsicum che vuol dire “luogo paludoso”, giacché tale era la valle, a cui fu aggiunto Vetus per distinguerlo dal Novum, l’odierna Marsiconuovo. In realtà Marsicovetere ha una comunità piena di giovani, alcuni sono anche ritornati per crearsi un futuro legato alle antiche radici e giovane è anche il primo cittadino, Marco Zipparri, con il quale parliamo di futuro del suo bel borgo e dell’attivissima Val d’Agri.
Sindaco Zipparri, lei va controtendenza: Marsicovetere ossia Marsico antica diventa il comune più giovane della Basilicata. Sembra un ossimoro ma non lo è. Un caso oppure frutto di un percorso?
Marsicovetere ed in particolare Villa d’Agri è un centro urbano vivace ed in crescita. Ha una posizione strategica, per i collegamenti viari sia con la Campania che con altre regioni del Sud d’Italia. Vi sono anche maggiori occasioni di occupazione per via dello sviluppo della piccola e media impresa, oltre che del commercio. Questi aspetti attirano la scelta di residenza da parte di coppie giovani, da cui dipende anche l’aumento delle nascite, un fenomeno in controtendenza rispetto agli altri comuni lucani. Con la mia Amministrazione stiamo lavorando su politiche di sviluppo che consentano al nostro comune una continua ed ulteriore crescita, anche in altri settori come il turismo, la valorizzazione del patrimonio storico-culturale, l’ambiente ed altri.
Senza girarci attorno: Il Mezzogiorno era in crisi e con il Covid lo sarà di più; le aree interne lo saranno di più, la Basilicata si sta spopolando. Si può porre argine?
Le aree interne sono le più penalizzate e a rischio spopolamento. Dobbiamo però lavorare seriamente perché ciò non accada. E’ inutile negare che alcuni comuni lucani sono più a rischio di altri, ma se lavoriamo alacremente su politiche di sviluppo innovative e creative, potremmo tentare di ridare vita ai borghi più piccoli. Il nuovo piano strategico regionale e la nuova gestione dei fondi europei dovranno tener conto dello sviluppo delle aree più decentrate della regione, facendosi carico di una programmazione ben definita.Nel contempo la mia riflessione riguarda anche una possibile inversione di tendenza in seguito alla pandemia da covid-19 e alla congiuntura economica negativa, che potrebbe spingere ad un’emigrazione di rientro nei nostri borghi da parte di giovani che con nuove idee imprenditoriali vorranno investire nei propri territori di nascita. Probabilmente questi percorsi dovranno essere individuati e supportati dalle amministrazioni pubbliche.
La Val d’Agri è una terra che dalla Basilicata volge lo sguardo sia alla Campania sia ai territori jonici. Eppure è allo stesso tempo isolata : poche strade, ferrovie rare..
Il tema delle infrastrutture è cruciale per la nostra regione ed è collegato al problema dello spopolamento. Senza di esse non possiamo parlare di sviluppo economico e di rilancio della regione. La politica del futuro dovrà preoccuparsi innanzitutto di riqualificare il reticolo viario esistente, completare le progettualità avviate, che da troppo tempo attendono un completamento. Mi riferisco ad esempio al tratto ferroviario Matera- Ferrandina. E’ di questi giorni la notizia della nomina di un commissario che seguirà i lavori dell’opera pubblica.Sarà inoltre necessario collegare la rete ferroviaria lucana all’Alta Velocità (TAV),per consentire a coloro i quali hanno deciso di investire nella nostra regione di interagire con le altre realtà d’Italia e con il mondo.

Sindaco, il suo comune ha un bel centro storico a Marsicovetere e una località di servizi, commercio e anche un ospedale a Villa d’Agri. Poi c’è il petrolio. Ma come la mettiamo tra ambiente e petrolio, qualità della vita e dipendenza dagli idrocarburi. Si può mediare? Si deve scegliere?
