MATERA, PRIMARIE E CRISI: IL PD TRA LACERAZIONI INTERNE E IL SILENZIO DEI VERTICI

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Mentre il percorso delle primarie aperte per la candidatura a Sindaco di Matera si avvicina alla sua conclusione, continuano a emergere frizioni all’interno del Partito Democratico. Roberto Cifarelli, consigliere regionale e candidato a Sindaco, sta portando avanti la sua corsa “a titolo personale” ma con il sostegno esplicito di una parte significativa del PD cittadino, capeggiato dal segretario Luigi Gravela. Eppure, il cammino del partito sembra essere sempre più segnato da un acceso regolamento di conti interno, con accuse reciproche e incertezze sulla legittimità delle decisioni prese.

L’ultimo episodio riguarda una nota di Luigi Gravela, che già il 28 marzo aveva bocciato la decisione della Direzione cittadina, che aveva preso le distanze dalla candidatura di Cifarelli, pur mantenendo il PD al tavolo del centrosinistra. Gravela torna a dichiarare che le azioni del massimo organo di direzione del partito sono “nulle” e “prive di legittimità”, accusando Cosimo Muscaridola, ex segretario cittadino del PD, di trattare con il centrosinistra senza un mandato. Per questo, Gravela chiede una “presa di posizione ufficiale” da parte degli organi di partito a tutti i livelli per ripristinare “la legalità interna” e impedire a chi non ha mandato di agire a nome del partito.

Ciò che colpisce in tutta questa vicenda è il silenzio assordante dei vertici regionali e nazionali del PD, Giovanni Lettieri e Elly Schlein. Lettieri, pur avendo la responsabilità di un intervento, ha già dimostrato di non voler affrontare la questione, concentrandosi su altri temi meno urgenti. Schlein, dal canto suo, è impegnata su problematiche più ampie e lontane dalla crisi lucana, lasciando che la situazione nel PD materano sfugga progressivamente di mano. Il segretario provinciale, Claudio Scarnato, sembra non aver mai dato segni di una presenza politica rilevante, alimentando ulteriormente il vuoto di leadership.

L’attesa per l’esito delle primarie del 6 aprile potrebbe segnare la fine di questa fase di caos, ma la situazione rischia di avere ripercussioni ben più gravi per il PD, non solo come partito, ma anche per la città di Matera e per il sistema democratico. La Costituzione italiana assegna ai partiti un ruolo fondamentale nella partecipazione politica, e questo scontro interno non fa che minare la credibilità e l’efficacia del PD come soggetto politico. In attesa di sviluppi, sembra che la crisi del partito continui, con una telenovela che potrebbe avere altre, sgradevoli puntate.

A seguire la nota diffusa da Luigi Gravela e da Rossella Rubino in cui si legge che:

Dopo aver consumato nell’ultima seduta della Direzione cittadina del PD atti privi di ogni legittimità, da considerarsi nulli sotto ogni profilo, sia sul piano formale che su quello politico, si prosegue senza sosta sempre con la stessa musica.
Ieri sera al tavolo del centrosinistra per discutere delle elezioni comunali, in barba a tutte le decisioni della direzione cittadina del PD che aveva nominato una delegazione (di cui fanno parte il segretario regionale, il segretario provinciale, il segretario cittadino il vice segretario regionale e una componente della direzione cittadina), si è presentato ed ha partecipato Cosimo Muscaridola privo di qualsiasi mandato che ha svolto in passato incarichi con discutibili risultati.
Si continua così a trattare il PD peggio della propria casa privata. Dove si può fare e disfare a proprio piacimento senza dar conto a nessuno.
Si tratta di un comportamento inammissibile. Niente a che fare con il rispetto delle regole. Evidentemente neppure la presenza del vice segretario regionale, Vito Lupo, socio di Muscaridola, soddisfa la brama di presenza del nostro che si vede costretto a infrangere ogni regola pur di marcare il territorio continuando a fare danni incommensurabili.
Serve ancora altro per motivare le difficoltà che abbiamo registrato negli ultimi mesi? È necessario richiamare i sacri principi della rappresentanza per condannare tali comportamenti? O non è più semplice prendere atto della deriva tutta personalistica in cui è avviluppato il PD di Matera con la complicità di componenti che pure si richiamano a tradizioni di rispetto delle regole e delle consuetudini?
È bene ricordare che i partiti hanno una funzione eminentemente pubblica e chi li rappresenta deve ispirare i propri comportamenti al rispetto della cosa pubblica. Chi opera a nome del partito senza nessuna cura per le regole come potrà mai chiedere il consenso per rappresentare i cittadini nei consessi pubblici come il Comune? Finirà per fare la stessa cosa anche nel Municipio !
Al di là del fatto in sé, pur di grande rilevanza, ciò che sta accadendo dimostra la totale inaffidabilità dei soggetti coinvolti che per l’ennesima volta ledono l’onorabilità del Partito e compromettono l’autenticità della sua rappresentanza in un contesto pubblico e politico rilevante.
Il PD si fonda sulla partecipazione democratica, sulla trasparenza e sul rispetto delle cariche legittimamente elette: chi agisce al di fuori di questi principi, non rappresenta il Partito, ma ne danneggia l’immagine.
È necessaria una presa di posizione ufficiale degli organi di partito a tutti i livelli per ristabilire con urgenza la legalità interna e la piena legittimità degli organismi dirigenti, e che venga impedito a chi non ha alcuna investitura di agire impropriamente a nome del Partito.” Gravela Luigi (Segretario Pd) – Rubino Rossella (Componente Delegazione e Coordinamento)

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