E’ più profondo di quanto viene descritto il malessere dei materani per questo improvviso calo del turismo . Improvviso ma non imprevisto perché già dal 2019, anno di Matera Capitale europea della Cultura, gente di pensiero come l’allora Sindaco De Ruggiero, invitava a non vedere il successo come una punto di arrivo ma a dare continuità almeno decennale allo sforzo politico programmatico per collocare stabilmente la città nel grande circuito internazionale del turismo culturale. Dopo aver fatto conoscere la città patrimonio Unesco al grande pubblico internazionale bisognava lavorare per farne stabilmente una città d’arte e di cultura, come Firenze , come Mantova, come Siena , e questo significava lavorare su progetti capaci di dare una identità specifica alla Città dei Sassi e su iniziative in grado di richiamare determinate fasce turistiche medio alte, esattamente come avviene nelle città sopra richiamate. Invece si è avuto lo sguardo basso , proprio di chi pensa che basti la bellezza estetica per vivere permanentemente di turismo e costruire su questo settore il futuro di una comunità. Così che, in mancanza di avvenimenti attrattivi, ( che non sono solo musicali, ma attengono ai grandi eventi artistici o scientifici o culturali e che a volta a volta richiamano un pubblico specifico, dalla filmografia ,al grande teatro, alla lirica, alle arti visive in genere,) e scemando negli anni l’attenzione verso una località improvvisamente salita sugli scudi , Matera si è trovata ridotta a fare da tappa inserita nel grande circuito del turismo principalmente estivo pugliese, diventando una delle cose da vedere come le grotte di Castellana o i trulli di Alberobello. E’ evidente che quella crescita esponenziale di servizi di accoglienza, bar ,ristoranti e alberghi , esauritosi l’interesse del grande pubblico nazionale e internazionale si è tradotta in una crisi del settore, nel quale molti non riescono a sopravvivere . E, dunque, non c’è da sottovalutare la tensione crescente che si registra nel settore, e che martedì sfocerà in una manifestazione il cui scopo è richiamare l’attenzione delle Istituzioni, Regione e Comune, sulla situazione esistente. Nè è estranea al crescere di questa tensione la grave situazione idrica che si verifica in una provincia che su turismo e agricoltura ha costruito i binari del proprio sviluppo e che oggi si vede fortemente bloccata nei suoi fondamentali dal punto di vista economico. Una protesta sacrosanta che non può passare sottogamba e che merita invece una disamina approfondita in Consiglio regionale perché è del tutto evidente che la politica non è stata particolarmente generosa verso quella città e quella provincia, a cominciare da una rappresentanza marginale nell’Esecutivo regionale dove il rapporto tra province è stato sempre di almeno due terzi ed un terzo. E gli errori non sono senza conseguenze giacchè il gioco politico si ispira alla teoria dei vasi comunicanti : il vuoto che si lascia viene riempito da chi sa approfittarne. E anche questo si incomincia a vedere! Rocco Rosa
MATERA, DALLE STELLE ALLE STALLE! E LA PROTESTA COMINCIA A MONTARE
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