Il petrolio è una realtà consolidata nella Val d’Agri. Ho più volte ribadito il mio pensiero. Le due realtà possono convivere se vi è una sinergia tra le diverse parti, se si individuano percorsi da portare avanti a sostegno dello sviluppo di altri settori, per valorizzare le importanti risorse presenti nei nostri territori e in tutta l’area del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano (il turismo, la cultura, la fruizione sostenibile del territorio, la formazione imprenditoriale, ecc.). Certamente rimane prioritario il rispetto dell’ambiente e un controllo dei processi dell’estrazione petrolifera, affinché sia auspicabile la crescita anche di altri settori.
Mi ha detto una volta che bisogna puntare sulla cultura… Mi spieghi..
Sono convinto che la cultura possa divenire un fattore strategico di sviluppo. Ripartire dalla nostra storia, dalle nostre tradizioni, dalle nostre abilità artigianali, potrebbe essere una chiave di sviluppo per il centro storico di Marsicovetere, ma per tutta l’area della Val d’Agri. Bisogna puntare sulla sensibilizzazione delle comunità che abitano i nostri borghi, perché i grandi cambiamenti devono essere guidati con politiche adeguate, ma si concretizzano se si realizza una presa di coscienza nelle persone che abitano i luoghi e ne costituiscono il fulcro e l’identità.
La formazione? Le nuove professioni? Il recupero delle vecchie? Penso alla grande tradizione degli arpisti, anche nella sua comunità:penso a Edward Vito, primo arpista di Toscani a New York, Ma perché non si fa promotore di un ITS, gli Istituti Tecnici Superiori su turismo, artigianato, liuteria, ecc. ecc.
Il mondo sta cambiando e sarà necessario essere pronti ed in alcuni casi anticipare i cambiamenti. Penso ci sia un ritorno agli antichi mestieri rivisitati in chiave innovativa, come era già auspicabile accadesse. Penso all’agricoltura ed anche all’artigianato. Anche il territorio di Marsicovetere, già vocato all’agricoltura, dovrà essere in grado d’interpretare le richieste di mercato perché sia protagonista assoluto degli sviluppi futuri. Mi riferisco all’agricoltura sostenibile, alle produzioni biologiche ed alla richiesta sempre più importante di produzioni sane legate alla dieta mediterranea, ormai conosciuta e praticata in tutto il mondo. Per ciò che concerne il recupero delle tradizioni artigianali serve un cambio di passo. Si dovrà comprendere che in questo settore si potranno individuare occasioni di lavoro, di realizzazione personale ed economica. Saranno necessarie politiche pubbliche per sensibilizzare sulle nuove forme ed occasioni di lavoro.
A proposito di ITS ricordiamo che il presidente del Consiglio Mario Draghi ne ha parlato nel discorso di insediamento.
Il modello economico finora adottato è ormai agli sgoccioli. Siamo già nella fase della riconversione energetica perché abbiamo visto quanto sia costato al pianeta l’utilizzo di petrolio, gas, carbone. Si punta su un modello sostenibile, green, circolare che punta al riciclo di ogni materia, perché le materie prime non sono inesauribili. Da qui nasce l’esigenza di nuove professionalità, di nuove competenze, di nuovi attori pronti a cavalcare il mercato. Credo che l’Istituto Tecnico Tecnologico di Villa d’Agri punterà su indirizzi e curricula formativi che andranno in questa direzione.
Venti anni fa andava di moda il partito dei sindaci, poi quello dei governatori, poi ritorna “Italia in Comune”. Fatto sta che depotenziata la Provincia, i comuni sono l’istituzione più vicina ai cittadini e quelli più malmessi con i bilanci. Credo che se un sindaco avesse più risorse riuscirebbe a utilizzarle prima, senza allungamenti burocratici.
Posso affermare personalmente quanto sia difficile essere un sindaco in questa fase storica. Oggi più di ieri, il sindaco è il “padre di famiglia” e il “risolutore di ogni problematica” riguardante il cittadino. E poi c’è la questione della salute ed il bisogno di assistenza – specie in questo periodo di pandemia – per cui il sindaco diventa uno dei referenti e delle figure alle quali ci si affida. Essere un primo cittadino oggi è complesso e necessita di tante energie. E’ una sfida, ma il sacrificio viene spesso ripagato dalla stima dei miei cittadini.