MATERA, CAPITALE DEL RESTAURO

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L’apertura della nuova sede della scuola superiore di Restauro è uno degli avvenimenti propedeutici di Matera 2019, quello che forse più contribuisce a dare all’evento il significato di “strutturale”, cioè di  una cultura che si organizza con strumenti e azioni capaci di proiettare una città ed una regione ben oltre la data dell’evento stesso.unnamed  La scuola è stata aperta due anni fa e oggi il ministro Franceschini, che tanto bene sta facendo per la cultura, ha aperto agli alunni la nuova sede. Che è estremamente bella e funzionale , situata nello storico convento di Santa Lucia. L’importanza di questa scuola è che emanazione diretta dell’Istituto superiore per la Conservazione ed il Restauro, il massimo organo scientifico che si occupa della cRestaurAnno_Primo_Matera_2onservazione dei beni archeologici, architettonici, storici artistici ed etnoatropologici. Aprire una seconda scuola a Matera, dopo quella prestigiosa di Roma è stata una scommessa già vinta, come dimostra, se ve ne fosse bisogno, la qualità del lavoro prodotto già al  primo anno di corso. Non va dimenticato che Matera si colloca al centro di un vasto patrimonio da valorizzare e tutelare, da quello ambientale a quello archeologico con un territorio , quello del metapontino, che ha portato alla fruizione appena un decimo di quello scoperto nelle varie campagne di ricerca. Giustamente il Governatore della Basilicata Pittella ha osservato che “da Matera é partita la sfida per lanciare la Basilicata nel mondo. Non é un tempo in cui servono litigi – ha ammonito – questo é il tempo dell’unità. IMG_0508

Oggi abbiamo il dovere di volare alto, non é il tempo di prove muscolari. C’è molto altro da fare. Con le risorse rivenienti dal Patto per il Sud proveremo prossimamente con il ministro De Vincenti ad accelerare la realizzazione delle opere previste. La Regione é pronta a fare la propria parte. I progetti più complessi non possono essere a regime comunale e regionale. Serve costruire per Matera un’esperienza come quella dell’Expo di Milano dove il governo nazionale ha svolto una importante funzione di coordinamento”. Infine, Pittella si è soffermato sul ricco patrimonio di chiese rupestri presente nel perimetro del Parco della Murgia materana. “Gran parte di questo patrimonio appartiene a privati. Credo che tutti dobbiamo fare in modo di recuperare le oltre 150 chiese rupestri, anche con i Fondi di sviluppo e coesione e collegarle ai Sassi di Matera per offrire all’umanità beni di straordinario valore. Il governo nazionale deve fare da traino e la Regione saprà fare la propria parte”. Con sobrietà ma anche con una certo orgoglio Franceschini, che è stato l’artefice della realizzazione di una seconda scuola italiana per ilre stauro ha osservato che “aprire questa scuola vuol dire avere davvero una eccellenza internazionale sul territorio. Matera 2019 é una grandissima occasione ed ha rappresentato una scelta importante per il Paese. Ricordo bene il giorno della proclamazione che ha avuto un significato strategico non solo per la Basilicata, ma per l’intero Paese. É stato premiato un progetto di futuro perchè non è sulla bellezza delle città, ma sulle idee di cambiamento che si vince la competizione di capitale europea della cultura”.

scheda

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DOVE SI FORMANO I RESTAURATORI SCIENTIFICI

L’ Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro nasce nel 1939 con la denominazione di Istituto Centrale del Restauro, su progetto di Giulio Carlo Argan e Cesare Brandi, per rispondere all’esigenza di impostare l’attività di restauro su basi scientifiche e di unificare le metodologie di intervento sulle opere d’arte e i reperti archeologici.

L’insegnamento del restauro era stato fissato fin dalla fondazione dell’Istituto come uno degli scopi principali da perseguire. Creare una nuova figura professionale di restauratore “scientifico”, svincolata dalla tradizionale formazione di bottega o presso gli istituti di istruzione artistica, era uno dei principali obiettivi che Argan e Brandi avevano posto all’interno del progetto del costituendo Istituto Centrale del Restauro.

L’attività formativa è stata perseguita all’interno dell’Istituto sempre con il massimo impegno e la consapevolezza che per conservare il patrimonio culturale e preservarlo dai rischi fosse necessario poter disporre di professionalità qualificate formate con passione e rigore.

La formazione prevedeva tre anni di studio con insegnamenti di teoria e di pratica svolta presso i laboratori scientifici e di restauro. Dagli anni ’40 si è assistito non solo a una crescita esponenziale nelle richieste di partecipazione per arrivare ai picchi di 800 domande negli anni ’90, ma in parallelo si è innalzato enormemente il livello di scolarità fino ad avere tra gli studenti un’alta percentuale di  laureandi o già laureati in altre discipline universitarie affini al restauro.

Nel 1997, con legge DPR n.339 del 16 luglio, si fissano due punti importanti per la definizione della figura del restauratore: alle scuole statali del Ministero si accede non più con il diploma di scuola media inferiore ma con il diploma di liceo; si innalza a quattro anni la durata del corso. L’evoluzione della professione da empirica artigianale è ormai riconosciuta quale specifica disciplina tecnico-scientifica.

Oggi, in continuità con le esperienze didattiche e di ricerca dell’originario Corso di diploma, l’individuazione dei percorsi di studio che conducono al diploma di laurea sono tesi a valorizzare il ruolo svolto dal ‘restauro’ nell’ambito della ‘conservazione’. 

Il Restauro è quindi concepito quale terreno di intersezione tra le componenti storiche, scientifiche e tecniche, in grado di produrre conoscenza scientifica e di preservare il nostro patrimonio artistico, la  memoria storica del nostro paese. Assunto nella sua dimensione interdisciplinare il restauro diventa espressione importante della società e dei mutamenti contemporanei, un valore aggiunto per la crescita della nostra economia.

I corsi sono stati concepiti di durata quinquennale a ciclo unico perché la forte componente  manuale richiesta da questa professione, per arrivare a un grado di eccellenza,  necessita di un elevato monte ore di laboratorio da svolgersi il più possibile in modo continuato e fin dal primo anno di corso.

Ogni percorso di specializzazione prevede più tipologie di manufatti, affini fra loro per materiali costitutivi, al fine di permettere allo studente, nei 5 anni di studio, una acquisizione omogenea e consapevole delle diverse problematiche conservative per lo specifico ambito scelto. 

La didattica è articolata in lezioni, laboratori, analisi e svi­luppo applicativo dei casi. Alla riflessione gene­rale di tipo critico si affianca una formazione tecnica, at­traverso un elevato numero di attività di laboratorio e stage formativi presso organizza­zioni pubbliche, private e no profit. L’approfondimento delle conoscenze curriculari è inoltre costantemente stimo­lato dalle numerose opportu­nità di partecipazione a eventi culturali, scientifici e a concrete esperienze di ricerca, per mezzo sia di proposte formative a carattere seminariale sia del concreto coinvolgimento degli studenti in specifici pro­getti dell’Istituto.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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