Il Partito Democratico, con i suoi stantii sotterfugi, tenta ancora una volta di prendere tempo, sfruttando la complicità di qualche forza e/o movimento civico compiacente, per rinviare o svuotare di significato l’incontro che era previsto per ieri.
Poco o nulla è servito il monito dei 100 giovani, che hanno chiesto con forza di rompere le ritualità e di dare finalmente una scossa alle forze civiche e politiche impantanate nelle obsolete tattiche dilatorie. La necessità di una sintesi chiara, che porti alle inevitabili primarie, è ormai evidente e, finora, l’unico partito che ha raccolto davvero questa istanza è Europa Verde.
Nell’ultimo incontro era stato proprio il PD a chiedere una “scrematura” delle presenze al tavolo. Si è passati così dalle delegazioni alla presenza di un solo rappresentante per partito, con il preciso intento di arrivare a un momento di chiarezza, in cui ogni forza politica e/o civica avrebbe dovuto mettere i nomi dei candidati sul tavolo.
Ma evidentemente il titubante segretario regionale del PD, tenuto in ostaggio, si dice, dai maggiorenti del partito materano, sembra essersi ammalato della sindrome di Stoccolma e, con il suo evidente atteggiamento attendista , continua a dare vigore alle divisioni interne e ai giochi di potere che ancora una volta si stanno consumando nel partito.
E non è solo il PD a dibattersi nel vuoto di iniziativa. I seguaci del “sì ma anche no” dei M5S materano continuano a recitare lo stesso copione, con strategie ormai logore e prevedibili, che stanno allontanando sempre più i cittadini da una politica inconcludente, incapace di prendere decisioni. Sono ormai libri letti, trame scontate di una politica che sembra incapace di rinnovarsi e dare risposte concrete.
Possibile che il segretario del Pd, che pure si era proposto come elemento di novità, non si è ancora reso conto che Matera, per il partito e per chi lo regge, è l’ultima chance per rimediare agli errori del passato e ridarsi un volto di credibilità rispetto agli alleati . Una debacle in questa tornata elettorale attiverebbe una implosione incontrollabile nel perimetro del partito e in quello della stessa coalizione.
Per quanto si possa comprendere la fatica della politica e il gioco delle trattative, questa situazione è diventata ormai insostenibile per il popolo materano del Centrosinistra che ha piene le scatole di questi tira e molla, di questo giocare al piccolo stratega all’incontrario dove eccelle chi perde tutte le battaglie, come dimostra il passato recente del Pd e dei cinquestelle? Possibile che non si capisca come questa pratica della melina permanente sta diventando un forte acceleratore della sfiducia e dell’astensionismo?. Rimanere bloccati in tatticismi e strategie autoreferenziali significa consegnare la città, ancora una volta, all’immobilismo o, peggio, a chi saprà approfittare di questo stallo. È ora che il PD e le altre forze politiche decidano se vogliono davvero costruire un’alternativa o continuare a logorarsi in una partita che rischiano di perdere prima ancora di cominciare.
MATERA IN STALLO: IL PD DI “CAPITAN TENTENNA” RISCHIA IL DISASTRO. I MATERANI MERITANO DI PIÙ
0
Condividi