MATERA 2019, UN ALTRO ANNO PERSO

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 PIO ABIUSI *

Pio AbiusiAbbiamo atteso oltre un anno per dichiarare conclusa la vita del “ Comitato Matera 2019” nato nel 2011 per candidare Matera a capitale della cultura europea per l’anno 2019. L’obbiettivo è stato raggiunto e per fare questo si sono spese risorse pubbliche. I Bilanci relativi agli anni 2012 e 2013 sono stati pubblicati, mancava il 2014 e con esso dichiarare conclusa l’attività del Comitato.
Non era possibile pubblicarlo perchè vi era un buco che andava ripianato. Il buco è risultato essere di 300 mila euro ed adesso con delibera di giunta la Regione ha messo mano al portafoglio e lo ha ripianato. Occorre adesso pubblicare il bilancio del 2014 ed una relazione sull’attività del disciolto comitato “Matera 2019”sia per trasparenza sia perchè sono stati utilizzati, con dovizia, risorse pubbliche. Giriamo pagina e dedichiamoci al 2019 ed alla Fondazione che curerà l’evento. Come al solito si punta alle Fondazioni perchè sono degli scatoloni nei quali passa di tutto e la gestione anche di risorse è spesso poco trasparente e mal regolamentata. La nostra è una fondazione di scopo tanto è che esaurirà la sua funzione massimo nel 2022. E’ una Fondazione che è costituita in via principale con risorse pubbliche e che a fronte della dgr 1040/14 ha un programma di lavoro ben tracciato perchè individua tra le fonti di finanziamento la programmazione comunitaria 2014/2020 di cui la Regione dispone. Di per se è una garanzia perchè gli organi di controllo dei fondi comunitari sono ben individuati ed agiscono su tracciati molto precisi. La spesa programmata sembra integralmente coperta. i 18 Meuro mancanti calcolando il contributo europeo all’iniziativa e quello di altri enti pubblici provengono dallo Stato per 11 Meuro- non conosciamo a fronte di quale decreto- e 7 Meuro provengono da privati che non è dato conoscere, ricordiamo che il consiglio comunale votò un preciso ordine del giorno nel Marzo del 2015 sulle aziende che potevano essere ammesse a partecipare. Ciò detto e pur avendo una garanzia nella rendicontazione europea è bene che vi sia un organismo regionale preposto al controllo generale della spesa perchè esse- spese- saranno interventi immateriali dove difficile è il controllo, praticamente impossibile. Appare evidente che creare forme di “distrazione” è molto più facile rispetto a quanto è accaduto ad Expo 2015 dove le opere erano preminentemente materiali. Senza voler andare molto lontano ma il “Lumen” l’iniziativa natalizia organizzata dal Comune di Matera e dalla Fondazione è costata 80 mila euro ; la spesa è stata divisa così, restando sotto soglia, è stato possibile evitare le procedure di gare; l’iniziativa ha avuto una portata notevolmente inferiore a quelle della giunta precedente e che costò 90 mila euro. Con Lumen, sotto soglia, è stato possibile affidare incarichi liberamente ed è inutile dire che l’obbiettivo per il quale era stato creato l’evento è stato raggiunto, siamo sugli interventi immateriali dove è sufficiente presentare una carta firmata, semmai, ed aver diritto al rimborso, per dirla alla Pittella “una sagra della frittata” costata caramente. Ciò detto e non già per sistemare un Carabiniere dietro ogni albero è bene rinforzare i sistemi di controllo contabili. Siamo- al momento- in una scialuppa che va alla deriva, un anno è passato ma delle spese sostenute dalla Fondazione per il 2015 non si parla di rendicontazione e neppure del preventivo di spesa per il 2016; è tutta roba da lor signori o semmai, anche, della Corte dei Conti?

*post ripubblicato

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