MATERA,CITTA’ GREEN. INTERVISTA AD ELEONORA EVI

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Matera “città green” accoglie l’eurodeputata Verde Eleonora Evi con l’assessore Giuseppe Digilio (Verdi) e il consigliere Mario Montemurro (Verdi)

LIDIA LAVECCHIA

Onorevole Evi, a quale modello si ispira Europa Verde per la rivoluzione Verde già in atto in alcune parti d’Europa?

“Il modello al quale ci ispiriamo è un modello assolutamente efficace e importante che noi dobbiamo riuscire il più possibile ad esportare perché i politici verdi sono persone, cittadini, che hanno messo al centro della propria azione politica non soltanto l’ambiente, ma i diritti, il lavoro: il lavoro verde. E faremo di tutto perchè possano avere la loro voce finalmente all’interno delle istituzioni e qui dobbiamo riuscire davvero a far arrivare questaonda verde che ha già molto seguito in molte parti d’Europa, in particolare nel nord Europa.”

In Italia quali sono le condizioni della natura e delle biodiversità e quali strategie attualmente sono state messe in campo dai Verdi?

“Anche in Italia, a partire dai comuni, ce la dobbiamo fare perché davanti a noi abbiamo una situazione davvero drammatica da affrontare: abbiamo la crisi climatica che è una crisi che non accenna a diminuire, anzi, le ondate di calore delle ultime settimane estive sono il campanello di allarme, poichè la crisi climatica porta con sé altre crisi, come la crisi di perdita della natura e della biodiversità, che sta diminuendo a un ritmo senza precedenti e questo ha delle conseguenze epocali sulla nostra stessa sopravvivenza come esseri umani, aggiungiamo la crisi di inquinamento e l’ aria che respiriamo, il cibo che mangiamo, l’inquinamento dei suoli e delle falde acquifere è un qualcosa che non possiamo più tollerare. Non soltanto in Europa, ma a livello globale e queste crisi portano altre crisi: vere e proprie crisi generazionali, perché stiamo lasciando un pianeta distrutto alle generazioni future e soprattutto con un aumento di diseguaglianze sociali che anche la pandemia stessa ha acuito e ad aumentato e questo è intollerabile.

Noi di Europa verde, noi verdi a livello italiano e a livello europeo mettiamo queste battaglie al centro della nostra azione politica e chi ci ha detto che fino ad oggi non si poteva fare ha mentito, ha mentito spudoratamente, ci ha raccontato delle grandi bugie chi ci ha detto che non era possibile ristabilire equità sociale, ci ha mentito chi ci ha detto che non era possibile creare lavoro verde, sono tutte cose che invece noi oggi le possiamo realizzare. Si tratta però di riportare un equilibrio, di riportare giustizia, di riportare un clima di inclusione, un clima di serenità, per evitare quei contrasti sociali e quella sensazione di eterna polemica, che non porta da nessuna parte. Noi con convinzione, con decisione e determinazione rivendichiamo che è possibile costruire un mondo diverso sulla base di condizioni diverse rispetto al passato e per farlo però dobbiamo giustamente puntare il dito nei confronti di chi ha governato fino ad oggi.”

Il Ministero della transizione ecologica sta andando verso questa direzione secondo lei?

“Il ministero della transizione ecologica è un ministero che dovrebbe guidare questa enorme opportunità, perché la transizione ecologica deve essere una grandissima opportunità. Dall’Europa arrivano soldi che devono essere utilizzati bene e in maniera lungimirante, non possono essere utilizzati per portare avanti ancora un modello produttivo e di economia che guarda il passato e che ha al centro ancora le fonti fossili, questo è intollerabile.

Nel 2021 e dall’Europa arriveranno queste grandi opportunità, risorse economiche necessarie per aiutare la transizione per aiutare la trasformazione delle nostre filiere, per aiutare la trasformazione dei nostri settori produttivi che sono più legati al modello del passatodelle fonti fossili, alcuni settori industriali come il petrolifero e quello dell’ automotive devono essere trasformati. Arriveranno risorse per creare nuove opportunità per quei lavoratori e per quelle filiere per trasformarle in chiave davvero pulita e sostenibile.”

Il ministro Cingolani negli ultimi tempi ha riportato l’attenzione sul dibattito in questione, ma di fatto le cose come stanno?

“Il ministro per la transizione ecologica ha fatto un passo avanti e 10 passi indietro, perché si rende conto anche lui che la tecnologia non è matura ed assolutamente non risolutiva, anzi crea ulteriori problemi e costi indicibili, costi e tempi lunghissimi. Tempo non ne abbiamo: noi oggi dobbiamo iniziare il nostro percorso, avremmo dovuto iniziarlo ieri e le rinnovabili costano molto, molto poco e quindi per tornare a ristabilire quell’equilibrio e quella voglia di costruire una società più giusta e più equa, più inclusiva, dove si mettano al centro appunto i diritti delle persone e quando si parla di diritti si parla appunto di diritti civili e sociali, troppo spesso calpestati. Dobbiamo avere il coraggio di adire anche alle corti internazionali se necessario, perché qui in Italia le regole non ci sono, bisogna far sentire la propria voce e anche quando soprattutto i governi non rispettano gli impegni non soltanto in campo climatico, ma anche appunto in campo sociale dobbiamo necessariamente far sentire la nostra voce quindi è un lavoro preziosissimo quello che si sta facendo e che deve essere portato avanti che io spero possa essere ancora di più sostenuto e condiviso e che tutti quanti noi diventiamo delle vere e proprie sentinelle, dei veri e propri cittadini che hanno a loro disposizione anche strumenti di partecipazione di democrazia e che possano essere utilizzati per far sentire la nostra voce, perché dobbiamo veramente trasformarci in questa onda verde che fa sentire la sua voce in maniera forte e chiara a tutti i livelli istituzionali, a livello locale, a livello regionale e a livello nazionale, a livello europeo e chiudo dicendo con il livello europeo noi siamo Europa verde e che i Verdi sono membro fondatore della partito dei verdi europei. La famiglia di cui facciamo parte e io ci tengo a dirlo, il green deal europeo è un pò come se fosse un grande risultato e un grande successo dei verdi. Noi abbiamo avuto ragione anche nel reindirizzare le politiche a livello europeo e questo è sicuramente un merito di una forza politica ecologista, ambientalista, europeista, femminista, che anche a livello europeo sta facendo un grandissimo lavoro e che oggi deve più che mai tenere gli occhi aperti affinché quegli impegni e quelle promesse di questa nuova commissione europea non si traducano in operazioni di greenwashinge quindi di facciata e quindi di dipingere di verde e fingere di fare un qualche cosa in chiave sostenibile, che poi in realtà non lo è. Questo sarebbe l’errore più grave da fare e che rischiamo di commettere non solo a livello europeo ma soprattutto a livello nazionale quindi noi come forza politica abbiamo sicuramente un compito importantissimo ed è quello di non soltanto essere propositivi creare ponti come il nostro fondatore Alex Langer, e quindi nel nostro spirito appunto di proposta e non soltanto di protesta.”

Consigliere Montemurro, Matera è stata definita città più green d’Italia, ma è davvero così?

È necessario intervenire su uno degli aspetti che è stato un grande successo e parliamo del mondo delle bici elettriche, perché la città si scontra con la mancanza totale di piste ciclabili, e continua ad avere un altissimo livello di traffico automobilistico in città ed un progetto di un programma urbano di mobilità non ancora realizzato.

“Matera dovrà essere una delle città più green, perché tocca a noi gestirlo. L’assessorato alla mobilità sostenibile ha fatto tutti i passi propedeutici per cui entro metà ottobre ci sarà un’ulteriore passo in avanti per l’approvazione e l’adozione del piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS) quindi ci siamo spesi tantissimo all’interno per realizzare cose fattibili e reali. Intanto bisogna creare la visione di fondo che è appunto il PUMS, per poi realizzare questi interventi. Per quanto riguarda invece il verde chiaramente ci siamo distinti per aver bruciato le tappe e approvato il piano del verde e ancora una volta abbiamo dato  precedenza alla pianificazione per poi poter portare avanti gli interventi. Per quanto riguarda il verde urbano c’è da dire che per motivi di bilancio, essendo questo il nostro primo anno non c’erano possibilità di fare di più, però questa amministrazione con l’assessorato all’ambiente della nostra Lucia Summa ha posto le basi finalmente per risolvere in maniera strutturale il problema della manutenzione e della cura del verde con il programma che nelle prossime ore sarà visibile: un bando triennale della gestione  che permette di lasciarci finalmente alle spalle, archiviando una stagione fatta di proroghe e di quindi di impossibilità a programmare il lavoro per le ditte, ma anche di precarietà per i lavoratori che hanno che hanno operato.”

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Lidia Lavecchia

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